Pazienti adulti sopravvissuti a un  tumore al cervello trattati con donepezil, farmaco approvato per il trattamento della malattia di Alzheimer, hanno mostrato miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive della memoria, della velocità motoria e della destrezza rispetto a quelli trattati con placebo in uno studio randomizzato di fase III pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Tuttavia, il miglioramento della funzione cognitiva complessiva (outcome primario dello studio) è risultato simile nei due bracci di trattamento.

I pazienti con deficit maggiori prima del trattamento sono quelli che hanno ottenuto miglioramenti maggiori del funzionamento cognitivo grazie al trattamento con donepezil.

"Questo suggerisce che il trattamento con una dose giornaliera di donepezil può fornire benefici ad alcuni pazienti adulti sopravvissuti a lungo termine a un tumore cerebrale dopo irradiazione parziale (PBI) o totale (WBI) del cervello, in particolare quelli che prima del trattamento hanno deficit cognitivi maggiore" scrivono gli autori, coordinati da Stephen Rapp, della Wake Forest School of Medicine di Winston-Salem.

Lo studio ha coinvolto 198 pazienti sopravvissuti a un tumore cerebrale primitivo o metastatico sottoposti a una PBI o WBI frazionata almeno 6 mesi prima dell’arruolamento. I partecipanti sono stati trattati con donepezil a 5 mg al giorno per 6 settimane, seguiti da 10 mg al giorno per 18 settimane, se il farmaco risultava ben tollerato o placebo per 24 settimane.

Gli autori hanno misurato un punteggio combinato delle diverse funzioni cognitive e i singoli domini cognitivi sottoponendo i pazienti a una batteria di test cognitivi in grado di valutare la memoria, l’attenzione, il linguaggio, la fluenza verbale, le funzioni visuomotorie e quelle esecutive prima della randomizzazione e poi dopo 12 e 24 settimane.

Il punteggi combinato delle funzioni cognitivi ha mostrato miglioramenti significativi in entrambi i bracci, ma  senza una differenza significativa. Tuttavia, il trattamento con donepezil ha portato a miglioramenti significativamente maggiori della memoria (riconoscimento, P = 0,027; discriminazione, P = 0,007), della velocità motoria e della destrezza (P = 0,016).

Il farmaco è stato generalmente ben tollerato, ma la diarrea ha avuto un’incidenza maggiore nel braccio trattato con donezepil rispetto al braccio di controllo (25% contro 9%; P = .0,005), mentre la percentuale di persistenza nello studio a 24 settimane è stata  identica per entrambi i gruppi e pari al 74%.

Anche se i pazienti arruolati avevano un livello di deficit cognitivo elevato rispetto ai controlli non oncologici, i punteggi della maggior parte delle misure hanno mostrato ampie variazioni - da significativamente inferiori a superiore - rispetto al gruppo di confronto. Questa eterogeneità, ipotizzano gli autori, potrebbe essere alla base del miglioramento non significativo osservato con il trattamento in studio nel suo complesso rispetto al placebo

"Ciò indica che i tumori del cervello e i relativi trattamenti, tra cui l'irradiazione cranica, sono associati a deterioramento cognitivo clinicamente significativa in alcuni pazienti, ma non tutti. Nei prossimi studi, la presenza di un deficit cognitivo dimostrabile dovrebbe, quindi, essere un criterio di inclusione per l’arruolamnto” precisano Rapp e i colleghi..

S.R. Rapp, et al. Donepezil for Irradiated Brain Tumor Survivors: A Phase III Randomized Placebo-Controlled Clinical Trial. J Clin Oncol. 2015; 10.1200/JCO.2014.58.4508.
leggi