La combinazione capecitabina più oxaliplatino (XELOX) dovrebbe essere considerata il gold standard come chemioterapia adiuvante dopo l’asportazione di un tumore al colon di stadio III. A sostenerlo sono gli autori di uno studio multicentrico e randomizzato, pubblicato di recente online sul Journal of Clinical Oncology. Altri esperti hanno però una posizione più sfumata.

Questa combinazione si utilizzava in precedenza per il tumore metastatico in stadio IV. Tuttavia, nel nuovo lavoro, che l’ha messa a confronto con un bolo di fluorouracile (FU) e acido folinico (FA), l’associazione capecitabina più oxaliplatino ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza libera da malattia a 3 anni in pazienti con tumore localmente avanzato in stadio III.

Per questo studio, gli autori selezionato pazienti con cancro al colon localmente avanzato, con linfonodi positivi, e ne hanno assegnati 944 al trattamento con il regime XELOX e 942 a quello con FU più FA entro 8 settimane dalla resezione chirurgica del tumore. Dei soggetti del gruppo FU/FA, 644 sono stati trattati secondo il protocollo della Mayo Clinic (24 settimane, 6 cicli) e 278 secondo il Roswell Park (32 settimane, 4 cicli). I pazienti del braccio XELOX sono stati sottoposti a infusione endovenosa per 2 ore con oxaliplatino 130 mg/m2 al girono 1 e trattati con capecitabina orale 1.000 mg/m2 due volte al giorno ai giorni 1 e 14 di un ciclo di  settimane per otto cicli.

L’outcome primario dello studio era la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e la durata mediana del follow-up è stata di 55 mesi.
Alla chiusura dell’arruolamento, i pazienti del gruppo XELOX deceduti, ricaduti o con un nuovo tumore al colon sono stati il 31,3% contro il 37,5% nel gruppo FU/FA. Inoltre, in termini di DFS, nei soggetti del primo gruppo si è osservata una riduzione del 20% del rischio relativo (HR 0,80; P = 0,0045).

La percentuale di DFS a 3 anni è stata del 70,9% con il regime XELOX e del 66,5% con il regime FU/FA ed è risultata più alta nel primo gruppo anche a 4 e a 5 anni (rispettivamente 68,5% contro. 62,3% e 66,1% contro 59,8%), a dimostrazione del fatto che la superiorità del regime XELOX rispetto all’associazione FU/FA si mantiene nel tempo. La sopravvivenza globale a 5 anni è stata invece rispettivamente del 77,6% e del 74,2%.

La capecitabina, che si assume per bocca, è potenzialmente più comoda da somministrare, nonché più conveniente, rispetto ai regimi a base di FU, da somministrare endovena. Tuttavia, il vantaggio del costo inferiore potrebbe essere controbilanciato da un aumento degli eventi avversi riscontrato nel gruppo XELOX.
Infatti, nel lavoro, l’incidenza degli eventi avversi di grado III è stata del 55% nel gruppo trattato con il regime XELOX contro il 47% nel gruppo FU/FA (P < 0,05).
Inoltre, la neurotossicità sensoriale è stata di gran lunga più frequente nel primo gruppo che nel secondo (78% contro 8%).

Per questi pazienti, “la capecitabina può ora essere considerata uno standard di cura, e non lo standard di cura” ha dichiarato Michael O'Connell, presidente associato del National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP), un gruppo cooperativo statunitense di ricerca sul tumore del colon-retto.
Su una linea simile anche James Cassidy, al timone dell’oncologia medica dell’Università di Glasgow, in Scozia, secondo il quale la combinazione XELOX dovrebbe essere semplicemente un’aggiunta all’armamentario terapeutico degli oncologi, e non rimpiazzare completamente il regime FU/FA, che è diventato lo standard dalla fine degli anni Novanta.

Cassidy ha detto che il regime XELOX dovrebbe essere uno degli standard e che non pensa si debba fare riferimento a uno standard unico, ma piuttosto poter scegliere tra regimi diversi per ciascun paziente. L’oncologo scozzese ha anche aggiunto che nel Regno Unito circa il 50% dei pazienti con tumore al colon in stadio III è già trattato con questa combinazione.

D.G. Haller, et al. Capecitabine Plus Oxaliplatin Compared With Fluorouracil and Folinic Acid As Adjuvant Therapy for Stage III Colon Cancer. J Clin Oncol 2011. doi: 0.1200/JCO.2010.33.6297.
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