Anche se raro, negli ultimi decenni il cancro anale in alcuni paesi è quasi raddoppiato. Il sesso anale può aumentare il rischio di cancro anale causato da infezioni da HPV e gli uomini che fanno sesso con gli uomini sono particolarmente vulnerabili.

Secondo uno studio americano appena pubblicato sul Nejm,  il vaccino quadrivalente anti-Hpv già approvato e raccomandato per proteggere le adolescenti e le giovani donne contro i principali tipi di Hpv che causano il cancro cervicale, può proteggere anche contro i ceppi di Hpv che causano il cancro anale e i condilomi genitali.

Questo trial clinico internazionale ha incluso 602 uomini gay e bisessuali di età compresa tra i 16 e i 26 anni, che avevano avuto almeno un incontro sessuali, ma non più di cinque. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere il vaccino quadrivalente anti-Hpv o il placebo.

L’endpoint principale dello studio era la prevenzione della neoplasia intraepiteliale anale o del cancro anale associati alle infezioni da Hpv di genotipo 6, 11, 16 o 18. Le analisi di efficacia sono state eseguite secondo il modello intention-to-treat e per-protocol. La prima considera tutti i pazienti arruolati mentre la seconda solo quelli che hanno completato il trial.

Nell’analisi intention-to-treat, l’efficacia del vaccino quadrivalente anti-Hpv nel prevenire lo sviluppo di una neoplasia intraepiteliale anale associata all’infezione da Hpv 6, 11, 16 o 18 era del 50,3% (IC 95% 25,7-67,2), mentre nell’analisi per-protocol l’efficacia del vaccino saliva al 77,5% (IC 95% 39,6-93,3).
L’efficacia del vaccino nel prevenire lo sviluppo di una neoplasia intraepiteliale anale dovuta all’infezione di qualsiasi Hpv era del 25,7% (IC 95% -1,1-45,6) nell’analisi intention-to-treat e del 54,9% (IC 95% 8,4-79,1) in quella per-protocol.

Nell’analisi intention-to-treat, l’incidenza della neoplasia intraepiteliale anale, era di 17,5 casi su 100 persone/anno con il placebo e di 13 casi su 100 persone/anno con il vaccino. Nell’analisi per-protocol tale incidenza era di 8,9 casi su 100 persone/anno con il placebo e di 4,0 su 100 persone/anno con il vaccino.
Con il vaccino, l’incidenza della neoplasia intraepiteliale anale di grado 2 o 3 associata all’infezione da Hpv di genotipo 6, 11, 16 o 18 si è ridotta del 54,2% (IC 95% 18,0-75,3) nella popolazione intention-to-treat e del 74,9% (IC 95% 8,8-95,4) in quella per-protocol. Il rischio corrispondente di infezione anale persistente da Hpv di genotipo 6, 11, 16 o 18 si è ridotto del 59,4% (IC 95% 43,0-71,4) e del 94,9% (IC 80,4-99,4) rispettivamente.
Non sono stati osservati eventi avversi gravi associati alla vaccinazione.

“Sulla base dei dati ottenuti, il vaccino funziona bene per prevenire l’infezione da HPV e le malattie precancerose anali, e probabilmente previene il cancro anale negli uomini”, ha detto Palefsky. “Il momento ideale per iniziare la vaccinazione sarebbe prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma la vaccinazione può essere utile anche dopo l’inizio dell’attività sessuale”.

L’Advisory Committee on Immunization Practice americano, afferma che il vaccino contro il Papilloma virus dovrebbe interessare anche i ragazzi. Gli uomini e le donne sono uguali anche sul piano della salute, e se per le giovani ragazze la prevenzione inizia a dodici anni, anche i maschi devono avere la stessa possibilità di tutelarsi dai tumori legati all’attività sessuale. Per loro si parla di un’età compresa tra gli 11 e i 21 anni.

Il cancro del margine anale e del canale anale rappresenta circa l’1% della totalità dei tumori del tubo digerente e approssimativamente il 2.5-5% di tutti i tumori del colon. Le forme più comuni comprendono il carcinoma squamoso, l’adenocarcinoma e il melanoma.

Joel M. Palefsky Anna R. Giuliano, Stephen Goldstone et al. HPV Vaccine against Anal HPV Infection and Anal Intraepithelial Neoplasia N Engl J Med 2011; 365:1576-1585October 27, 2011
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