Stimolare una risposta immunitaria contro il cancro resta una sfida. Paiono esserci riusciti, almeno in parte, gli autori di uno studio multicentrico americano, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, in cui l’aggiunta di un vaccino terapeutico all’interleuchina-2 (IL-2) ha migliorato in modo significativo la risposta alla citochina e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in pazienti con melanoma avanzato.

Nello studio, infatti, più di un paziente su sei ha risposto alla combinazione vaccino più IL-2, mentre solo uno su 17 ha risposto alla sola IL-2.

Di recente, l’Fda ha approvato sipuleucel-T, il primo vaccino terapeutico contro il tumore alla prostata metastatico resistente alla castrazione chimica. Gli autori americani hanno voluto provare a percorrere una strada simile anche contro il melanoma avanzato; al momento, infatti, le opzioni terapeutiche contro la malattia avanzata sono poche, nonostante questa neoplasia sia curabile, se diagnosticata in tempo.

Il vaccino peptidico adiuvato GP100:209-217(210M) aveva già dato risultati incoraggianti in uno studio precedente di fase II su pazienti con melanoma metastatico, mostrando percentuali di risposta superiori a quelle attese dopo un trattamento con la sola IL-2; pertanto, gli sperimentatori hanno deciso di verificare se l’aggiunta di questo preparato alla stessa IL-2 potesse migliorare gli outcome in questi pazienti.

Per saggiare tale ipotesi, il team ha effettuato uno studio randomizzato di fase III, che ha coinvolto 185 pazienti con melanoma cutaneo in stadio IV o localmente avanzato in stadio III, arruolati in 21 centri statunitensi. I partecipanti sono stati trattati con la sola IL-2 (720.000 UI per chilogrammo di peso corporeo per dose) o con il vaccino GP100:209-217(210M) una volta per ciclo, seguito dall’IL-2.

L’endpoint primario era la risposta clinica, mentre gli endpoint secondari erano la sopravvivenza libera da progressione e le tossicità.

La percentuale risposta di è stata del 16% nel gruppo trattato con la combinazione vaccino più IL-2 (9% di risposte complete e 7% di parziali) contro il 6% (1% di risposte complete e 5% parziali) in quello trattato solo con la citochina (P = 0,03).

L’aggiunta del vaccino ha poi allungato in modo significativo la PFS, che nel primo gruppo è stata di 3,9 mesi contro 1,7 mesi nel secondo (P = 0,008), e si è evidenziato un trend verso un miglioramento anche della sopravvivenza globale (17,8 mesi contro 11,1) che però non ha raggiunto la significatività statistica.

Le tossicità di grado 3-5 sono state in linea con quelle attese in pazienti trattati con IL-2 ad alte dosi di IL-2, ad eccezione della tachicardia sinusale reversibile e transitoria e dell’aritmia sopraventircolare, che sono state più frequenti nel gruppo trattato anche con il vaccino (P=0,002). La ragioni della maggior incidenza di queste aritmie nei pazienti trattati con la combinazione, però, non sono chiare, dal momento che queste anomalie sono tra gli effetti collaterali attesi dell’IL-2. Un’ipotesi plausibile è che il vaccino o l’adiuvante in esso contenuto (Montanide ISA-51) possano aver indotto un aumento delle citochine circolanti che potrebbe aver causato una maggiore tossicità cardiaca.

Non è la prima volta che il vaccino GP100 viene messo alla prova contro il melanoma. I ricercatori avevano già provato ad associarlo a ipilimumab (di cui il Chmp dell’Ema ha detto sì all’approvazione circa 2 settimane fa), ma in quel caso l’aggiunta del vaccino sembrava non essere servita. Non è chiaro come mai in questo trial, invece, si sia ottenuto un risultato contrario.

D.J. Schwartzentruber, et al. gp100 Peptide Vaccine and Interleukin-2 in Patients with Advanced Melanoma. N Engl J Med 2011; 364:2119-2127.
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