Ortopedia e Reumatologia

ACR, sì alla quarta dose di vaccino anti-Covid a mRNA nei pazienti reumatologici

L'American College of Rheumatology ha aggiornato per la quinta volta le sue raccomandazioni relative alla vaccinazione anti-Covid 19 nei pazienti affetti da malattie reumatologiche e muscoloscheletriche, raccomandando una quarta dose di vaccino a mRNA nei pazienti immunocompromessi, allineandosi alle raccomandazioni dei Centers of Disease Control and Prevention (CDC) Usa.

L’American College of Rheumatology ha aggiornato per la quinta volta le sue raccomandazioni relative alla vaccinazione anti-Covid 19 nei pazienti affetti da malattie reumatologiche e muscoloscheletriche, raccomandando una quarta dose di vaccino a mRNA nei pazienti immunocompromessi, allineandosi alle raccomandazioni dei Centers of Disease Control and Prevention (CDC) Usa.

Nello specifico, i pazienti in terapia immunosoppressiva o immunomodulante, notoriamente tendenti allo sviluppo di una risposta non totalmente soddisfacente al vaccino, dovrebbero, innanzi tutto, ricorrere alla terza dose di vaccino a mRNA come parte integrante del ciclo vaccinale primario (almeno 28 giorni dopo la seconda dose), per essere successivamente sottoposti ad una quarta dose (booster) 5 mesi dopo la terza dose, per un totale di 4 dosi di vaccino a mRNA.

La raccomandazione in questione si applica sia per il vaccino Pfizer-BioNTech – approvato negli Usa in tutti gli individui a partire dai 5 anni di età – sia per il vaccino Moderna (approvato nei soli individui adulti in questa area geografica).

Ad oggi, negli Usa, non è ancora approvata la dose addizionale di richiamo del vaccino Johnson & Johnson monodose. Tuttavia, sia i CDC che ACR raccomandano una dose aggiuntiva di vaccino a mRNA almeno due mesi dopo il vaccino monodose in questione.

Da ultimo, le ultime linee guida ACR sulle vaccinazioni anti-Covid 19 si applicano indipendentemente dal fatto che i pazienti siano andati incontro ad infezione naturale di SARS-Cov-2, responsabile di Covid-19.

Non solo vaccini
Sul fronte dell’impiego degli anticorpi monoclonali, le nuove linee guida hanno riaffermato il supporto a favore del ricorso alla profilassi pre- e post- esposizione a SARS-CoV-2 con gli anticorpi monoclonali, ove disponibili, nei pazienti a rischio elevato con malattia reumatologica infiammatoria e autoimmune.

Va tenuto presente, come ribadito dagli estensori del documento ACR, che la Fda ha limitato l’impiego di alcuni anticorpi monoclonali per manifesta inefficacia contro la variante omicron del coronavirus SARS-CoV-2. Tuttavia, nei pazienti con malattia reumatologica infiammatoria e autoimmune che sono a rischio elevato, ACR raccomanda la profilassi pre-esposizione con gli anticorpi monoclonali – ad esempio tixagevimab associato a cilgabimab – se approvati, sotto autorizzazione dell’ente regolatorio Usa, all’impiego in emergenza.

L’ACR ha inviato per la pubblicazione il draft di queste raccomandazioni alla rivista peer-reviewed Arthritis  & Rheumatology,  con dettagli aggiuntivi sugli studi clinici, i dati disponibili e i punti di discussione emersi che hanno avuto un impatto sulla loro elaborazione -
Una volta pubblicate, le raccomandazioni, nella loro forma definitiva, saranno rese disponibili anche sul sito dell’Associazione scientifica americana dei reumatologi Usa.

Nicola Casella

Fonte: 
https://www.rheumatology.org/Portals/0/Files/COVID-19-Vaccine-Clinical-Guidance-Rheumatic-Diseases-Summary.pdf