Nuove speranze nella lotta ai tumori solidi. Sono stati presentati al 50 ° Meeting Annuale della American Society of Clinical Oncology (ASCO ) a Chicago i risultati parziali della sperimentazione clinica di fase 1 della nuova molecola ad attività farmacologica RXDx-101, che ha mostrato di essere attiva su diversi tipi di tumori solidi. Tale molecola è stata scoperta e viene studiata in Italia anche se è attualmente di proprietà della biotech americana Ignyta.

RxDx-101, questa è la sigla della nuova molecola inibitore delle tirosin chinasi studiata dal gruppo di ricerca del Prof. Filippo De Braud, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica - Primario Divisione di Oncologia Medica 1 ( Tumori solidi e nuovi farmaci ), Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Oltre ad essere attiva su target molecolari noti come ALK e ROS1, questa molecola riconosce e blocca un nuovo bersaglio: TRK-A. Questa proteina, se alterata, ha dimostrato di condizionare la crescita di diversi tumori solidi. La Fase I è stata condotta sino ad ora interamente in Lombardia  grazie alla collaborazione tra NMS, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale Niguarda di Milano. All'Asco sono stati presentati i risultati sui primi 20 pazienti che dimostrano la buona tollerabilità del farmaco e una attività preliminare antitumorale.

RxDx - 101 ha dimostrato una potente attività farmacologica in studi preclinici e ha il potenziale per essere “first -in-class” contro la famiglia Trk delle chinasi.
Questo studio di fase 1 ha avuto come obiettivo la determinazione della dose, la farmacocinetica, la farmacodinamica e l'attività anti- tumorale in pazienti con tumori solidi in stadio avanzato e con alterazioni molecolari.

Lo studio è stato di tipo dose-escalation e sono stati arruolati un minimo di 3 pazienti per ciascuna dose (100, 200, 400, 800 e 1.200 mg/m2 ).

RxDx - 101 è stato ben tollerato e gli eventi avversi più comuni (tutti di grado 1-2), correlati al trattamento,  sono stati per lo più parestesie, nausea, disgeusia e diarrea.
Le concentrazioni massime di RxDx -101 sono state generalmente raggiunte entro 2-4 ore dopo la somministrazione. Malgrado una certa variabilità, l'esposizione a RxDx -101 (Cmax e AUC) è aumentata con la dose, con accumulo minimo seguito di dosi multiple.  L’emivita media terminale era di circa 21 ore in tutta la gamma di dosaggi da 100 a 400 mg/m2/giorno, ma aumentava a 32 ore nei pazienti trattati con 800 mg/m2; lo stato stazionario è stato raggiunto entro 4 giorni.

Come ha spiegato ai microfoni di PharmaStar il Prof. De Braud: “Nel nostro trial, che è di fase 1, stiamo cercando di stabilire la miglior modalità di somministrazione e la miglior dose di questo farmaco; i dati preliminari parlano di un’attività in diversi malati che avevano qualcuna delle alterazioni geniche considerate. Fino ad esso i pazienti arruolati nello studio sono 20 ; tutti questi pazienti avevano ricevuto già altre terapie, in particolare trattamenti chemioterapici, da cui avevano avuto un momentaneo vantaggio ma poi la malattia era ripartita. Uno degli aspetti più importanti di questo lavoro è che con questa molecola abbiamo visto attività in diversi tipi di tumore, tra cui tumori polmonari, del pancreas, del colon. Dai primi dati dello studio si evince che il farmaco è bel tollerato, apporta disturbi classici dovuti a tutti gli inibitori delle tirosin chinasi, tutti blandi come debolezza, nausea. Lo studio è in itinere, stiamo adesso studiando l’interazione col cibo, stiamo cercando di valutare la modalità di somministrazione per cui la prossima tipologia sarà di tipo continuativo e non intermittente; finora, infatti, i pazienti ricevevano il trattamento 4 giorni alla settimana per due settimane su 4.”

Il professore ha continuato evidenziando che: “Si tratta di una molecola che è stato sviluppata da Nerviano Medical Science insieme a due istituzioni cliniche tra cui noi del Niguarda, che ci siamo occupati della fase 1 clinica, e poi è stata acquistata dalla multinazionale americana Ignyta. Quindi, si tratta di una molecola scoperta in Italia, studiata in Italia e che rappresenta un interesse a livello mondiale. L’Istituto Niguarda ha avuto quest’anno almeno tre presentazioni in una sessione molto importante del congresso che è quella dedicata ai farmaci innovativi e per queste molecole l’istituto stesso ha partecipato attivamente negli studi e nello sviluppo delle molecole. Nel Niguarda c’è una struttura dedicata agli studi clinici che in questo momento ha più di 17 studi aperti (2 di questi verranno aperti nel mese di giugno).”

Nell stessa sessione dell’Asco, che è quella dedicata alle nuove molecole (Developmental Therapeutics - Clinical Pharmacology and Experimental Therapeutics.), sono stati presentati diversi altri studi italiani;  uno di questi riguarda il Lucitanib che è sempre un inibitore delle tirosin chinasi ma ha come bersaglio l’FGFR (Fibroblast Growth Factor receptor) in particolare l’1; tale trial ha visto la partecipazione anche del gruppo di ricerca del Prof. De Braund dell’Ospedale Niguarda, come ha precisato lo stesso professore. Un altro studio ha presentato un nuovo farmaco inibitore delle Met, di cui sono stati presentati i dati di dose escalation, mentre, il gruppo del Prof De Braund ha collaborato nella fase di espansione.

In conclusione, dai dati preliminari il farmaco RxDx - 101 risulta ben tollerato in pazienti con tumori solidi avanzati. Lo sviluppo clinico continuerà supportato dal tollerabilità e dalla prova iniziale di attività antitumorale in pazienti con alterazioni molecolari rilevanti .


Emilia Vaccaro

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