Tumore gastroesofageo, donne pił inclini ad alcuni effetti collaterali della chemioterapia. #ESMO18

Gli uomini e le donne manifestano alcuni effetti collaterali della chemioterapia utilizzata per trattare i tumori gastroesofagei in modo significativamente diverso. Lo rivela un'analisi dei dati aggregati di quattro studi clinici randomizzati e controllati effettuati nel Regno Unito, appena presentata al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Monaco di Baviera.

Gli uomini e le donne manifestano alcuni effetti collaterali della chemioterapia utilizzata per trattare i tumori gastroesofagei in modo significativamente diverso. Lo rivela un’analisi dei dati aggregati di quattro studi clinici randomizzati e controllati effettuati nel Regno Unito, appena presentata al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO), a Monaco di Baviera.

«Sappiamo da molto tempo che ci sono differenze tra maschi e femmine nell'incidenza e nella prognosi di molti tumori», ha dichiarato il primo autore dello studio, Michael Davidson, del Royal Marsden Hospital NHS Foundation Trust di Londra. «Stiamo anche iniziando a comprendere alcune delle differenze cellulari, molecolari e metaboliche tra i due sessi che influenzano sia lo sviluppo del cancro sia la risposta al trattamento. La domanda clinica a cui volevamo rispondere era se il sesso influisca sulla tossicità e l'efficacia delle comuni chemioterapie somministrate ai pazienti con carcinoma gastrico o esofageo”, ma «è la prima volta vengono raccolti dati differenziati in base al genere su una scala così ampia per questo tipo di tumore».

Il sesso, scrivono Davidson e i colleghi nell’introduzione, è un fattore che contribuisce alla variabilità inter-paziente del metabolismo della chemioterapia e della relazione dose-risposta, il che può influire sia sull'efficacia sia sulla tossicità del trattamento.

La chemioterapia costituita da un'antraciclina, platino e fluoropirimidina è una delle opzioni standard tuttora utilizzate per il trattamento di prima linea del carcinoma gastroesofageo avanzato, ricordano gli autori.

Per l’analisi presentata al congresso ESMO, gli autori inglesi hanno selezionato quattro grossi studi internazionali condotti nel Regno Unito e in Australasia su popolazioni di pazienti e con trattamenti comparabili, nei quali si erano valutati regimi chemioterapici di prima linea in pazienti con tumore gastroesofageo avanzato.

In totale, sono stati inclusi 1654 pazienti, di cui l'80% di sesso maschile e il 20% femminile. Le donne presentavano una percentuale maggiore di tumori gastrici rispetto a quelli giunzionali o esofagei, un risultato coerente con l'incidenza e la distribuzione dei tumori gastroesofagei nelle popolazioni occidentali, ha spiegato Davidson.

Differenze tra i sessi negli effetti collaterali
L’analisi non ha evidenziato differenze significative tra femmine e maschi nella tossicità complessiva rilevata in tutti e quattro gli studi (67,2% contro 62,8%; P = 0,19). Analizzando però i singoli effetti collaterali, le donne hanno manifestato nausea e vomito più spesso rispetto agli uomini (89,3% contro 78,3%; P < 0,001), e in modo più grave. Infatti il 16,7% delle pazienti di sesso femminile ha avuto nausea e vomito di grado 3 o superiore, rispetto solo al 9,5% dei maschi.

Le donne sono risultate anche più inclini rispetto ai maschi a sviluppare diarrea (53,8% contro 46,9%; P = 0,027), ulcerazioni della bocca (49,5% contro 40,7%; P = 0,004) e alopecia (81,4% contro 74,3%; P = 0,009) di qualsiasi grado. Al contrario, il 49,3% degli uomini ha sviluppato neuropatia periferica (un danno ai nervi periferici con conseguente perdita di sensibilità) contro il 42,6% delle donne.

Efficacia simile
In termini di efficacia del trattamento, non è stata rilevata nessuna differenza significativa nella sopravvivenza tra i sessi. Il tasso di risposta complessiva, cioè il numero di pazienti che hanno ottenuto una riduzione della dimensione del tumore con la chemioterapia, è risultato più alto nei maschi, ma non in misura statisticamente significativa.

Risultati utili per perfezionare il supporto al paziente
«Dopo aver scoperto che uomini e donne trattati con combinazioni di chemioterapia simili per il tumore gastroesofageo hanno mostrato una diversa tollerabilità», ha detto Davidson, «resta da stabilire la rilevanza clinica di queste differenze. Anche se questi dati non sono sufficienti per personalizzare il dosaggio della chemioterapia in funzione del sesso del paziente, possono comunque essere utili per perfezionare il trattamento in altri modi. Per esempio, sapendo che le donne hanno maggiori probabilità di avere effetti collaterali gastrointestinali come nausea e vomito o diarrea, i medici possono istruirle in modo da riferire tempestivamente eventuali problemi e introdurre, se necessario, misure di supporto».

Commentando i risultati, Michel Ducreux, dell'Istituto Gustave Roussy di Villejuif, in Francia, ha dichiarato che «fino a poco tempo fa queste differenze di tollerabilità, non potendo essere spiegate, tendevano a essere cancellate come artefatto statistico e non venivano discusse. Grazie ai risultati di questa analisi su un numero di pazienti così ampio, non solo ora dobbiamo valutarne le implicazioni, ma dobbiamo anche capire quali siano i motivi che ne sono alla base».

«In futuro potremmo considerare di stratificare i pazienti negli studi clinici in base al genere, in modo da valutare l'efficacia e la tollerabilità dei trattamenti in base al sesso fin dall'inizio dello sviluppo del farmaco» ha aggiunto Ducreux. «Se il fatto che le donne siano più inclini degli uomini a sviluppare una gamma più ampia di effetti collaterali dovesse essere confermato da altri studi, allora dovremo anche pensare a strategie di prevenzione e supporto completamente diverse per il sesso femminile».

Bibliografia

M. Davidson, et al. Influence of sex on chemotherapy efficacy and toxicity in oesophagogastric (OG) cancer: a pooled analysis of 4 randomised trials. ESMO 2018; abstract 619PD_PR.

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