Tumori della pelle, non c' solo il melanoma. A Padova specialisti a confronto sul carcinoma a cellule di Merkel

Non tutti sanno che l'eccessiva esposizione al sole, tipica di questa stagione, associata anche a un tipo di tumore della pelle diverso dal melanoma: il carcinoma a cellule di Merkel (MCC, Merkel Cell Cancer). Si tratta di una forma rara e aggressiva di cancro cutaneo che ogni anno in Europa colpisce circa 2.500 nuovi pazienti.

Non tutti sanno che l’eccessiva esposizione al sole, tipica di questa stagione, è associata anche a un tipo di tumore della pelle diverso dal melanoma: il carcinoma a cellule di Merkel (MCC, Merkel Cell Cancer). Si tratta di una forma rara e aggressiva di cancro cutaneo che ogni anno in Europa colpisce circa 2.500 nuovi pazienti.

 Fondamentale, sia nella diagnosi sia nel trattamento, è un approccio multidisciplinare che preveda il coinvolgimento di medici chirurghi, dermatologi, oncologi, anatomopatologi e chirurghi plastici. Proprio al fine di promuovere per la prima volta un confronto costruttivo e informativo tra le diverse discipline coinvolte nella diagnosi, gestione e trattamento dell’MCC, il prossimo 6 luglio si terrà a Padova un evento formativo organizzato presso il Palazzo della Salute.

Supportato da Merck, l’incontro avrà anche l’obiettivo di delineare lo scenario attuale dei bisogni terapeutici dei pazienti e il ruolo degli specialisti nella diagnosi e trattamento dell’MCC.

Quaranta volte più raro del melanoma, l’MCC risulta purtroppo fatale in circa 1 paziente su 33: una forma di cancro quindi che, pur non essendo diffusa come altre patologie oncologiche, il più delle volte ha un esito sfavorevole.

“Il carcinoma a cellule di Merkel – afferma il Prof. Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli - si manifesta con un nodulo cutaneo indolore di colore rosa, rosso o bluastro che potrebbe rompersi e sanguinare. Si tratta di un tumore insidioso la cui diagnosi risulta difficile dal momento che spesso viene confuso con altre patologie di origine dermatologica. Purtroppo le difficoltà nella diagnosi facilitano la sua rapida diffusione in altre parti del corpo con la comparsa di metastasi, rendendolo quindi più difficile da trattare, con una prognosi infausta”.

Ogni anno vengono diagnosticati in Europa e negli Stati Uniti circa 5.000 nuovi casi di carcinoma a cellule di Merkel. Di questi tra il 5 e il 12% sviluppa una malattia metastatica.

“Il trattamento della fase avanzata – dichiara il Prof. Michele Maio, Direttore del Centro di Immuno-Oncologia e dell’Unità Operativa Complessa di Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese - si è molto evoluto negli ultimi anni: si è passati dalla chemioterapia, unica opzione terapeutica fino a qualche tempo fa, nonostante un’efficacia solo nel breve termine, all’immunoterapia che ha permesso di raggiungere risultati importanti, grazie al potenziamento della capacità del sistema immunitario di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. L’immunoterapia rappresenta senza dubbio un’importante innovazione terapeutica in oncologia, in generale, e nel carcinoma a cellule di Merkel, in particolare”.

Al centro dell’incontro scientifico, le diverse opzioni di trattamento. Tra queste, si discuterà delle caratteristiche di avelumab, un anticorpo monoclonale inibitore della proteina PD-L1 completamente umano, recentemente approvato in Italia dall’AIFA per il trattamento in monoterapia dei pazienti con MCC metastatico.

Nell’ambito dello studio internazionale multicentrico di fase II, Javelin Merkel 200, sono stati mostrati notevoli vantaggi terapeutici e avelumab ha mostrato un’efficacia significativa e una risposta protratta nel tempo.

Gli esperti si confronteranno quindi sull’expertise maturata nei propri centri relativamente all’uso del trattamento nei pazienti affetti da MCC metastatico. Tutto questo avverrà in un ambiente didattico multimediale e interattivo, basato sulla metodologia didattica CELL (Centre for Experential Learning), realizzata da QBGROUP, che favorisce la formazione in spazi e contesti di simulazione clinica, in grado di favorire la partecipazione attiva dei medici coinvolti durante l’aggiornamento professionale, attraverso la creazione di un’offerta formativa incentrata sulla “esperienzialità”, ed esercitazioni in piccoli gruppi che prevedono la fruizione diretta e interattiva di casi clinici in real time.