Oncologia-Ematologia

Zibotentan delude nel carcinoma prostatico avanzato

AstraZeneca oggi ha annunciato i risultati negativi di uno studio di fase III su zibotentan, un nuovo farmaco antagonista del recettore dell'endotelina-1 studiato nel trattamento del carcinoma prostatico resistente alla castrazione (CRPC). Lo studio ha valutato l'efficacia di 10mg di zibotentan addizionati al trattamento standard in 594 pazienti con CRPC.

Nel trial (denominato studio 14) il farmaco non ha mostrato un significativo miglioramento dell'endpoint primario di sopravvivenza globale in pazienti con CRPC. La sicurezza e la tollerabilità sono risultate paragonabili a quelle ottenute negli studi precedenti.

Sulla base di tale risultato, AstraZeneca ha deciso, per il momento,  di non inviare alle autorità regolatorie la richiesta di approvazione del farmaco.

Il programma clinico di zibotentan, che ha arruolato circa 3mila pazienti, include altri due studi, denominati studio 15 e studio 33, che valuteranno rispettivamente l'efficacia del farmaco rispetto al placebo in pazienti con carcinoma prostatico non metastatico e l'efficacia del farmaco addizionato alla chemioterapia rispetto al solo trattamento standard in pazienti con carcinoma metastatico. I risultati di questi due studi sono previsti per il 2011.

Zibosentan è un nuovo farmaco che agisce bloccando la via dell'endotelina-1, un peptide con funzioni di segnale che ha numerose funzioni fisiologiche. Uno dei suoi recettori, ETB, è down regolato nelle cellule prostatiche tumorali, mentre ETA è over espresso. Quest'ultimo è quindi un potenziale bersaglio farmacologico per la cura del tumore alla prostata. Uno di questi antagonisti selettivi e zibotentan.

Il cancro della prostata colpisce principalmente gli uomini oltre i 50 anni. A livello mondiale, più di 670mila uomini soffrono di tale patologia che rappresenta il secondo tipo di tumore più frequente negli uomini dopo quello al polmone. E' stato calcolato inoltre che circa 1 su 5 pazienti con questa patologia svilupperà CRPC. I pazienti con questa tipo di tumore alla prostata non rispondono ai trattamenti che bloccano l'azione del testosterone e la chemioterapia è l'unico trattamento che fino a ora ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza.