Bristol-Myers Squibb ha annunciato che lo studio di fase III, in aperto, randomizzato per valutare nivolumab rispetto a docetaxel in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico, precedentemente trattati, è stato interrotto in anticipo, infatti sulla base della valutazione del Comitato indipendente di monitoraggio dei dati (Data Monitoring Committee) ha raggiunto l’endpoint dimostrando una sopravvivenza globale superiore nei pazienti trattati con nivolumab rispetto a quelli nel braccio di controllo. L’azienda condividerà presto i dati con le autorità sanitarie.

“I risultati dello studio CheckMate -057 con nivolumab dimostrano per la seconda volta un vantaggio in termini di sopravvivenza nel tumore del polmone” ha detto Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology, Bristol-Myers Squibb. “Il nostro programma di sviluppo clinico di nivolumab mira ad offrire al maggior numero di pazienti la possibilità di una sopravvivenza a lungo termine, in diverse linee di terapia e in diversi stadi di malattia”.

Gli sperimentatori che hanno preso parte al CheckMate -057 sono stati informati della decisione di interrompere la fase di confronto dello studio. Bristol-Myers Squibb si è inoltre attivata per permettere che i pazienti eleggibili siano informati della possibilità di proseguire o iniziare il trattamento con nivolumab nell’estensione in aperto dello studio, in linea con l’impegno dell’azienda a consentire ai pazienti l’accesso a nivolumab e offrire la possibilità di una sopravvivenza a lungo termine. L’azienda completerà la valutazione dei dati dello studio CheckMate -057 e lavorerà insieme agli sperimentatori per la presentazione e pubblicazione dei risultati.

Lo studio CheckMate -057
CheckMate -057 è uno studio randomizzato di fase III, in aperto, di nivolumab vs docetaxel in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico precedentemente trattati. Lo studio ha randomizzato 582 pazienti a ricevere nivolumab (3 mg/kg) per via endovenosa ogni due settimane o docetaxel (75 mg/m2) per via endovenosa ogni tre settimane. L'endpoint primario era la sopravvivenza globale ed endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva e la sopravvivenza libera da progressione.