XX Congresso Nazionale CIPOMO: la sfida dell'oncologia italiana per un futuro migliore

Si apre oggi, presso il Centro Congressi UniversitÓ Federico II di Napoli, la 20░ edizione del Congresso Nazionale CIPOMO - Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri: un evento dal programma ricco di appuntamenti, che riunirÓ quasi 200 specialisti provenienti da un centinaio di strutture ospedaliere di tutta Italia, rappresenterÓ l'occasione per fare il punto sui progressi dell'oncologia medica negli ultimi vent'anni e confrontarsi sugli scenari futuri.

Si apre oggi, presso il Centro Congressi Università Federico II di Napoli, la 20° edizione del Congresso Nazionale CIPOMO - Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri: un evento dal programma ricco di appuntamenti, che riunirà quasi 200 specialisti provenienti da un centinaio di strutture ospedaliere di tutta Italia, rappresenterà l’occasione per fare il punto sui progressi dell’oncologia medica negli ultimi vent’anni e confrontarsi sugli scenari futuri.

Il tema cardine di questa ventesima edizione sarà quello della ‘sostenibilità dell’oncologia medica nel servizio sanitario’: tanti e importanti sono stati i progressi in termini di miglioramento della sopravvivenza dei pazienti oncologici e della loro qualità di vita, ma il raggiungimento di questi obiettivi ha avuto dei costi importanti - particolarmente elevati nel corso degli ultimi anni - che alcuni ritengono difficilmente sostenibili anche nei paesi occidentali economicamente più solidi.
Maurizio Tomirotti, Presidente CIPOMO nonché Primario di Oncologia della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano affronterà la delicata analisi dell’attualissimo tema del prezzo dei farmaci in oncologia: “Un milione di dollari per anno di cura: tanto potrebbe costare negli USA un nuovo farmaco anticancro ad azione immunologica. In Europa esistono, a differenza di quanto accade oltre oceano, strumenti di contrattazione dei prezzi gestiti dalle Agenzie regolatorie e in Italia siamo i più bravi nel gioco al ribasso. Ma parliamo oggi di costi tra 50 e 150 mila euro per anno di cura con un incremento della spesa su base storica che da un +5,8% degli ultimi 5 anni balzerà nel 2018 a +17% per straripare nel medio periodo a valori stimati in +47%.

Curare più persone più a lungo fino a guarirne il 20% in più rispetto agli anni 90 comporta un incremento di spesa. La farmacogenomica e l’immunoterapia, potenziali drivers di ulteriore miglioramento, rischiano di generare insostenibilità economica anche nei Paesi a più alto reddito. Per farvi fronte, possiamo e dobbiamo liberare risorse all’interno del sistema ottimizzando la nostra capacità di diagnosi e cura (11 mld di sprechi nel 2014), riformando la complessità amministrativa (3 mld), contrastando la corruzione (9 mld), favorendo prevenzione e corretti stili di vita, fermando i tagli indiscriminati ai fondi della Sanità già tra i più bassi d’Europa (7,6% del PIL).

Ma il nodo resta il prezzo dei farmaci: eccessivo e ingiustificato? Siamo riuniti a congresso a Napoli proprio per discutere soluzioni percorribili e condivise. Fondi speciali per l’innovazione sono indispensabili nel breve. Occorre però in parallelo studiare soluzioni strutturali, forme di rimborso basate su un indice di costo-efficacia che premi con trasparenza la ricerca di valore. Solo così potremo garantire nel lungo periodo le cure migliori ai nostri ammalati e mantenere in futuro i risultati che oggi l’Europa ci invidia, senza incidere troppo sulle tasche degli italiani”. 

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano è considerato per efficienza uno dei migliori al mondo e ha garantito nel corso della sua storia cure efficaci e gratuite all’intera popolazione. In quest’ambito, le Oncologie Mediche ospedaliere hanno rappresentato lo strumento fondamentale per l’erogazione dell’assistenza oncologica ma contemporaneamente i Primari Oncologi non hanno trascurato gli aspetti organizzativi e gestionali, consapevoli dell’importanza che una spesa efficiente può garantire a tutti un’assistenza di qualità.
Il punto d’arrivo del Congresso CIPOMO consisterà nell’evidenza dell’interesse del Servizio Sanitario Nazionale ad avere al suo interno un’Oncologia Medica ospedaliera forte e ben strutturata perché essa è sicuramente una risorsa che favorisce e supporta la sostenibilità dell’assistenza oncologica.
Un ospite d’eccezione aprirà la prima giornata di Congresso: Richard Schilsky, Chief Medical Officer di ASCO - American Society of Clinical Oncology, che ripercorrerà venti anni di successi dell’oncologia medica nella lotta contro il cancro. “Vent’anni fa i tumori venivano trattati principalmente sulla base dell’istologia, della sede d’insorgenza e delle dimensioni, ed esistevano pochissimi biomarcatori associati alla prognosi o in grado di orientare la scelta terapeutica. Le opzioni di trattamento disponibili erano circa 200 in meno di quelle che abbiamo a disposizione oggi.

Da allora, la mortalità per cancro negli Stati Uniti è diminuita nella misura dell’1-2% all’anno ed attualmente esistono più di 14 milioni di persone guarite dal cancro. Un andamento simile è stato osservato in Italia e in altri Paesi economicamente sviluppati. I progressi futuri nella lotta al cancro dipenderanno dal mantenimento degli investimenti nella ricerca di base, dai nuovi disegni degli studi clinici per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci e dalla condivisione globale delle informazioni in modo che ciascun paziente affetto da cancro possa trarre beneficio dall’esperienza di tutti i pazienti affetti da cancro nel mondo”.
Vincenzo Montesarchio, Primario di Oncologia Medica presso AORN Ospedali dei Colli di Napoli, e Bruno Daniele, Primario di Oncologia Medica dell’AO G. Rummo di Benevento, nonché Presidenti del XX Congresso Nazionale CIPOMO, definiscono così il percorso di queste tre giornate: “Abbiamo voluto organizzare un calendario fitto di momenti d’incontro, approfondimento e confronto fra i protagonisti di questo settore con l’obiettivo di analizzare i temi proposti da tutte le possibili angolazioni, seguendo un ideale filo conduttore che partendo dalla storia degli ultimi venti anni di ricerca e progressi in oncologia, potesse arrivare all’analisi dei diversi aspetti ad essi collegati.

Dalla valutazione del rapporto costo/efficacia dei farmaci e dei trattamenti, al confronto fra diversi sistemi europei di rimborso; dalla presentazione dei progressi ottenuti grazie alle nuove terapie immunologiche e a bersaglio molecolare, alla riflessione sui punti di contatto con altre figure professionali che possano aiutare i Primari Oncologi ad affrontare scenari futuri sempre più complessi (per esempio la figura fondamentale dell’ingegnere gestionale e l’importanza del suo lavoro in ambito oncologico); dalla proposta di una riflessione sul pericoloso connubio fra criminalità e salute pubblica attraverso l’intervento del Dott. Roberto Pennisi, magistrato e sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, al racconto di storie speciali e uniche che daranno voce ai pazienti, centro indiscusso dell’attività degli oncologi medici”.