Tumore del polmone, nivolumab pił chemio in prima linea vince sulla sola chemio, anche in pazienti con PD-L1 < 1% #ASCO2018

Presentato all'ASCO i risultati di una parte dello studio di Fase III CheckMate -227, che ha valutato la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio e di nivolumab con la chemioterapia vs sola chemioterapia in prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato con espressione di PD-L1 < 1%, a istotipo squamoso e non squamoso.

Presentato all’ASCO i risultati di una parte dello studio di Fase III CheckMate -227, che ha valutato la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio e di nivolumab con la chemioterapia vs sola chemioterapia in prima linea in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato con espressione di PD-L1 < 1%, a istotipo squamoso e non squamoso (Part 1b).

I dati mostrano che la combinazione nivolumab e chemioterapia (177 pazienti) ha esteso la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla chemioterapia (186 pazienti) in pazienti con espressione di PD-L1 < 1% (HR 0,74; CI 95%: 0,58 - 0,94). La PFS è un endpoint secondario nella Part 1b dello studio con nivolumab e chemioterapia e i risultati sono basati su un’analisi descrittiva.

In un’analisi esplorativa nei pazienti con elevato carico mutazionale del tumore (TMB) ≥ 10 mutazioni/megabase (mut/Mb) ed espressione di PD-L1 < 1%, i tassi di PFS a un anno erano pari al 45% con nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio (38 pazienti), al 27% con nivolumab e chemioterapia (43 pazienti) e all’8% con la sola chemioterapia (48 pazienti). Nei pazienti con basso TMB (< 10 mut/Mb) e PD-L1 < 1%, il tasso di PFS a un anno era pari al 18% sia con nivolumab e bassa dose di ipilimumab (52 pazienti) che con nivolumab e chemioterapia (54 pazienti), e al 16% con la sola chemioterapia (59 pazienti).

Hossein Borghaei, study investigator e chief of thoracic medical oncology al Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, ha affermato: “Per la prima volta, CheckMate -227 ha permesso agli oncologi di osservare le combinazioni tra farmaci immuno-oncologici e tra un immuno-oncologico e la chemioterapia nell’ambito di un solo gruppo di pazienti. I risultati di questo studio mostrano che nivolumab con la chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia da sola in prima linea nei pazienti con tumore del polmone che non esprime PD-L1. Insieme alla totalità dei dati dello studio CheckMate -227 presentati ad oggi, questi risultati rafforzano l’opinione che lo stato di TMB fornisce informazioni clinicamente importanti per le combinazioni contenenti nivolumab e che la combinazione di nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio ha offerto un’efficacia duratura nei pazienti con alto TMB”.

I risultati indicano inoltre che eventi avversi di grado 3-4, legati al trattamento, sono stati osservati nel 25% dei pazienti che hanno ricevuto nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio, nel 52% di quelli trattati con nivolumab e chemioterapia e nel 35% di quelli trattati solo con la chemioterapia. I più comuni eventi avversi selezionati legati al trattamento di grado 3-4 con la combinazione di nivolumab e bassa dose di ipilimumab sono stati epatici (8%), gastrointestinali (3%), endocrini (3%), cutanei (3%), diarrea (2%), anemia (2%), fatigue (1%), astenia (1%) e nausea (1%). I più comuni eventi avversi legati al trattamento di grado 3-4 con nivolumab e chemioterapia sono stati anemia (17%), neutropenia (12%), ridotto numero di neutrofili (10%), fatigue (5%), epatici (3%), diminuzione dell’appetito (2%), nausea (2%), gastrointestinali (2%), diarrea (1%), cute (1%) ed endocrini (0,6%).

Studio CheckMate -227
CheckMate -227 è uno studio di Fase III in aperto che valuta regimi contenenti nivolumab vs la doppietta chemioterapica a base di platino nel trattamento di prima linea di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, ad istotipo squamoso e non squamoso.
Il programma comprende tre parti:
• Part 1a che valuta la combinazione di nivolumab più ipilimumab a basso dosaggio o la monoterapia con nivolumab vs la chemioterapia in pazienti i cui tumori esprimono PD-L1;
• Part 1b che esamina la combinazione di nivolumab più ipilimumab a basso dosaggio o la combinazione di nivolumab con la chemioterapia vs la sola chemioterapia in pazienti con tumori che non esprimono PD-L1;
• Part 2 studia la combinazione di nivolumab con la chemioterapia vs la sola chemioterapia in un’ampia popolazione, indipendentemente dallo stato di PD-L1 o TMB.

Tumor Mutational Burden (TMB)
Nel tempo le cellule tumorali accumulano mutazioni che non si riscontrano nelle normali cellule dell’organismo. Il carico mutazionale del tumore (Tumor Mutational Burden, TMB) è un biomarcatore quantitativo che misura il numero totale di mutazioni presenti nelle cellule tumorali. Le cellule tumorali con elevato TMB hanno alti livelli di neo-antigeni che possono aiutare il sistema immunitario a riconoscere i tumori, provocando un aumento delle cellule T che contrastano il cancro e, di conseguenza, della risposta antitumorale. Il TMB è un biomarcatore che può aiutare a prevedere la probabilità che un paziente risponda positivamente all’immunoterapia.