Tumore del polmone: nivolumab e ipilimumab in prima linea aumentano risposta obiettiva del 57%

Il regime di combinazione a base di nivolumab e ipilimumab, nei pazienti con espressione di PD-L1 ≥1%, ha determinato un tasso di risposte obiettive (ORR) confermato del 57%. L'ORR confermato per quelli con espressione di PD-L1 ≥50% Ŕ stato del 92% (n = 12/13). Nei pazienti con espressione di PD-L1 <1% l'ORR Ŕ stato del 17% (n = 3/17). Questi dati sono stati presentati al 52░ Congresso Annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) in una presentazione orale (Abstract #3001).

Il regime di combinazione a base di nivolumab e ipilimumab, nei pazienti con espressione di PD-L1 ≥1%, ha determinato un tasso di risposte obiettive (ORR) confermato del 57%. L'ORR confermato per quelli con espressione di PD-L1 ≥50% è stato del 92% (n = 12/13). Nei pazienti con espressione di PD-L1 <1% l’ORR è stato del 17% (n = 3/17).

Questi dati sono stati presentati al 52° Congresso Annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) in una presentazione orale (Abstract #3001).

Lo studio CheckMate -012 di fase Ib, multi-braccio, ha valutato nivolumab e ipilimumab, due farmaci immuno-oncologici, in pazienti con tumore avanzato del polmone non a piccole cellule (NSCLC), naïve alla chemioterapia. In questo studio, nivolumab è stato somministrato in monoterapia o in combinazione con altri farmaci, incluso ipilimumab, in dosaggi e schedule diversi. I dati del braccio con nivolumab in monoterapia e delle altre coorti sono già stati riportati precedentemente.
Questi risultati aggiornati includono dati di un'analisi combinata delle due coorti con regime di combinazione nivolumab e ipilimumab (3 mg/kg di nivolumab ogni due settimane e 1 mg/kg di ipilimumab ogni sei (Q6W) o 12 settimane (Q12W); n = 77), che hanno mostrato un tasso di risposte che aumentava con l’aumentare dell'espressione di PD-L1.

L'ORR nella popolazione globale, che ha incluso tutti i pazienti indipendentemente dal livello di espressione di PD-L1, è stato pari al 47% e al 39%, rispettivamente per le coorti Q6W e Q12W. Nello studio, il tasso di eventi avversi di grado 3/4 legati al trattamento è stato del 37%, 33% e 19%, rispettivamente nelle coorti con regime di combinazione Q12W, Q6W e con nivolumab in monoterapia. Il tasso di eventi avversi di grado 3/4 legati al trattamento che hanno portato a interruzione è stato rispettivamente del 5%, 8% e 10% nelle tre coorti. Non sono stati registrati decessi legati al trattamento.

"I risultati di questo studio forniscono importanti approfondimenti sull’immunoterapia di combinazione nivolumab e ipilimumab e supportano il potenziale di questa combinazione come opzione di trattamento in prima linea nel tumore del polmone non a piccole cellule avanzato", ha affermato il dott. Matthew D. Hellmann, Memorial Sloan Kettering Cancer Center. “La frequenza, la profondità e la durata della risposte nei pazienti trattati con la combinazione, in particolare in quelli con una più alta espressione di PD-L1, sono incoraggianti. Aspettiamo l'esito di ulteriori ricerche su questa combinazione in prima linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule."

I risultati di CheckMate -012 continuano a confermare lo schema di dosaggio selezionato (3 mg/kg di nivolumab ogni due settimane e 1 mg/kg di ipilimumab ogni 6 settimane) e in valutazione anche in altri studi, incluso lo studio di fase III CheckMate -227 che confronta nivolumab, il regime di combinazione nivolumab e ipilimumab e nivolumab in associazione a chemioterapia a base di platino vs la sola chemioterapia a base di platino in pazienti con NSCLC in stadio IV o recidivante, naïve alla chemioterapia.

Lo studio CheckMate -012
CheckMate -012 è uno studio di fase Ib, multi-braccio, che ha valutato la sicurezza e la tollerabilità di nivolumab, in monoterapia o in combinazione con altri farmaci compreso ipilimumab, in pazienti con NSCLC avanzato naïve alla chemioterapia, con dosaggi e schedule diversi. L'endpoint primario dello studio era la sicurezza, quelli secondari erano il tasso di risposte obiettive (ORR) e la sopravvivenza libera da progressione a 24 settimane (PFS).
Endpoint esplorativi includevano la sopravvivenza globale (OS) e l'efficacia in funzione dell’espressione di PD-L1. Nello studio è stata determinata l'espressione di PD-L1: il 68% dei pazienti nella coorte Q12W e il 77% nella coorte Q6W esprimevano PD-L1.

Nello studio CheckMate -012 è stata anche valutata l'efficacia secondo l'espressione di PD-L1, un endpoint esplorativo, di nivolumab in monoterapia (riportato precedentemente) e in combinazione con ipilimumab in schedula Q6W e Q12W.

Il tasso di eventi avversi totali nei bracci di combinazione Q12W (82%) e Q6W (72%) è stato comparabile a quanto osservato nel braccio con nivolumab in monoterapia (71%). Nello studio, gli eventi avversi di grado 3/4 si sono manifestati nel 37%, 33% e 19% dei pazienti, rispettivamente nelle coorti di combinazione Q12W, Q6W e con nivolumab in monoterapia. Gli eventi avversi di grado 3-4 legati al trattamento hanno portato all'interruzione della terapia nel 5% e 8% dei pazienti nelle coorti Q12W e Q6W e sono stati simili a quelli osservati nel braccio con nivolumab in monoterapia. Non sono state registrate morti legate al trattamento.

Gli eventi avversi legati al trattamento nei pazienti trattati con schedula di dosaggio ottimizzata (3 mg/kg di nivolumab ogni due settimane e 1 mg/kg di ipilimumab ogni 6 settimane) hanno interessato la cute (36%), l'apparato gastrointestinale (23%), il sistema endocrino (20%) e l'apparato polmonare (6%) e sono stati osservati ≤5% di eventi avversi di grado 3/4 legati al trattamento per categoria.