Un nuovo test genetico, disponibile anche in Italia ma non ancora rimborsato dal Sistema sanitario nazionale, potrebbe evitare la chemioterapia a un quarto delle donne malate di tumore al seno. Lo affermano gli esperti durante la St.Gallen International Breast Cancer Conference in corso nella citta' svizzera.

L'esame si basa sui livelli di espressione di 21 geni e su un algoritmo che in base a questi elabora una probabilita' che il tumore si ripresenti o dia luogo a metastasi entro 10 anni. Se il rischio e' basso, sottolineano gli esperti, la chemioterapia non serve, e l'analisi funziona particolarmente per tumori allo stadio iniziale, positivi ai recettori ormonali estrogenici o progestinici e senza interessamento dei linfonodi ascellari, quelli per cui e' piu' difficile stabilire una terapia dopo l'intervento chirurgico.

''Questo specifico test diagnostico permette di selezionare in maniera accurata coloro che potrebbero trarre un reale beneficio da una chemioterapia - spiega Paolo Pronzato, Direttore della Divisone di Oncologia Medica dell'Istituto San Martino-IST di Genova - evitandone il ricorso nei casi in cui essa rappresenterebbe soltanto un danno in termini di peggioramento di qualita' di vita o, al contrario, di non trascurarne l'impiego laddove sarebbe necessaria''.

Grazie al test, hanno spiegato gli esperti, in un terzo delle pazienti l'oncologo ha potuto modificare il piano terapeutico, evitando la chemioterapia in un quarto e aggiungendola invece nel 5-10% delle pazienti.