Tumore della prostata, conferme dalla real life per abiraterone

Nuovi dati confermano l'efficacia di abiraterone nella popolazione di pazienti trattati nella vita reale, che comprende anche quelli con prognosi infausta o difficili da trattare, normalmente esclusi dagli studi clinici. Questi dati sono stati presentati in occasione dell'edizione 2017 del Simposio sui Tumori dell'Apparato Genito-Urinario della SocietÓ Americana di Oncologia Clinica (ASCO GU) svoltosi recentemente a Orlando.

Nuovi dati confermano l’efficacia di abiraterone nella popolazione di pazienti trattati nella vita reale, che comprende anche quelli con prognosi infausta o difficili da trattare, normalmente esclusi dagli studi clinici.
In pazienti trattati con abiraterone acetato più prednisone (AAP), si è osservata una sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) di 16,5 mesi (IC al 95% 13,5–20,0) e durata di trattamento di 11,6 mesi (IC al 95% 10,2–12,8).

Lo studio ha valutato pazienti trattati per carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), asintomatici o lievemente sintomatici, dopo una terapia di deprivazione androgenica (ADT). Questi importanti risultati sono stati ottenuti

Questi dati sono stati presentati in occasione dell’edizione 2017 del Simposio sui Tumori dell’Apparato Genito-Urinario della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO GU) svoltosi recentemente a Orlando.

“Le evidenze real life sono fondamentali nella pratica clinica quotidiana, in quanto aiutano i medici a rispondere meglio alle necessità dei pazienti. Completano i risultati ottenuti negli studi clinici, aumentando ulteriormente le conoscenze sugli esiti clinici, la gestione della malattia e l’impatto sulla qualità di vita in vaste popolazioni di pazienti, compresi quelli con comorbilità”  - ha dichiarato il Dottor Martin Boegemann del Dipartimento di Urologia dell’Ospedale Universitario di Muenster – “E’ positivo riscontrare che questi nuovi risultati sugli esiti della terapia impiegata in contesti clinici reali confermano quelli ottenuti nei trial. Essi si aggiungono alle crescenti evidenze real life in tutta Europa, estremamente importanti per aiutarci a scegliere le migliori terapie per ottenere i migliori esiti nei pazienti”.

Nei pazienti dello studio cardine COU–AA–302 la durata mediana del trattamento è stata di 13,8 mesi (Scarto interquartile 8,3–27,4) e la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) mediana è stata di 16,5 mesi (IC al 95% 13,8–16,8).

I risultati sono stati simili in entrambi i contesti, ovvero ‘studio clinico’ e ‘real life’, nonostante quasi il 10% dei pazienti nello studio sull’impiego nella vita reale presentasse metastasi viscerali (metastasi in organi interni, ovvero fegato e/o polmoni) e/o punteggio di capacità funzionale sulla Scala Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) pari a 2-3 (non in grado di svolgere lavori ma ancora in grado o parzialmente in grado di essere autonomo nella cura personale),1 pazienti non compresi nello studio COU-AA-302.4

Ad ASCO GU sono stati presentati anche ulteriori dati dal Prostate Cancer Registry, il primo e maggior studio prospettico, che fornisce dati real life in Europa sul carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC).
The Prostate Cancer Registry è stato avviato nel 2013, come impegno di lungo termine da parte di Janssen per la terapia ottimale del carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione nella pratica clinica quotidiana. Questo studio ha arruolato oltre 3.000 pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione in 199 Centri di 16 Paesi europei.

Il tumore della prostata è il più diffuso nella popolazione maschile, con oltre 400.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno in Europa. Gli ultimi dati sulla diffusione del tumore della prostata indicano che attualmente sono tre milioni coloro che in Europa vivono con questa malattia.

Lo studio Boegemann et al.
Lo studio Boegemann et al. è uno studio retrospettivo, basato sull’esame delle cartelle cliniche di 224 pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, asintomatici o lievemente sintomatici, post-terapia di deprivazione androgenica (ADT), trattati con abiraterone acetato più prednisone (AAP) in 18 Centri in Belgio, Germania e Regno Unito.

Questo studio sull’impiego nella vita reale ha compreso pazienti con metastasi viscerali (metastasi in organi interni, ovvero fegato e/o polmoni) (9,8%) e pazienti con punteggio di capacità funzionale sulla Scala Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) pari a 2-3 (non in grado di svolgere lavori, ma ancora in grado o parzialmente in grado di essere autonomi nella cura personale) (9,4%), di solito esclusi da studi clinici.1