AstraZeneca ha reso noto di aver temporaneamente interrotto due studi che stanno valutando l’uso combinato di due farmaci sperimentali (AZD9291 e durvalumab)  studiati in pazienti con  cancro del polmone non a piccole cellule in fase avanzata.

La decisione è stata presa dopo un aumento di incidenza di interstiziopatia polmonare, un quadro anatomopatologico costituito da un'alterazione dell'interstizio polmonare (il tessuto di rivestimento degli alveoli polmonari), causata da un'infiammazione polmonare diffusa, che spesso progredisce fino alla fibrosi, una situazione clinica che compromette gli scambi gassosi.

Ai pazienti arruolati negli studi saranno dati moduli di consenso aggiornati in modo da spiegare loro le nuove informazioni al fine di prendere una decisione sull'opportunità di continuare a partecipare ai trial.

AstraZeneca stima che AZD9291, la cui domanda di registrazione che è stata presentata alla FDA all'inizio di quest'anno, potrebbe generare un fatturato annuo di picco di $ 3 miliardi. Tuttavia, l’analista di Goldman Sachs Terence Flynn ha detto che la notizia di oggi potrebbe limitare la capacità dell'azienda di coniugare AZD9291 con altri farmaci. A beneficiarne potrebbe essere Clovis Oncology, che sta sviluppando una terapia simile, rociletinib.

Durvalumab
Noto in precedenza con la sigla MEDI4736, durvalumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il ligando 1 di morte cellulare programmata (PD-L1). Il prodotto, che adesso è in fase II, ha ricevuto la fast track designation da parte dell’Fda, il che consentirà una revisione accelerata. Nel corso del 2016, l’azienda prevede di depositare la domanda di registrazione per la terapia del cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) quale terza linea di trattamento.

AZD9291
AZD9291 è un inibitore irreversibile e altamente selettivo che agisce sia sull'attivazione della sensibilizzazione EGFRm, sia sulla mutazione T790M che sviluppa resistenza, non interferendo con l'attività dell'EGFR non mutato wild-type. AZD9291 è stato sviluppato per minimizzare l’impatto su due recettori biologici, noti come il recettore dell'insulina (IR) e il recettore del fattore di crescita insulino-simile (IGFR), al fine di ridurre il rischio di iperglicemia (elevati livelli di glucosio nel sangue). L'iperglicemia può portare alla necessità di trattare i pazienti con farmaci supplementari.