Una metanalisi di studi per lo più osservazionali appena pubblicata su Arthritis Care & Research, mostra che i due anticorpi monoclonali adalimumab e infliximab offrono un beneficio simile ai bambini affetti da uveite cronica autoimmune ed entrambi sono superiori a etanercept.

Infatti, su oltre 200 bambini (tanti erano quelli inclusi negli studi considerati nella metanalisi), l’87% (IC al 95% 75-98%) di quelli trattati con adalimumab e il 72% (IC al 95% 64-79%) di quelli trattati infliximab hanno risposto al trattamento contro solo il 33% (IC al 95% 19-47%) di quelli trattati con etanercept.

La differenza tra le percentuali di risposta ad adalimumab e infliximab non è risultata statisticamente significativa (P = 0,08), mentre quella tra etanercept e ciascuno degli altri due biologici sì (P <0,001).

L’uveite cronica non infettiva nei bambini è associata a diverse malattie sistemiche, in particolare l’artrite idiopatica giovanile.

L'approccio terapeutico abituale prevede l’uso di immunosoppressori per alleviare l'infiammazione, prevenire la perdita della vista e ridurre la necessità di corticosteroidi.

I pazienti che non rispondono alle terapie immunosoppressive tradizionali oggi hanno la possibilità di provare gli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF), ma ci sono evidenze sparse su quale, tra i vari agenti disponibili, potrebbe essere preferibile.

Per colmare questa lacuna, gli autori del lavoro, guidati da un italiano (Gabriele Simonini, della reumatologia pediatrica dell’Università di Firenze) hanno eseguito una ricerca bibliografica, individuando in letteratura 23 studi in cui si sono valutate l'efficacia e la sicurezza d’uso degli inibitori del TNF in bambini affetti da uveite cronica autoimmune che non avevano risposto ai DMARD convenzionali. La maggior parte degli studi identificati erano di tipo retrospettivo.

Dei 229 bambini studiati in totale (di cui un terzo femmine), 144 erano stati trattati con infliximab , 54 con etanercept e 31 con adalimumab. La malattia si era manifestata in media a 6,3 anni e i bambini avevano iniziato la terapia con gli anti-TNF a 11.

In 151 casi, la condizione di base era l'artrite idiopatica giovanile, mentre pochi bambini avevano la malattia di Behcet , la sarcoidosi ad esordio precoce e altre malattie rare.

Il dosaggio degli anti-TNF somministrati variava da studio a studio. Etanercept è stato dato al dosaggio standard di 0,4 mg/kg due volte alla settimana in diversi studi, ma ai bambini con malattia di Behçet sono stati somministrati 50 mg a settimana. Il dosaggio di adalimumab variava da 24 mg/m2 ogni 2 settimane a 40 mg/m2 ogni settimana, mentre quello di infliximab da 3 mg/kg a 20 mg/kg a intervalli di 2-8 settimane.

Al di là della risposta, tra gli outcome riportati in molti degli studi c’erano la remissione, l’interruzione del trattamento con gli anti-TNF e quella di altre terapie.

Nel complesso, i bambini che hanno sospeso la terapia anti-TNF sono stati il 26% tra quelli trattati con etanercept, per lo più per via della mancanza di efficacia, il 17,3% di quelli in terapia con infliximab, nella maggior parte dei casi per mancanza di efficacia e in tre bambini perché si era raggiunta la remissione della malattia, e il 13% di quelli in trattamento con adalimumab, sia a causa di eventi avversi sia per mancanza di efficacia

Negli 11 studi che hanno riportato le‘percentuali di remissione, uno studio su etanercept nella malattia di Behçet ha evidenziato che tutti e quattro i bambini trattati erano in remissione dopo diverse settimane; con adalimumab, 20 bambini su 25 sono andati in remissione dopo 3 mesi e con infliximab 47 su 54 hanno raggiunto la remissione dopo una mediana di 10 settimane.

Negli studi che riportavano dati sulla sospensione degli steroidi sistemici, tutti e quattro i bambini in cura con etanercerpt sono riusciti a farne a meno, mentre nel caso di adalimumab quelli che hanno potuto interromperli sono stati 26 su 31 e nel caso di infliximab 96 su 113.

Negli studi che hanno riportato i risultati sull’acutezza visiva, il 72,7% dei pazienti trattati con infliximab e il 79,3 % di quelli trattati con adalimumab è migliorato o si è stabilizzato contro il 23% di quelli trattati con etanercept .

Eventi avversi quali le infezioni sono stati riportati da sei bambini in terapia con etanercept, 13 trattati con adalimumab e 28 con infliximab.

Nella discussione, gli autori specificano che il livello di evidenza fornito dalla loro metanalisi è di tipo 2a e sottolineano di non poter raccomandare un singolo trattamento di scelta, sebbene i loro dati suggeriscano che infliximab e adalimumab siano entrambi preferibili a etanercept per questa condizione.

Pertanto, concludono, c’è urgente necessità di studi clinici multicentrici randomizzati e controllati per determinare con precisione il ruolo dei diversi anti-TNF nell’uveite cronica autoimmune infantile.

G. Simonini, et al. Current evidence of anti-TNF treatment efficacy in childhood chronic uveitis: a systematic review and meta-analysis approach of individual drugs. Arthritis Care Res 2013; doi: 10.1002/acr.22214.
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