Anti-TNF non aumentano rischio di cancro nei bambini con malattie autoimmuni, giÓ pi¨ alto di suo

Il trattamento con inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF) di pazienti in etÓ pediatrica con malattie autoimmuni non ha aumentato in modo significativo il rischio di neoplasie maligne, sebbene il rischio di cancro fosse pi¨ alto di quello della popolazione generale. Lo rivela uno studio retrospettivo pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases.

Il trattamento con inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF) di pazienti in età pediatrica con malattie autoimmuni non ha aumentato in modo significativo il rischio di neoplasie maligne, sebbene il rischio di cancro fosse più alto di quello della popolazione generale. Lo rivela uno studio retrospettivo pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases.

Tra i bambini con artrite idiopatica giovanile (JIA), con malattia infiammatoria intestinale (IBD) o psoriasi a placche, che ricevono la terapia anti-TNF, il rapporto di incidenza standardizzato per malignità è risultato di 2,9 (IC 95% 1,6-4,9), secondo Timothy Beukelman, MD, dell'Università di Alabama a Birmingham e colleghi.
Mentre per i bambini con questi disturbi che non hanno avuto esposizione anti-TNF, il rapporto di incidenza standardizzato è stato di 2,1 (IC 95% 1,5-2,9).

Nonostante quasi 20 anni di esperienza con gli inibitori del TNF, permangono preoccupazioni circa il potenziale di malignità tra i pazienti che ricevono questi trattamenti. Si tratta infatti di agenti che bloccano gli effetti della citochina TNF, che svolge un ruolo cruciale nella sorveglianza immunitaria contro il cancro e le infezioni.

Il sospetto di effetti cancerogeni dei TNF inibitori
Otto anni fa, un rapporto della Fda aveva identificato 48 casi di malignità tra gli utilizzatori pediatrici di inibitori del TNF, suggerendo la possibilità che la terapia di blocco del TNF fosse associata al cancro nei pazienti giovani.

Tuttavia, come sottolineato da Beukelman e colleghi, «questo rapporto presentava molti limiti, tra cui la mancata considerazione di un possibile aumento del rischio di neoplasie associate alle condizioni sottostanti trattate con inibitori del TNF (cioè, aumento del rischio di malignità) o possibile aumento del rischio associato ad altri farmaci immunosoppressivi».

Pertanto, per fornire un quadro più completo dei rischi di malignità nella popolazione pediatrica, il team ha analizzato i dati di Medicaid per gli anni 2000-2010 e quelli di Truven MarketScan per gli anni 2010-2014, in modo da riflettere sia i dati assicurativi finanziati dal governo che quelli commerciali.
I tassi di cancro tra i pazienti con JIA, IBD o psoriasi con e senza esposizione anti-TNF sono stati confrontati con i tassi attesi per età, sesso e razza nel database Surveillance, Epidemiology and End Results.

I risultati dell’analisi retrospettiva
I ricercatori hanno identificato 28.005 pazienti con JIA, 24.035 con IBD e 31.438 con psoriasi nei registri assicurativi nazionali, rispettivamente comprendenti 7.419, 6.808 e 1.371 utilizzatori di TNF.

Gli inibitori del TNF più comunemente usati erano etanercept (Enbrel) nel 37% dei casi, infliximab (Remicade) nel 34% e adalimumab (Humira) nel 29%.
Durante 30.703 anni-persona di follow-up per i pazienti esposti agli inibitori del TNF, ci sono stati 15 nuovi casi di cancro, mentre in 121.801 anni-persona tra i pazienti non esposti, ci sono stati 42 tumori maligni.

Le neoplasie nel gruppo esposto al TNF erano linfomi in sei pazienti, tumori cerebrali in tre, leucemia in due, melanomi maligni in due e uno in ciascuno dei tumori dell'osso e del fegato.

Quando le tre condizioni erano considerate separatamente, i rapporti di incidenza standardizzati per il non-utilizzo anti-TNF erano pressoché identici: 2,1 (IC 95% 1.1-3.5) per JIA, 2,1 (IC 95% 1.1-3.6) per IBD e 2,1 (95% CI 1.1-3.5) per la psoriasi.

Tra gli utilizzatori invece, i rapporti di incidenza standardizzati erano 3,1 (IC 95% 1.3-6.1) in JIA e 3,3 (IC 95% 1.3-6.9) per IBD. Non sono state riscontrate neoplasie con l'uso di anti-TNF per la psoriasi.

Negli adulti con artrite reumatoide è stato riportato un rischio da tre a quattro volte maggiore di linfoma, sia per i pazienti con uso di inibitori del TNF sia per quelli con malattia altamente attiva e non esposti a inibitori del TNF. Nell'attuale coorte pediatrica, vi erano tre linfomi in pazienti con JIA e tre in quelli con IBD con uso anti-TNF. Tra i non utilizzatori c'erano tre linfomi in pazienti con IBD e sei in pazienti con psoriasi.

Per le tre condizioni combinate, i rapporti di incidenza standardizzati per il linfoma erano 6,0 (IC 95% 2,4-14,5) tra gli esposti all'anti-TNF e 2,7 (IC 95% IC 1,2-5,2) tra i non esposti. Gli autori hanno fatto presente di non essere in grado di pesare i dati in base alla gravità e all'attività della malattia, che poteva influenzare il rischio di linfoma, e che pertanto non erano in grado di escludere un aumento del rischio per il linfoma.

Hanno anche sottolineato che la loro analisi era limitata dal basso numero di tumori maligni osservati, ma che, nel complesso, l'uso di inibitori del TNF nei bambini non sembrava "sostanzialmente" aumentare i rischi di cancro.

Altre limitazioni dello studio includevano la sua dipendenza dai registri amministrativi e la breve durata del follow-up.

In conclusione, i ricercatori hanno affermato che «il nostro studio dimostra che la diagnosi di JIA, IBD pediatrica o psoriasi a placche aumenta il rischio di base di neoplasia e che l'uso di inibitori del TNF non sembra aumentare ulteriormente in modo significativo questo rischio nei primi anni dopo l'uso, con la possibile eccezione del linfoma. Si rendono necessari ulteriori dati in merito all’utilizzo a lungo a termine degli inibitori del TNF».

Beukelman T et al. Risk of malignancy associated with paediatric use of tumour necrosis factor inhibitors. Annals of the Rheumatic Diseases Published Online First: 09 February 2018