Tumore del polmone EGFR+, successo in fase 3 per osimertinib come terapia adiuvante

Oncologia-Ematologia

«Efficacia schiacciante». É quella dimostrata nello studio di fase 3 ADAURA dall'inibitore dell'EGFR osimertinib utilizzato come trattamento adiuvante in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IB, II o IIIA, con il gene EGFR mutato (EGFR+) sottoposti a resezione tumorale completa. Proprio per questo motivo, il comitato indipendente di monitoraggio dei dati (Independent Data Monitoring Committee (IDMC) ha raccomandato ad AstraZeneca, il produttore del farmaco, di togliere anticipatamente il cieco allo studio.

«Efficacia schiacciante». É quella dimostrata nello studio di fase 3 ADAURA dall’inibitore dell’EGFR osimertinib utilizzato come trattamento adiuvante in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IB, II o IIIA, con il gene EGFR mutato (EGFR+) sottoposti a resezione tumorale completa.

Proprio per questo motivo, il comitato indipendente di monitoraggio dei dati (Independent Data Monitoring Committee (IDMC) ha raccomandato ad AstraZeneca, il produttore del farmaco, di togliere anticipatamente il cieco allo studio.

I dati del trial saranno presentati in uno dei prossimi congressi del settore e la multinazionale ha reso noto di avere già in programma di presentare alle autorità regolatorie la domanda di ampliamento delle indicazioni del farmaco.

Osimertinib è un inibitore delle tirosin-chinasi (TKI) dell’EGFR di terza generazione attualmente approvato nell’Unione europea per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti del gene dell’EGFR e per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico positivo per la mutazione T790M di EGFR.

Lo studio ADAURA
Lo studia ADAURA, si legge nella nota diffusa dall’azienda, è il primo studio multicentrico internazionale in cui un inibitore dell’EGFR ha mostrato di fornire un beneficio statisticamente e clinicamente significativo come trattamento adiuvante in pazienti con tumore del polmone.

ADAURA (NCT02511106) è uno studio randomizzato, controllato e in triplo cieco al quale hanno partecipato più di 200 centri di oltre 20 Paesi e che ha coinvolto 682 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio da IB a IIIA, EGFR+, sottoposti a resezione completa del tumore e alla chemioterapia adiuvante standard post-operatoria opzionale.

I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con osimertinib 80 mg/die in compresse una volta al giorno o un placebo per un massimo di 3 anni o fino alla progressione della malattia.

L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da malattia (DFS), mentre il principale endpoint secondario è la sopravvivenza globale (OS), tuttora in fase di valutazione. La lettura dei dati originariamente doveva avvenire nel 2022.
Sul fronte della sicurezza, l’IDMC non ha rilevato problematiche nuove rispetto al profilo già noto di osimertinib quando ha raccomandato l’unblinding.

«Siamo entusiasti della raccomandazione di sbloccare lo studio di fase 3 ADAURA molto prima del previsto e siamo incredibilmente soddisfatti di questi risultati senza precedenti in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio precoce, con EGFR mutato. La diagnosi di tumore del polmone è devastante e per la prima volta un farmaco mirato anti-EGFR può ora fornire la speranza di guarire» ha dichiarato José Baselga, vicepresidente esecutivo della R&S di AstraZeneca per l’area oncologica.

Lo studio FLAURA
Le indicazioni attualmente approvate di osimertinib si basano sui risultati dello studio di fase 3 FLAURA, di cui sono stati presentati i dati di OS all’ultimo Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), nel settembre scorso.
I numeri evidenziano che il trattamento di prima linea con osimertinib ha migliorato l'OS mediana di 6,8 mesi rispetto a erlotinib o gefitinib in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico EGFR+, nonostante fosse consentito il cross-over al braccio trattato con osimertinib.

L'OS mediana è risultata, infatti, di 38,6 mesi nel braccio osimertinib contro 31,8 mesi con erlotinib o gefitinib, con una riduzione del 20% del rischio di decesso con il farmaco sperimentale (HR, 0,799; P = 0,06262). Al momento del cut-off finale dei dati per lo studio, l’OS a 36 mesi è risultata del 54% nel gruppo assegnato a osimertinib contro 44% in quello assegnato ai TKI standard.

Lo studio ha coinvolto 556 pazienti naïve al trattamento con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico EGFR+, assegnati in rapporto 1:1 a osimertinib 80 mg/die o a un TKI di prima generazione (erlotinib 150 mg/die o gefitinib 250 mg/die). Il campione comprendeva anche pazienti con metastasi al sistema nervoso centrale e tutti i partecipanti presentavano delezioni dell’esone 19 o la sostituzione L858R nell'esone 21.

Oltre che più efficace, nello studio FLAURA osimertinib si è dimostrato anche meglio tollerato rispetto ai TKI di confronto. Infatti, gli eventi avversi di grado 3/4 hanno avuto un’incidenza del 34% nel gruppo osimertinib contro 45% nel gruppo erlotinib/gefitinib. Inoltre, i pazienti che hanno dovuto interrompere a causa di eventi avversi sono stati il rispettivamente il 13% contro 18%.
Gli eventi avversi di qualsiasi grado più comuni con osimertinib e i TKI di prima generazione sono risultati rash o acne (58% contro 78%), diarrea (58% contro 57%), pelle secca (36% contro 36%), paronichia (35% contro 33%), stomatite (29% contro 20%) e riduzione dell'appetito (20% contro 19%).