L’aggiunta di aprepitant alla chemio-radioterapia migliora la tollerabilità e possibilmente anche l’efficacia del trattamento nei pazienti con carcinoma avanzato a cellule squamose della testa e del collo. E’ quanto riportato in uno studio condotto dai ricercatori del London Health Sciences Centre in Ontario, presentato a Stoccolma all’ultimo European Multidisciplinary Cancer Congress (ECCO-ESMO).

Aprepitant è un antagonista selettivo dei recettori per la sostanza P/neurochinina-1 (NK1), uno dei mediatori, insieme alla serotonina e all'istamina, coinvolti nell'insorgenza del vomito indotto dalla chemioterapia. Il farmaco è approvato per la prevenzione della nausea e del vomito precoci e tardivi associati alla chemioterapia emetogena in ambito oncologico.

Nello studio, gli esperti hanno analizzato l’efficacia del farmaco nei pazienti con carcinoma a cellule squamose orofaringeo, della cavità orale, ipofaringeo e laringeo, diagnosticato di recente e trattati con la chemio-radioterapia standard.

Lo studio ha esaminato gli outcome dei pazienti in due periodi di tempo in base alla disponibilità del medicinale: nel periodo A, definito “pre-aprepitan” compreso tra il gennaio 2006 e il 30 settembre 2007 e nel periodo B, definito “aprepitant” compreso tra il 1 ottobre 2007 e il 1 gennaio 2009.
L’analisi ha incluso 74 pazienti per ogni periodo. Le caratteristiche dei partecipanti erano simili tra i due gruppi, la sopravvivenza generale media era di 28,8 mesi e il follow-up medio era di 36 mesi.

L’uso del farmaco era superiore nel periodo B (67,6% vs 5,4%, P<0,0001). L’uso era superiore in combinazione con alte dosi  di chemioterapia costituita da docetaxel, cisplatino e 5 fluoro-uracile (84,7% vs 7,5%, P<0,0001). In questo periodo, il farmaco è stato associato a più somministrazioni consecutive di cisplatino (268,1 vs 250,7 mg/m2, P=0,03).

Tra i due periodi non c’erano differenze nel numero di interventi chirurgici dopo la chemioterapia (27,0% nel periodo B vs 20,3% nel periodo A, P=NS), nel numero di ricadute (24,3% vs 20,3%, P=NS), o nella progressione tumorale (16,2% vs 16,2%, P=NS). I decessi avvenuti per cause diverse dal tumore erano significativamente inferiori nel periodo B (6,8% vs 21,6%, P=0,031).

La sopravvivenza a due anni nel periodo B era del 77% rispetto al 62% di quella osservata nel periodo A (P=0,049). Nell’analisi multivariata, l’uso di aprepitant era associato in modo significativo all’aumento della sopravvivenza.
Lo studio però ha alcune limitazioni, quali il fatto che è un’analisi prospettica, il ridotto numero di soggetti analizzati e limitato follow-up.

Effects of Antiemetic Prophylaxis With Aprepitant on Outcomes from Primary Chemoradiation for Locally Advanced Squamous Cell Carcinoma of the Head and Neck (LASCCHN). Abstract 8536