Tumore del polmone non a piccole cellule RET-positivo, selpercatinib adiuvante migliora la sopravvivenza libera da eventi
La terapia adiuvante con selpercatinib migliora in modo clinicamente e statisticamente significativo la sopravvivenza libera da eventi (EFS) rispetto al placebo nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio iniziale, portatori di fusioni del gene RET. Lo dimostrano i risultati principali dello studio di fase 3 LIBRETTO-432, annunciati in un comunicato stampa.
Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, rappresentato dall'EFS. Sebbene i dati sulla sopravvivenza globale (OS) non fossero ancora maturi al momento dell'analisi, i risultati hanno già mostrato un trend a favore del braccio trattato con selpercatinib. Inoltre, il profilo di sicurezza del farmaco nello studio LIBRETTO-432 è risultato sovrapponibile a quello riportato in precedenti studi sull'agente.
Gli autori intendono ora presentare i risultati dettagliati dello studio LIBRETTO-432 in uno dei prossimi congressi del settore e sottoporli a una rivista peer-reviewed per la pubblicazione. Inoltre, l’azienda che sta sviluppando selpercatinib, Eli Lilly, ha annunciato di voler presentare i dati alle autorità regolatorie di tutto il mondo per chiedere l’approvazione del farmaco come terapia adiuvante per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio iniziale. RET-positivi.
«Abbiamo sempre osservato che i farmaci antitumorali possono avere il massimo impatto se somministrati precocemente durante il percorso terapeutico di un paziente. I risultati dello studio LIBRETTO-432 supportano questa osservazione, dimostrando un effetto di entità comparabile ai risultati più rilevanti osservati finora con le terapie target adiuvanti nel tumore del polmone», ha dichiarato Jacob Van Naarden, vicepresidente esecutivo e presidente di Eli Lilly Oncology, nel comunicato stampa. «Sulla scorta di quanto avvenuto con l'adozione di terapie mirate per i pazienti con carcinoma polmonare in stadio iniziale EGFR-mutato o con riarrangiamenti di ALK, speriamo che questi risultati accelerino ulteriormente l'uso dei test genomici per tutte le persone con diagnosi di malattia in fase iniziale».
Selpercatinib
Selpercatinib è un inibitore tirosin-chinasico (TKI) altamente selettivo di RET, sviluppato per il trattamento dei tumori caratterizzati da fusioni o mutazioni attivanti del gene RET, con documentata attività a livello del sistema nervoso centrale (SNC).
L'agente è una terapia orale attualmente approvata dalla Food and drug administration (Fda), per il trattamento di pazienti adulti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico che presentano fusioni del gene RET, rilevate da un test diagnostico approvato dall’Fda.
Il farmaco viene somministrato due volte al giorno, a un dosaggio pari a 120 mg o 160 mg, a seconda del peso del paziente, fino alla progressione della malattia o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile.
Lo studio LIBRETTO-432
Lo studio LIBRETTO-432 (NCT04819100) è un trial multicentrico internazionale di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, che ha arruolato 151 pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio IB, II o IIIA, RET-positivo, che erano sottoposti a trattamento locoregionale definitivo con intento curativo (chirurgia o radioterapia) e a un’eventuale terapia adiuvante standard già completata.
I partecipanti sono stati assegnati secondo un rapporto 1:1 al trattamento adiuvante con selpercatinib o un placebo.
L'endpoint primario dello studio era l’EFS valutata dallo sperimentatore, definita come il tempo trascorso dalla randomizzazione alla recidiva di malattia, alla progressione o al decesso per qualsiasi causa. Tra gli endpoint secondari figuravano la sopravvivenza globale (OS), il tempo alla recidiva a distanza nel SNC, la sopravvivenza libera da progressione alla successiva linea di terapia, la variazione media rispetto al basale dei sintomi del tumore, sulla base dell’NSCLC Symptom Assessment Questionnaire, e la variazione media rispetto al basale della funzionalità fisica, sulla base del questionario EORTC QLQ-C30.
I criteri di inclusione ed esclusione
Potevano partecipare alo studio pazienti adulti (di almeno 18 anni) con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio IB, II o IIIA confermato istologicamente, portatori di una fusione attivante di RET documentata mediante PCR, NGS o altri test molecolari validati, e con un performance status ECOG pari a 0 o 1. Un ulteriore requisito per l'ammissione allo studio era un'adeguata funzionalità ematologica, epatica e renale.
Tra i principali criteri di esclusione figuravano la presenza di ulteriori driver oncogenici noti, un’evidenza di carcinoma polmonare a piccole cellule, segni clinici o radiologici di recidiva o progressione della malattia dopo trattamento definitivo, una pneumopatia interstiziale o fibrosi interstiziale nota o sospetta, una patologia cardiovascolare attiva clinicamente significativa o una storia di infarto del miocardio entro 6 mesi dall'inizio del trattamento in studio, epatite B o C attiva nota o infezioni batteriche, virali o fungine sistemiche attive non controllate o grave malattia intercorrente in corso.
Possibili implicazioni cliniche
Sebbene i dati dettagliati dello studio debbano ancora essere presentati e pubblicati, il raggiungimento dell’endpoint primario in uno studio randomizzato nel setting adiuvante rappresenta un segnale di potenziale rilevanza pratica.
In un contesto in cui la caratterizzazione molecolare è ormai standard nel tumore del polmone non a piccole cellule metastatico, i risultati dello studio LIBRETTO-432 rafforzano il messaggio che il testing genomico debba essere esteso sistematicamente anche agli stadi precoci di malattia. L’identificazione delle fusioni di RET potrebbe infatti consentire di selezionare pazienti candidabili a una strategia adiuvante basata sul target, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva dopo il trattamento curativo.
Altri articoli della sezione Oncologia-Ematologia
Carcinoma della prostata, trovate alte concentrazioni di microplastiche nel tessuto tumorale. Pos...
Carcinoma cervicale invasivo, riduzione del rischio persistente a lungo termine con il vaccino qu...
Mieloma multiplo, CAR-T anti-BCMA promettenti in prima linea nei pazienti non eleggibili al trapi...
Tumore della prostata metastatico: radio-223 pių enzalutamide migliora la sopravvivenza nello stu...
Pirtobrutinib promettente anche nel linfoma follicolare ricaduto/refrattario































