Algodistrofia, studio italiano conferma efficacia del neridronato anche per via intramuscolare

Buone notizie per i pazienti colpiti da algodistrofia, patologia spesso sotto-diagnosticata e considerata orfana, si tratta dei risultati preliminari dello studio italiano NAIMES/32 che saranno presentati dal dott. Massimo Varenna nel corso del congresso della Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) in corso a Bologna dal 24 al 26 Ottobre.

Buone notizie per i pazienti colpiti da algodistrofia, patologia spesso sotto-diagnosticata e considerata orfana, si tratta dei risultati preliminari dello studio italiano NAIMES/32 che saranno presentati dal dott. Massimo Varenna nel corso del congresso della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) in corso a Bologna dal 24 al 26 Ottobre.

“Lo studio clinico realizzato in doppio cieco contro placebo, in collaborazione con 7 centri italiani, ha analizzato 78 pazienti –  spiega il dott. Massimo Varenna, Direttore dell'Unità Operativa Semplice di Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’ASST Gaetano Pini-CTO e membro della SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi e delle Malattie del Metabolismo Minerale e dello Scheletro) – e ha dimostrato che l’algodistrofia può essere efficacemente trattata anche somministrando il Neridronato per via intramuscolare (70% di risposta positiva a due settimane dal trattamento). La conferma dell’efficacia della via di somministrazione intramuscolare consentirà ai pazienti di seguire l’unica terapia efficace senza la necessità di fare riferimento a strutture ospedaliere, accorciando quindi l’intervallo di tempo tra esordio di malattia ad inizio della cura, variabile cruciale che influenza il raggiungimento del pieno successo terapeutico ”.

Un percorso di ricerca decennale
Lo studio NAIMES/32 conclude quindi un percorso iniziato circa 10 anni fa che ha visto nel 2013 la dimostrazione dell’efficacia del Neridronato con la pubblicazione dello studio “Treatment of Complex Regional Pain Syndrome type I with neridronate: a randomized, double-blind, placebo-controlled study” che prevedeva la somministrazione per via endovenosa, in ambiente ospedaliero e nel Febbraio 2014 l’ottenimento della specifica indicazione di AIFA quale trattamento di scelta della Sindrome Algodistrofica .

L’Algodistrofia o Complex Regional Pain Syndrome di tipo I (CRPS-I), ha un’incidenza stimata di 26 casi su 100.000 soggetti l’anno, presenta tipiche manifestazioni cliniche costituite da un intenso processo infiammatorio nelle sedi di malattia al quale si accompagna la manifestazione scheletrica che è rappresentata da una severa demineralizzazione dello scheletro della mano e del piede che può giungere ad un livello tale da causare fratture. Nella maggior parte dei casi la malattia si sviluppa in seguito a un trauma, ma il dolore scatenato è in genere sproporzionato rispetto a quello atteso in base al trauma stesso. Il sintomo dominante è il dolore che assume i caratteri particolari propri dell’iperalgesia (dolore sproporzionato allo stimolo) e dell’allodinia (dolore scatenato anche da stimoli che normalmente non inducono alcuna sintomatologia dolorosa). Se non trattata precocemente l’algodistrofia può causare invalidità permanente nella funzione della mano e del piede, con tutto quello che questo può comportare per la qualità di vita del paziente.

Il Neridronato è un aminobisfosfonato con attività anti-riassorbitiva in grado di determinare la riduzione del turnover osseo: questa proprietà è alla base dell’uso della molecola nell’Osteogenesi Imperfetta e nella malattia ossea di Paget. Nell’Algodistrofia esercita un’azione terapeutica interferendo con le cellule infiammatorie che si accumulano nel sito di malattia. Il Neridronato è l’unico bisfosfonato con indicazione per il trattamento dell’Algodistrofia e ha mostrato un profilo di sicurezza elevato sia nella popolazione adulta che in quella infantile.