Oncologia ed Ematologia

Tumore del polmone EGFR+, osimertinib approvato in Europa in fase precoce come terapia adiuvante

Approvato in Europa ál'inibitore delle tirosin chinasi (TKI) osimertinib quale primo trattamento adiuvante per i pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule portatore di alcune mutazioni del gene EGFR: delezioni dell'esone 19 o mutazione L858R dell'esone 21 del gene EGFR.

Approvato in Europa  l’inibitore delle tirosin chinasi (TKI) osimertinib quale primo trattamento adiuvante per i pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule portatore di alcune mutazioni del gene EGFR: delezioni dell'esone 19 o mutazione L858R dell'esone 21 del gene EGFR.

La nuova indicazione di osimertinib si deve ai risultati dello studio ADAURA, un trial di fase 3 randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha arruolato 682 pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule in stadio iniziale (da II a IIIA), con delezioni dell'esone 19 o la mutazione L858R dell'esone 21 del gene EGFR, che erano stati sottoposti a rimozione completa del tumore.

Complessivamente, 339 pazienti hanno ricevuto il farmaco per via orale una volta al giorno e 343 hanno ricevuto un placebo dopo l’intervento chirurgico e, se indicata, una chemioterapia adiuvante standard.

La principale misura di outcome dello studio, pubblicato nell’ottobre scorso sul New England Journal of Medicine, era la sopravvivenza libera da malattia (DFS) nel gruppo di pazienti con tumore in stadio II o IIIA, nel quale il braccio trattato con osimertinib ha mostrato una diminuzione dell'83% del roschio di recidiva della malattia o decesso rispetto al gruppo placebo.

Osimertinib ha inoltre dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della DFS e una riduzione significativa del rischio di recidiva o decesso, pari all'80%, anche nella popolazione complessiva dello studio (pazienti con NSCLC in stadio IB-IIIA), endpoint secondario chiave.

Circa un paziente su tre presenta alla diagnosi malattia in stadio precoce e può beneficiare dell’intervento chirurgico con intento curativo. Ciò nonostante, la recidiva risulta piuttosto comune anche laddove la malattia venga diagnosticata in uno stadio iniziale: in media, quasi la metà dei pazienti che ricevono la diagnosi in stadio IB e tre quarti dei pazienti che ricevono la diagnosi di stadio IIIA vanno incontro a recidiva entro cinque anni. Nell’UE, circa il 15% dei pazienti affetti da NSCLC presenta una mutazione dell'EGFR.

Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e Principal Investigator dello studio ADAURA per l’Italia, ha commentato: “I risultati dello studio ADAURA che hanno permesso l’approvazione europea di osimertinib in adiuvante per i pazienti affetti da NSCLC con mutazione di EGFR cambieranno la pratica clinica: una riduzione del rischio di recidiva o morte pari all’80% in un setting precoce, quindi trattabile con intento curativo, è un dato senza precedenti e con il potenziale di posizionare la terapie target come nuovo standard in questo setting. L’approvazione dell’Agenzia Europea del Farmaco rende possibile la somministrazione di osimertinib anche in adiuvante e rappresenta un’ottima notizia per i pazienti affetti da NSCLC con mutazione di EGFR. Auspichiamo che tutti i pazienti che riceveranno questa diagnosi avranno accesso e potranno beneficiare di questo trattamento quanto prima anche in Italia, attraverso una modifica degli attuali percorsi diagnostico terapeutici”.

Il tumore del polmone
Il tumore del polmone è il tipo di cancro più comune e la principale causa di morte per cancro in tutto il mondo. Nel 2020, negli Stati Uniti saranno diagnosticati circa 229.000 casi di pazienti adulti con cancro ai polmoni, di cui il 76% con la forma non a piccole cellule. Circa il 20% di questi ultimi presenta mutazioni del gene dell’EGFR, il recettore del fattore di crescita epidermico, che favoriscono la proliferazione cellulare e, di conseguenza, favoriscono la diffusione del tumore.

Anche se la maggior parte dei pazienti a cui viene diagnosticato un tumore polmonare non a piccole cellule hanno tumori non asportabili, il 30% ha una malattia resecabile; quindi, negli Stati Uniti più di 10.000 pazienti ogni anno potrebbero essere candidabili alla terapia adiuvante con osimertinib dopo la rimozione del tumore. Il TKI è stato approvato per la prima volta dall’Fda nel 2018 per il trattamento di prima linea di pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule metastatico, con delezioni dell'esone 19 o la mutazione L858R dell'esone 21 dell'EGFR.