Vaccino anti-HPV scudo efficace anche contro le infezioni orali

Oncologia-Ematologia

La vaccinazione contro il papillomavirus umano umano (HPV) ha portato a una riduzione dell'88% dei tassi di infezione orale da HPV. Lo evidenzia uno dei primi studi in cui si è valutata quest'associazione, presentato di recente a Chicago al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

La vaccinazione contro il papillomavirus umano umano (HPV) ha portato a una riduzione dell’88% dei tassi di infezione orale da HPV. Lo evidenzia uno dei primi studi in cui si è valutata quest’associazione, presentato di recente a Chicago al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

I risultati suggeriscono che la vaccinazione anti- HPV può svolgere un ruolo importante nella prevenzione del cancro orofaringeo.
"I nostri dati indicano che i vaccini contro l’HPV hanno un enorme potenziale per prevenire le infezioni orali" ha affermato Maura L. Gillison, che ha condotto la ricerca presso l'Ohio State University di Columbus e che ora è professore di medicina allo University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston.
Tuttvia, ha sottolineato, anche se più del 90% dei tumori orofarangei sono causati dall’HPV-16, uno dei ceppi per i quali sono attualmente disponibili vaccini anti-HPV, il vaccino è indicato solo per la prevenzione delle infezioni cervicali e anogenitali e dei tumori ad esse associati.
"Finora non erano mai state fatte sperimentazioni cliniche per valutare se i vaccini HPV attualmente approvati possano prevenire le infezioni orali che portano al cancro, per cui la prevenzione di tali infezioni attualmente non è un'indicazione" ha spiegato la ricercatrice.
In assenza di studi randomizzati, la Gillison e i suoi colleghi hanno effettuato uno studio trasversale attingendo ai dati dello studio National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) raccolti da 2627 giovani adulti dai 18 ai 33 anni nel periodo 2011-2014.
Questo studio è stato condotto dal National Center for Health Statistics ed è stato progettato per valutare la salute e il benessere della popolazione statunitense. Fin dal 2009, la Gillison e i colleghi hanno collaborato con i ricercatroi del NHANES per studiare le infezioni orali da HPV e hanno analizzato i campioni di sciqui orali raccolti da strutture sanitarie mobili.
Confrontando le persone che avevano fatto il vaccino contro l’HPV (il 29,2% delle donne e il 6,9% degli uomini; P < 0,001) con quelle che non l’avevano fatto, hanno visto che la prevalenza delle infezioni orali causate dai ceppi di HPV coperti dal vaccino (HPV-16, -18 , -6 e -11) era significativamente più bassa nel gruppo vaccinato (0,11% contro 1,61%; P = 0,008).
La riduzione più significativa è stata osservata nei maschi. Nessuno di coloro che erano stati vaccinati aveva un'infezione da HPV causata dai ceppi per i quali erano disponibili vaccinazioni contro il 2,1% degli uomini non vaccinati (P = 0,007).
"Eravamo particolarmente interessati alle infezioni nei maschi perché l'impatto dei tumori della testa e del collo causati dell'HPV è sostanzialmente maggiore negli uomini e l’incidenza sta aumentando più marcatamente fra gli uomini" ha detto la Gillison. La prevalenza del cancro orofaringeo HPV-positivo sta aumentando più velocemente di quella di qualsiasi altro cancro tra gli uomini americani giovani e bianchi, ha aggiunto.
"Usando questi dati, abbiamo stimato che in una popolazione non vaccinata circa un milione di giovani adulti avrebbe avuto un’infezione orale da HPV di uno di questi ceppi e se i vaccini fossero stati universalmente accettati, avremmo potuto impedirne forse più di 900.000" ha spiegato la Gillison.
Nonostante questo, c'è "notevole ottimismo", ha aggiunto. "I dati recenti indicano che fra i soggetti di età inferiore ai 18 anni, il 60% delle ragazze e il 40% dei ragazzi ha fatto più di una vacciazione, per cui la copertura vaccinale ora è elevata" ha aggiunto.
Tuttavia, la ricercatrice ha invitato a non concludere sulla base di questo studio che vi sia un rapporto causale tra la vaccinazione e la prevenzione, perché il loro studio non era di tipo prospettico. "Tuttavia, possiamo concludere che la vaccinazione HPV potrebbe avere benefici ulteriori oltre alla prevenzione dei tumori anogenitali" ha affermato.
"Il vaccino contro l’HPV ha le potenzialità per essere uno dei più importanti strumenti di prevenzione del cancro mai sviluppato e sta già riducendo l'impatto globale dei tumori della cervice", ha dichiarato il Presidente eletto dell’ASCO Bruce E. Johnson, del Dana-Farber Cancro Institute di Boston.
"Si spera è che la vaccinazione ridurrà anche i tassi crescenti di tumori orali e genitali correlati all’HPV, che sono difficili da trattare." Questo studio conferma che il vaccino contro l’HPV può prevenire le infezioni da HPV orali, ma sappiamo che funziona solo se viene utilizzato".
Carole Fakhry, MD, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, ha dichiarato che i risultati sono promettenti, ma sono necessari ulteriori studi. "Ad oggi non esistono studi prospettici che abbiano valutato l'impatto del vaccino sulle infezioni orali da HPV. È rassicurante vedere che il vaccino contribuisce a ridurre le infezioni orali HPV, cosa che finora era in gran parte sconosciuta, ma non si poteva estrapolare dai dati sulle infezioni anogenitali da HPV". ha detto la Fakhry
M.L. Gillison, et al. Impact of prophylactic human papillomavirus (HPV) vaccination on oral HPV infections among young adults in the U.S. J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr 6003)
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