Oncologia-Ematologia

Vaccino bivalente anti-HPV possibile scudo anche contro i tumori dell'orofaringe

Il vaccino bivalente contro i sottotipi 16 e 18 del papillomavirus umano (Cervarix, di GlaxoSmithKline) utilizzato per la prevenzione del cancro del collo dell'utero, potrebbe anche proteggere contro il tumore orofaringeo. A suggerirlo è il Costa Rica HPV Vaccine Trial, uno studio randomizzato pubblicato di recente sulla rivista PLoS ONE, in cui il vaccino ha ridotto le infezioni orali causate dal papillomavirus (HPV) di più del 90%.

"L'analisi” ha detto in un’intervista il primo autore del lavoro, Rolando Herrero, dell'International Agency for Research on Cancer (IARC) di  Lione, in Francia, “fornisce la prima dimostrazione dell’efficacia del vaccino bivalente nella prevenzione delle infezioni del cavo orale causate dall’HPV 16 e l’HPV18".

"Questi virus sono associati a una frazione significativa e crescente di tumori dell'orofaringe e delle tonsille. In termini di impatto sulla pratica clinica, la possibilità di protezione contro tali infezioni è una ragione in più per immunizzare le persone con questo vaccino, in particolare prima dell'esposizione al virus " ha affermato Herrero.

Lo studio, frutto della collaborazione tra IARC, ricercatori del Costa Rica e il National Cancer Institute statunitense, era stato progettato inizialmente per valutare l'efficacia del vaccino contro il cancro del collo dell'utero, ma successivamente ne ha valutato efficacia anche in altre sedi anatomiche, tra cui anche la cavità orale.

Al trial hanno partecipato 7466 donne sane tra i 18 e i 25 anni di età, arruolate tra il 2004 e il 2005. Le partecipanti sono state immunizzate in rapporto 1:1 con il vaccino bivalente oppure con il vaccino anti-epatite A come controllo. Quattro anni dopo la vaccinazione, gli autori hanno analizzato i campioni orali di 5840 donne della coorte per valutare l'efficacia del vaccino contro le infezioni orali da HPV.

Il prodotto ha mostrato un’efficacia contro le infezioni orali da HPV 16/18 del 93,3% (IC al 95% 63% - 100%). Nell’arco dei 4 anni post-vaccinazione, ci sono stati 15 casi di infezioni orali da HPV 16/18 nel gruppo di controllo e solo uno nel gruppo trattato con il vaccino anti-HPV.

L’efficacia corrispondente contro le infezioni cervicali da HPV 16/18 nella stessa coorte, nella stessa visita, è stata del 72% (IC al 95% 63% - 79%)

Secondo i ricercatori, questo studio suggerisce che il vaccino "conferisce una forte protezione contro le infezioni del cavo orale da HPV 16/18” e ciò ha “implicazioni potenzialmente importanti per la prevenzione del cancro dell’orofaringe associato all’HPV, sempre più comune".

Tuttavia, secondo Maura Gillison e Jeg Coughlin, dell’Ohio State University Comprehensive Cancer Center di Columbus, che non fanno parte del gruppo autore della ricerca, sono necessari ulteriori studi su questo tema.

Lo studio appena pubblicato, ha detto la Gillison, fornisce "evidenze preliminari allettanti" che il vaccino contro l'HPV potrebbe prevenire le infezioni orali causate dal virus che possono portare al cancro. Tuttavia, ha rimarcato l’esperta, purtroppo non potrà portare a un cambiamento della pratica clinica o delle linee guida Usa sulla vaccinazione, in quanto non soddisfa gli standard richiesti per gli studi di efficacia dall’Fda per  concedere un’approvazione o modificare le raccomandazioni terapeutiche.

La Gillison, che con il suo team è stata tra le prime a identificare il ruolo determinate dell’HPV in molti tumori della testa e del collo, ha spiegato che lo studio "non era stato progettato per valutare se i vaccini anti-HPV siano efficaci nel ridurre le infezioni orali da HPV incidenti o persistenti. Le infezioni orali da HPV non erano incluse nel protocollo originale dello studio, per cui i ricercatori hanno potuto solo confrontare la prevalenza di tali infezioni in un singolo momento temporale.

Pertanto, l’oncologa si è augurata che lo studio "incoraggi i produttori di vaccini e le agenzie regolatorie a fare ulteriori studi clinici prospettici" sull’argoemnto; posizione, questa, del tutto condivisa anche da Herrero, il quale ha sottolineato come ci siano ancora molti aspetti della malattia ancora non compresi e come ci sia bisogno di evidenze più dirette dell’efficacia del vaccino nella prevenzione dei tumori dell’orofaringe, oltre che di nuovi studi per capire, da un lato, quale sia la durata della protezione, dall’altro, se il vaccino protegga anche gli uomini.

R Herrero, et al. Reduced Prevalence of Oral Human Papillomavirus (HPV) 4 Years after Bivalent HPV Vaccination in a Randomized Clinical Trial in Costa Rica. PLoS ONE 8(7): e68329. doi:10.1371/journal.pone.0068329
leggi