Il consumo di aspirina post-diagnosi è risultato associato quasi a un raddoppio della sopravvivenza nei pazienti con tumori gastrointestinali in un ampio studio osservazionale di autori olandesi presentato di recente a Vienna, in occasione dello European Cancer Congress.

Martine Frouws dell’Università di Leiden, in Olanda, ha spiegato che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è risultata del 75% tra coloro che avevano assunto quotidianamente aspirina a basso dosaggio contro il 42% in coloro che non  l’avevano assunta.

L'effetto benefico dell'aspirina è stato osservato per ogni tipo di tumore gastrointestinale (esofageo, gastrico, del tratto epatobiliare, del colon e del retto) ad eccezione del tumore al pancreas.

Già diversi altri studi hanno suggerito che il consumo regolare di aspirina potrebbe avere un ruolo nel ridurre l'incidenza di questi tumori e la mortalità, in particolare per quanto riguarda il cancro del colon-retto, ma questa è la prima volta che si sono analizzati i dati di sopravvivenza in pazienti con tumori in diversi punti del tratto gastrointestinale.

"Se l'aspirina dovesse diventare un trattamento regolare per il cancro, questo potrebbe avere un grosso impatto sulla sopravvivenza e la salute dei cittadini" ha detto la dottor Frouws durante la conferenza stampa di presentazione dello studio.

Lo studio, di tipo retrospettivo, ha coinvolto 13.715 pazienti ai quali era stato diagnosticato un tumore gastrointestinale tra il 1998 e il 2011, inseriti nell’Eindhoven Cancer Registry. Gli autori hanno incrociato i dati di questi pazienti con quelli del database PHARMO, un database di dati provenienti dalle farmacie dell’Institute for Drug Outcomes Research, che ha sede a Utrecht.

Di questi pazienti 4187 (il 30,5%) avevano utilizzato l'aspirina prima della diagnosi di cancro, 1143 (l’8,3%) l’avevano utilizzata solo dopo la diagnosi e 8385 (il 61,1%) non l’avevano utilizzata per niente. I pazienti che avevano preso il farmaco prima della diagnosi sono stati esclusi dall'analisi.

Quasi la metà dei pazienti aveva un cancro del colon (43%), ma una quota consistente aveva un cancro del retto (25%) o un cancro esofageo (10,2%).

Il follow-up per tutti i pazienti è stato di 48,6 mesi e il 28% è sopravvissuto per almeno 5 anni.

La Frouws ha riferito che il beneficio di sopravvivenza associato all’uso di aspirina da parte di pazienti colpiti da tumori gastrointestinali si è mantenuto anche dopo che i dati sono stati aggiustati tenendo conto del sesso, dell’età, dello stadio del tumore, dell’aver fatto o meno l’intervento chirurgico, dell’aver fatto o meno la radioterapia e la chemioterapia e di altre condizioni mediche.

"La ricerca medica si sta concentrando sempre di più sulla medicina personalizzata, ma molti trattamenti personalizzati sono costosi e utili solo in piccole popolazioni" ha affermato la Frouws. "Crediamo che la nostra ricerca dimostri piuttosto il contrario: dimostra i benefici notevoli di un farmaco poco costoso, di impiego consolidato e facilmente ottenibile in un gruppo più ampio di pazienti".

Peter Naredi, co-presidente scientifico del congresso, non coinvolto nello studio, ha commentato il lavoro dicendo che ora ci sono buone evidenze del fatto che l'uso frequente di aspirina nella popolazione può prevenire alcuni casi di tumore del colon-retto. “Con questo studio, la Frouws e i colleghi hanno dimostrato che in più di 13.000 pazienti ai quali era stato diagnosticato un tumore gastrointestinale, coloro che hanno utilizzato l’aspirina hanno avuto una sopravvivenza migliorato rispetto a coloro che non l’hanno utilizzata. Dato che ci sono sempre più dati a supporto del ruolo benefico dell'aspirina, bisogna pensare se dovremmo consigliarla a un pubblico più ampio” ha affermato Naredi.

Di recente, la US Preventive Services Task Force ha pubblicato una bozza di un documento in cui "si raccomanda l’utilizzo di aspirina a basso dosaggio per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e il cancro del colon-retto negli adulti dai 50 ai 59 anni" che soddisfano determinati requisiti e si suggerisce che l’utilizzo di aspirina andrebbe personalizzato per quelli di età compresa tra i 60 e i 69 anni.

I ricercatori ipotizzano che l'effetto antiaggregante dell'aspirina giochi un ruolo chiave nei suoi effetti antitumorali. Infatti, si pensa che le cellule tumorali circolanti eludano la sorveglianza del sistema immunitario con l'aiuto delle piastrine che le circondano. L'aspirina inibisce la funzione piastrinica e quindi permette al sistema immunitario di riconoscere meglio ed eliminare le cellule tumorali circolanti, ha spiegato la Frouws.

Il passo successivo, ha segnalato la ricercatrice, sarà quello di studiare le caratteristiche dei tumori nei pazienti in cui l’aspirina è stata di beneficio per identificare i soggetti che potrebbero trarre vantaggio dal trattamento con il farmaco in futuro.

Inoltre, ha aggiunto la ricercatrice, per confermare l'effetto dell'aspirina sui tumori si dovrebbero fare studi randomizzati, anche perché lo studio olandese non fornisce alcuna informazione sugli effetti collaterali del farmaco se usato come antitumorale.

Sono già partiti diversi studi di questo tipo, tra cui uno studio olandese di fase III randomizzato e controllato con placebo in cui si stanno valutando gli effetti dell’aspirina 80 mg/die sulle recidive e la sopravvivenza in pazienti anziani con un cancro del colon in stadio II e III.

Altri studi in corso sono lo studio ASPREE su pazienti di età superiore ai 65 anni, lo studio CaPP3 su pazienti con sindrome di Lynch (o cancro del colon-retto ereditario non poliposico) e lo studio asiatico ASCOLT su pazienti con tumori del colon-retto in stadio C della classificazione di Dukes o stadio B ad alto rischio.

Nel settembre scorso, ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e del Brigham and Women’s Hospital hanno ricevuto un finanziamento di 10 milioni di dollari per effettuare lo studio ABC (Aspirin for Breast Cancer) in cui si valuterà l'impatto dell’aspirina sulle recidive del cancro al seno e sulla mortalità.

"L'aspirina potrebbe essere una bacchetta magica, perché potrebbe trattare e prevenire le malattie ischemiche cardiache, il cancro e il morbo di Alzheimer, le tre grandi catastrofi sanitarie del terzo millennio," ha commentato Nadir Arber, direttore dell’Integrated Cancer Prevention Center, del Tel Aviv Sourasky Medical Center, non coinvolto nello studio.

M. Frouws, et al. Aspirin and gastro intestinal malignancies; improved survival not only in colorectal cancer? ECC 2015: abstract 2306.