Il trattamento con everolimus ha prolungato la sopravvivenza globale (OS) rispetto al placebo, portandola a oltre 3 anni e mezzo, in un gruppo di pazienti con tumori neuroendocrini pancreatici in fase avanzata, arruolati nello studio RADIANT-3 (RAD001 In Advanced Neuroendocrine Tumors). Nuovi dati dello studio sono stati presentati a Madrid in occasione del congresso della European Society for Medical Oncology.

"Un’OS mediana di 44 mesi per everolimus è un risultato senza precedenti negli studi clinici controllati sui tumori neuroendocrini pancreatici avanzati e progressivi (pNET)" ha dichiarato il primo firmatario dello studio, James Yao, dell’MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas. "I risultati confermano l'importanza di colpire i pathway principali coinvolti nella crescita tumorale, come il pathway di mTOR, nel pNET avanzato".

Lo studio RADIANT-3 è un trial multicentrico di fase III, randomizzato e controllato con placebo, che ha coinvolto 410 pazienti con pNET avanzato, di grado basso o intermedio, di cui 207 trattati con everolimus 10 mg una volta al giorno e 203 con placebo, in entrambi i gruppi in aggiunta alla migliore terapia di supporto disponibile.

L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione (PFS), mentre l’OS era l’endpoint secondario chiave.

L’OS mediana è risultata di 44,02 mesi (IC al 95% 35,61-51,75) nel braccio trattato con everolimus contro 37,68 mesi (IC al 95% 29,14-45,77) con placebo. Anche se la differenza di 6,34 mesi tra i due gruppi non ha raggiunto la significatività statistica (HR 0,94; IC al 95% 0,73-1,2), è risultata clinicamente significativa.

Inoltre, l’85% dei pazienti è passato dal trattamento con placebo a quello con everolimus e ciò probabilmente ha contribuito alla lunga OS mediana nel braccio placebo ... e potrebbe aver confuso la capacità di rilevare una differenza nei risultati di sopravvivenza " si legge in un comunicato stampa diffuso da Novartis (azienda produttrice del farmaco).

“Una differenza di 6,34 mesi nella OS ottenuta nel gruppo everolimus rispetto al gruppo di controllo rappresenta un miglioramento significativo e consolida l’idea di iniziare il trattamento con everolimus precocemente, non appena si scopre la progressione” si legge nella nota dell’azienda.

Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello già emerso in studi precedenti; gli eventi avversi più comuni sono stati stomatite (53,9% contro 13,3%), eruzioni cutanee (52,5% contro 15,8%), diarrea (48% contro 23,6%) e affaticamento (44,6% contro 26,6%)

La presentazione effettuata all’ESMO è un’analisi dei dati maturi di OS. I risultati dell’analisi primaria, nella quale everolimus a dimostrato di poter più che raddoppiare la PFS rispetto al placebo, erano stati pubblicati sul New England Journal of Medicine nel 2011.

I nuovi risultati, ha fatto sapere Novartis, saranno inviati alle autorità sanitarie, affinché siano inseriti nella scheda tecnica del farmaco.

K. Oberg. A randomized double-blind Phase III study of RAD001 10 milligrams per day (mg/d) plus best supportive care versus placebo plus best supportive care in the treatment of patients with advanced pancreatic neuroendocrine tumor (NET). ESMO 2014; abstract 1132O.
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