Active Biotech e Ipsen hanno deciso di interrompere tutti gli studi condotti sul farmaco tasquinimod per la terapia dei pazienti con tumore della prostata, dopo che i risultati di uno studio di fase III, insieme a dati preliminari sulla sicurezza del farmaco, non hanno dimostrato un rapporto favorevole tra i rischi e i benefici del trattamento.

Nello studio di fase III 10TASQ10, condotto in più di 1.200 pazienti con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione, che non avevano ricevuto la chemioterapia, tasquinimod ha ridotto il rischio di progressione radiografica, rispetto al placebo (rPFS, HR=0,69, CI 95%: 0,60 – 0,80). Il farmaco, però, non ha esteso la sopravvivenza generale dei pazienti trattati, rispetto ai controlli (OS, HR=1,09, CI 95%: 0,94 – 1,28).
Questo dato, insieme ad alcuni risultati preliminari di safety, hanno spinto le due aziende a interrompere tutti gli studi condotti sul farmaco in pazienti con tumore della prostata.

Tasquinimod è un derivato orale della chinolina-3-carbossiammide che ha dimostrato attività antiangiogenetica, immunomodulatoria e antimetastatica. Il target del farmaco è la proteina S100A9, un immunomodulatore espresso dalle cellule soppressorie di derivazione mieloide. L'esatto meccanismo di azione, tuttavia, non è noto. La sua azione potrebbe essere mediata dall’induzione della trombospondina 1 (TSP-1), un inibitore endogeno dell’angiogenesi.

“Siamo molto dispiaciuti per questi risultati, ringraziamo tutti i pazienti, le loro famiglie, gli operatori sanitari e i medici che sono stati coinvolti nello studio. Active continuerà ad impegnarsi nella ricerca e nello sviluppo di nuovi trattamenti in campo oncologico per trovare nuove soluzione per i pazienti”, spiega Marc de Garidel, CEO di Ipsen.

“Dopo i risultati incoraggianti degli studi di fase II, i dati dello studio 10TASQ10 ci hanno deluso. I risultati a nostra disposizione non possono supportare l’ulteriore sviluppo del farmaco per la terapia di questi pazienti. Ringraziamo fortemente tutte le persone che hanno partecipato o che sono state coinvolte in questo studio”, afferma Tomas Leanderson, Presidente e CEO di Active Biotech