Tumori del sangue, la rete di laboratori LabNet lavora per cure migliori e personalizzate 

Un modello unico al mondo nella cura del paziente, nato con l'ambizioso obiettivo di garantire a tutti i pazienti italiani affetti da un tumore del sangue la stessa accuratezza negli esami diagnostici, indipendentemente dal centro presso il quale sono seguiti. E diagnosi differenzianti in grado di indirizzare verso una terapia sempre pių personalizzata. Questo č LabNet, la rete che mette in comunicazione gli ematologi con i laboratori che eseguono i sofisticati test diagnostici oggi indispensabili sia per una diagnosi precisa e tempestiva che per valutare l'effetto della terapia. 

Un modello unico al mondo nella cura del paziente, nato con l’ambizioso obiettivo di garantire a tutti i pazienti italiani affetti da un tumore del sangue la stessa accuratezza negli esami diagnostici, indipendentemente dal centro presso il quale sono seguiti. E diagnosi differenzianti in grado di indirizzare verso una terapia sempre più personalizzata. Questo è LabNet, la rete che mette in comunicazione gli ematologi con i laboratori che eseguono i sofisticati test diagnostici oggi indispensabili sia per una diagnosi precisa e tempestiva che per valutare l’effetto della terapia.

Promosso da Fondazione GIMEMA Franco Mandelli Onlus grazie al contributo di Novartis, il progetto è stato al centro dell’incontro che si è tenuto oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, e che ha visto rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale a confronto per una riflessione sugli sviluppi aperti nell’assistenza al paziente affetto da leucemia dalla messa in rete dei centri di eccellenza.

Negli ultimi 20 anni la ricerca in ematologia ha portato a terapie innovative sempre più personalizzate e, parallelamente, alla necessità di eseguire analisi quanto più caratterizzanti e differenzianti per permettere di intervenire nel modo più adatto e sin dall’inizio. L’aumentata complessità delle indagini necessarie a identificare i diversi “sotto-tipo” di leucemia ha portato a una crescente specializzazione dei laboratori, essenziale per garantire elevati standard di qualità nell’esecuzione delle analisi; di conseguenza, oggi non tutti i laboratori eseguono tutte le indagini necessarie e disponibili per ottenere l’indispensabile diagnosi di precisione.

Per questo GIMEMA ha raccolto i laboratori di eccellenza in una rete diagnostica integrata, con diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Attraverso questo network organizzativo, tutti i centri clinici italiani afferenti al network LabNet sono in grado di offrire ai pazienti le stesse possibilità diagnostiche a prescindere dal luogo della cura: il paziente esegue il prelievo di sangue presso il centro ematologico dove è in cura, e l’ematologo invia il campione da analizzare al laboratorio di riferimento per quel particolare tipo di analisi all’interno della rete. Il campione sarà quindi analizzato tramite sofisticate indagini molecolari o istopatologiche, standardizzate e condivise tra i laboratori afferenti al network.

‘Il progetto LabNet è nato con l’obiettivo di ottimizzare, sul territorio nazionale, l’attività dei singoli laboratori in rapporto alla loro competenza, così da offrire a tutti i pazienti la migliore qualità disponibile negli accertamenti diagnostici – dichiara Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli Onlus –. LabNet promuove la collaborazione tra i centri che hanno in cura i pazienti e i laboratori di eccellenza esistenti, creando un modello virtuoso all’interno del sistema sanitario nazionale. Per il paziente è importante poter accedere ad analisi di elevato standard qualitativo senza doversi spostare dal centro in cui è seguito, evitando viaggi della speranza; in aggiunta, da punto un di vista clinico, un dato diagnostico standardizzato, preciso e tempestivo mette al riparo dalla necessità di ripetere analisi, o da diagnosi imprecise che portano a terapie inadeguate. Si genera quindi un efficientamento anche in termini di risorse, sia per il paziente che per il sistema’.

Formata da Centri e Laboratori specializzati tutti operanti nel servizio sanitario nazionale, oggi la rete conta 60 laboratori, standardizzati e sottoposti periodicamente a controlli di qualità. Dal 2014 ad oggi, hanno usufruito dei servizi LabNet 26.785 pazienti, per un totale di 68.347 esami su sangue o su midollo osseo.
La rete è stata attivata per la prima volta nel 2008 per la Leucemia Mieloide Cronica (CML); oggi LabNet copre anche la Leucemia Mieloide Acuta (AML), le Sindromi Mielodisplastiche (MSD), le Neoplasie Mieloproliferative croniche Philadelphia-negative (MPN Ph-). A breve saranno attivate due ulteriori aree: la Leucemia Linfoide Acuta (ALL) e le Mastocitosi.

‘La specificità delle indagini necessarie a identificare i diversi “sotto-tipo” di leucemia si è evoluta di pari passo con le nuove opportunità terapeutiche. Per una patologia come la Leucemia Mieloide Acuta caratterizzata da grande variabilità ed elevato numero di mutazioni possibili, determinare il tipo di anomalia genetica è fondamentale per riuscire a indirizzare il paziente verso una terapia personalizzata. – osserva Sergio Amadori, Presidente AIL, Vicepresidente e Chairman Working Party Leucemie Acute, Fondazione GIMEMA Franco Mandelli ONLUS. – La rete LabNet AML ha un ruolo determinante nella lotta a questa malattia, grazie alla possibilità di ottenere rapidamente una diagnosi di precisione. Costituirla è stata una sfida molto impegnativa che ha richiesto un gran lavoro di collaborazione con i laboratori, in termine di formazione e per riuscire a garantire la standardizzazione delle metodologie.’

I Centri e i Laboratori aderiscono a LabNet su base volontaria; la Fondazione GIMEMA fornisce il supporto scientifico e la formazione nella fase di standardizzazione delle metodologie preliminare all’accreditamento dei laboratori ed è garante della valutazione periodica essenziale per loro permanenza nella rete. GIMEMA è responsabile anche della gestione dei dati, raccolti in forma anonima in un database: oltre la finalità assistenziale, i dati LabNet costituiscono una piattaforma di informazioni disponibili per la ricerca scientifica.

‘LabNet è perfetta sintesi del nostro impegno in campo onco-ematologico, a fianco della comunità scientifica e a servizio del paziente. Terapie sempre più mirate ed efficaci hanno cambiato radicalmente l’approccio terapeutico in onco-ematologia. La nostra azienda è da sempre impegnata nella ricerca scientifica in questo campo; allo stesso modo è consapevole della necessità di sostenere iniziative che consentono di migliorare l’assistenza al paziente e l’efficienza del sistema. – commenta Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia. – LabNet rappresenta una virtuosa collaborazione fra pubblico e privato: siamo motivati a portare avanti con energia e competenza questa esperienza che garantisce precisione e tempestività della diagnosi, permettendo una migliore gestione dei pazienti.’

LabNet presuppone un complesso sistema organizzativo e di relazione tra i Centri e i Laboratori gestito interamente dalla Fondazione GIMEMA, che fa affidamento sull’impegno dei clinici e la disponibilità di tutti i centri aderenti a collaborare nel segno dell’efficienza, sia dal punto di vista clinico che logistico. Inviare un campione biologico da un centro clinico al laboratorio di un altro centro, all’interno della stessa regione o tra regioni diverse, è infatti un processo lungo, complesso e difficile: adottare una modalità univoca per la circolazione dei campioni permetterebbe una maggiore diffusione della diagnostica in rete nei laboratori di eccellenza, aiutando a superare la grave disuguaglianza inter- e intra-regionale ancora esistente in fatto di analisi diagnostiche per i pazienti onco-ematologici.

‘Tra i progetti GIMEMA, LabNet è probabilmente quello che meglio rispecchia il credo della Fondazione, creata da Franco Mandelli per promuovere la collaborazione tra i centri di ematologia italiani. Un’intuizione innovativa per i tempi: lavorare in rete per migliorare le conoscenze scientifiche e renderle disponibili anche ai centri meno specializzati distribuiti sul territorio italiano, permettendo così a tutti i pazienti di usufruire delle stesse possibilità di cura – conclude Marco Vignetti.’