Un nuovo farmaco sperimentale che stimola il sistema immunitario ad attaccare il cancro sembra sicuro e in un piccolo studio di fase I ha dimostrato attività anti-tumorale contro una serie di neoplasie. Il trial è stato condotto dai ricercatori del Pinnacle Oncology Hematology di Scottsdale, in Arizona.

Si tratta di MPDL320A, un anticorpo ingegnerizzato che ha come target la protein PD-L1 (Programmed cell death ligand 1) presente sulla superficie delle cellule tumorali. Legandosi alla proteina, l’anticorpo permette al sistema immunitario di riconoscere e attaccare con più facilità il tumore. Il farmaco è stato sviluppato da Genentech, società che fa parte del gruppo Roche.

Il farmaco è stato studiato in un trial di fase I che ha arruolato 30 pazienti con tumori in stadio avanzato. L’anticorpo è stato somministrato endovena ogni tre settimane, partendo da una dose di soli 0,01 mg/kg che è stata aumentata gradualmente fino a 20 mg/kg.

Nello studio, non sono stati osservati effetti di tossicità, anche con le dosi più elevate del farmaco. Inoltre, nonostante lo stadio avanzato del tumore, molti pazienti erano ancora in vita dopo un anno. In almeno due casi è stata ottenuta una risposta quasi completa.

Come spiegato dai ricercatori, l’approccio basato su PD-L1 è più sicuro e selettivo  rispetto agli inibitori di PD-1 che possono legarsi anche a un altro recettore presente sulle cellule sane, chiamato PD-L2, e causare infiammazione a livello polmonare. Questo effetto collaterale non è stata osservato con il nuovo farmaco.

Il medicinale dovrà essere testato in studi più ampi e di fase più avanzata, ma gli esperti confidano nel fatto che l’immuno-oncologia possa essere una strategia efficace per sconfiggere il cancro.

Ipilimumab, farmaco sviluppato da Bristol-Myers Squibb e approvato per la terapia del melanoma, è un esempio di questo nuovo approccio terapeutico. Il farmaco colpisce indirettamente il tumore stimolando il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule cancerogene. Ipilimumab è stato il primo farmaco in grado di estendere significativamente la sopravvivenza dei pazienti con melanoma in stadio avanzato.