Vepoloxamer delude in fase III nell’anemia falciforme

Il farmaco sperimentale vepoloxamer non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo primario - ridurre in modo significativo la durata media delle crisi vaso-occlusive nei pazienti con anemia falciforme - nello studio di fase 3 EPIC. A darne notizia è Mast Therapeutics, la biotech californiana che stava sviluppando questo polimero.

Il farmaco sperimentale vepoloxamer non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo primario - ridurre in modo significativo la durata media delle crisi vaso-occlusive nei pazienti con anemia falciforme - nello studio di fase 3 EPIC. A darne notizia è Mast Therapeutics, la biotech californiana che stava sviluppando questo polimero.

Nella nota, Brian M. Culley, ceo dell’azienda, riferisce che probabilmente lo sviluppo clinico di vepoloxamer, attualmente in corso di valutazione anche nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, sarà interrotto.

Lo studio EPIC è un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto 388 pazienti affetti da anemia falciforme ricoverati per un dolore acuto tipico di una crisi vaso-occlusiva che richiedeva il trattamento con analgesici oppioidi per via parenterale.

I partecipanti avevano un'età compresa tra 4 e 46 anni (età media, 15 anni), .la maggior parte (il 71%) aveva meno di 18 anni e poco meno di due terzi (il 61%) erano in terapia concomitante con idrossiurea.

I pazienti sono stati trattati con placebo o vepoloxamer mediante infusione endovenosa di 1 ora di una dose di carico pari a 100 mg/kg, seguita da un'infusione continua di mantenimento alla dose di 30 mg/kg/ora per almeno 12 ore e per un massimo di 48 ore.

L’endpoint primario dello studio era l'efficacia di vepoloxamer nel ridurre la durata della crisi vaso-occlusiva, definito come il tempo intercorrente tra la randomizzazione e il momento in cui un paziente riceveva l'ultima dose di analgesici oppioidi parenterali prima della dimissione dall’ospedale. Gli endpoint secondari di efficacia comprendevano le riospedalizzazioni per le crisi vaso-occlusive entro 14 giorni dalla prima dimissione e la comparsa di sindrome toracica acuta entro 120 ore di randomizzazione.

Vepoloxamer non solo non ha ridotto in modo significativo la durata media della crisi vaso-occlusiva rispetto al placebo (82 ore contro 78 ore), ma non si sono osservate differenze statisticamente significative fra i due gruppi di trattamento nemmeno negli endpoint secondari di efficacia.

Il farmaco è apparso ben tollerato; non sono state riscontrate differenze significative negli eventi avversi gravi correlati al trattamento fra i due gruppi e non ci sono stati decessi durante lo studio.

Grande delusione di Mast per l’esito a dir poco deludente del trial. Tuttavia, afferma Culley nel comunicato, "anche se chiaramente non è il risultato che volevamo, riteniamo che le indicazioni e i dati forniti dal più ampio studio clinico controllato con placebo mai completato nell’anemia falciforme faranno progredire notevolmente la comprensione della crisi vaso-occlusiva e maturare la scienza clinica necessaria per sostenere lo sviluppo di nuove terapie per questa malattia debilitante".