Tumori testa-collo, cetuximab in mantenimento meno tossico cambiando la schedula

Nei pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo sottoposti a una terapia di mantenimento con cetuximab, cambiare la schedula, somministrando il farmaco una volta ogni due settimane anziché settimanalmente, permette di ridurre la tossicità. Lo evidenzia uno studio monocentrico italiano, pubblicato sulla rivista Oncology.

Nei pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo sottoposti a una terapia di mantenimento con cetuximab, cambiare la schedula, somministrando il farmaco una volta ogni due settimane anziché settimanalmente, permette di ridurre la tossicità. Lo evidenzia uno studio monocentrico italiano, pubblicato sulla rivista Oncology.

Di conseguenza, affermano gli autori, coordinati da Raffaele Addeo, dell’U.O.C. di Oncologia, dell’Ospedale “S. Giovanni di Dio”, ASLNA2NORD di Frattamaggiore, questa variazione della schedula potrebbe aumentare la compliance del paziente al farmaco e la sua qualità di vita.

Sebbene studi precedenti abbiano dimostrato che cetuximab è efficace nel setting di mantenimento per altri tipi di tumori, si sa poco su quale sia la schedula di somministrazione ottimale per i tumori della testa e del collo, spiegano i ricercatori nell’introduzione del lavoro.

Nel loro studio, Addeo e i colleghi hanno analizzato i pazienti trattati presso il loro centro da ottobre 2016 a novembre 2017 con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo ricorrente e/o metastatico che avevano fatto una chemioterapia di prima linea a base di platino più cetuximab, nei quali la malattia era stabile dopo la fine del trattamento.

Da questi casi, sono stati selezionati 36 pazienti da trattare con cetuximab 500 mg/m2 nell'arco di 3 ore il giorno 1 e il giorno 15 di ogni ciclo di 28 giorni (gruppo A). Questi pazienti sono stati confrontati con un gruppo storico di pazienti che erano stati trattati con la dose settimanale standard pari a 250 mg/m2  nell’arco di 2 ore da agosto 2015 a settembre 2016 (gruppo B).

Dei 36 pazienti del gruppo A, 26 avevano fatto la chemioterapia con cetuximab cisplatino e 5-fluoruracile più cetuximab e 10 la chemioterapia con carboplatino e 5-fluoruracile più cetuximab, ma quattro pazienti del primo gruppo sono passati al secondo, mentre tre pazienti del gruppo B che non riuscivano tollerare il cisplatino sono passati al regime a base di carboplatino.

La percentuale di risposta complessiva (ORR) nel gruppo A è risultata del 19% contro 17% nel gruppo B, mentre la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è risultata rispettivamente di 4,8 mesi contro 4,4 mesi e la sopravvivenza globale (OS) rispettivamente di 9 mesi contro 7,9 mesi.

Nella discussione, gli autori riconoscono di non aver effettuato un'analisi statistica per un confronto dell’incidenza degli eventi avversi nei due gruppi, tuttavia scrivono che gli eventi avversi sono stati “sovrapponibili". In tre pazienti del gruppo A e sette del gruppo B si sono manifestate tossicità cutanee che hanno richiesto di procrastinare la somministrazione della terapia.

La compliance dei pazienti al regime di trattamento è risultata maggiore nel gruppo A rispetto al gruppo di confronto; le infusioni, infatti, sono state completate rispettivamente dal 95% e dall’88% dei pazienti.

Lo studio, secondo gli autori, "promuove l'idea" che cambiare la schedula di somministrazione del mantenimento di cetuximab, portandola da settimanale a quindicinale, miglioro l'aderenza e la qualità di vita del paziente.

 "La fattibilità e la sicurezza della somministrazione quindicinale sono state confermate dai dati relativi al ritardo nelle somministrazioni correlato alla tossicità nel gruppo B" aggiungono.
Pertanto, sulla base di tutti i dati ottenuti, concludono che “una terapia di mantenimento semplificata con cetuximab somministrato ogni due settimane è un regime conveniente, efficace e ben tollerato nei pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo.

R. Addeo, et al. Maintenance therapy with biweekly cetuximab: optimizing schedule can preserve activity and improves compliance in advanced head and neck cancer. Oncology. 2018; https://doi.org/10.1159/000492153