Oltre il 75% dei pazienti oncologici potrebbero avere livelli insufficienti di vitamina D (25-idrossi-vitamina D); inoltre, i più bassi livelli di questa vitamina potrebbero essere associati con la malattia in stadio più avanzato, stando ai risultati di uno studio presentato 53° congresso annuale dell’American Society for Radiation Oncology (ASTRO), a Miami.

"Fino a poco tempo fa, non si è valutato se la vitamina D potesse avere un impatto sulla prognosi o il decorso di un tumore" ha spiegato uno degli autori, Thomas Churilla, del Commonwealth Medical College di Scranton in Pennsylvania. "La ricerca sta iniziando appena a studiare in che modo la vitamina D possa avere un impatto su caratteristiche specifiche del tumore, come lo stadio o il grado di diffusione del tumore, la prognosi, la recidiva di malattia e anche perfino i sottotipi di cancro".

Per questo studio, che ha coinvolto 160 pazienti, i ricercatori hanno cercato di determinare i livelli di vitamina D dei pazienti trattati presso il Northeast Radiation Oncology Center di Dunmore, in Pennsylvania, per valutare se vi fosse una correlazione tra i livelli di vitamina D e ciascuno degli aspetti specifici dei tumori. L'età mediana dei pazienti, che erano per metà uomini e per metà donne, era di 64 anni.

I cinque tumori primari più comuni erano al seno, alla prostata, al polmone, alla tiroide e il cancro colorettale. Complessivamente, il 77% dei pazienti presentava concentrazioni di vitamina D insufficienti (< 20 ng/ml) o sub-ottimale (20-30 ng/ml). Il livello sierico mediano di vitamina D era di 23,5 ng/ml. Indipendentemente dall'età o dal sesso del paziente, i livelli di vitamina D erano sotto la mediana prevista per il gruppo di pazienti con malattia in fase avanzata.
Churilla ha affermato in un’intervista che lo studio del suo gruppo aggiunge una nuova evidenza a ciò che sta iniziando a emergere. “Un nuovo pezzo del puzzle, anche se non ci sono ancora prove a sufficienza per dire che in questi pazienti è necessaria una supplementazione con vitamina D o che hanno bisogno di una maggiore esposizione al sole.

Ai pazienti che sono risultati carenti di vitamina D è stata somministrata una terapia sostitutiva, aumentandone i livelli sierici in media di 14,9 ng/ml. I ricercatori valuteranno ora se la supplementazione con lavitamina D ha avuto un impatto sugli aspetti del trattamento o la sopravvivenza nel lungo termine.
"I benefici della vitamina D al di fuori del miglioramento della salute dell’osso sono controversi, ma ci sono evidenze di vari livelli a sostegno del fatto che la vitamina D abbia un ruolo sia nella prevenzione sia nella previsione dell’outcome di un cancro" ha detto Churilla, aggiungendo che sono necessari ulteriori studi per indagare più a fondo la relazione tra vitamina D e cancro.

T. Churilla, et al. Vitamin D Deficiency is Widespread in Cancer Patients and Correlates With Advanced Stage Disease: A Community Oncology Experience. ASTRO; abstract 2974.