Nei pazienti con artrite reumatoide (AR) già trattati senza successo con uno o più inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF), il trattamento con tofacitinib può produrre miglioramenti clinici e abbassare l’attività della malattia, A suggerirlo è un’analisi dei dati combinati di 9 studi di fase II e III, su un totale di 614 pazienti, presentata tra i late-breaking abstracts al congresso dell’American College of Rheumatology (ACR), a Washington.

Nella sua comunicazione, Gerd Burmester, del Charité Hospital di Berlino, ha riferito che tra tutti i pazienti che non avevano risposto agli anti-TNF, le  risposta ACR20 è stata del 43,7% nel gruppo trattato con tofacitinib 5 mg due volte al giorno, del 50% in quello trattato con 10 mg due volte al giorno e del 24% nel gruppo placebo (P < 0,0001).

Tofacitinib è un inibitore della Janus chinasi (JAK), attivo per via orale, che è stato approvato dalla Fda nella prima settimana di novembre per il trattamento dell’artrite reumatoide.

Il farmaco ha dimostrato la sua efficacia in una serie di studi di fase II e III e di estensione a lungo termine, anche tra i pazienti refrattari, difficili da trattare .

Per indagare meglio sull'utilità del farmaco in questo sottogruppo di pazienti, Burmester e gli altri autori hanno analizzato i dati combinati di nove studi clinici randomizzati, con particolare attenzione ai risultati di 619 pazienti che erano stati già trattati in precedenza con inibitori del TNF.

Nel complesso, tofacitinib si è dimostrato più efficace del placebo nel ridurre segni e sintomi della malattia e nel migliorare la funzionalità fisica (come dimostrato dai valori dell’ACR20 e dell’HAQ-DI), indipendentemente dal fatto che i pazienti non avessero risposto adeguatamente a uno oppure a due anti-TNF.

Tra i pazienti già trattati con un solo anti-TNF, la risposta ACR20 è stata del 46,2% con tofacitinib 5 mg, 50% con 10 mg e 27,4% con placebo (P < 0,01 per i 5 mg; P < 0,0001 per i 10 mg ). Nel sottogruppo già trattato con due inibitori del TNF, invece, la risposta ACR20 è stata rispettivamente del 40,6% e 53,1% con 5 mg e 10 mg contro il 15,6% con il placebo (P < 0,01 per i 5 mg; P < 0,0001 per i 10 mg ).

Oltre a migliorare la risposta ACR, il trattamento con tofacitinib ha migliorato rispetto al placebo i punteggi relativi al grado di disabilità, con una riduzione media dell’HAQ-DI di 0,30 punti nel gruppo 5 mg, 0,42 punti nel gruppo 10 mg contro 0,08 nel gruppo placebo (P < 0,0001 per entrambi i confronti.
Nel sottogruppo già trattato con un solo inibitore del TNF, la riduzione media dell'indice di disabilità è stata rispettivamente di 0,30 punti e -0,46 punti contro 0,09 punti con il placebo (P <0.001 per i 5 mg; P < 0,0001 per i 10 mg ), mentre nel sottogruppo già trattato con due anti- TNF, le riduzioni media sono state rispettivamente di 0,39 e 0,41 punti contro 0,10 (P <0,01).

I ricercatori hanno poi analizzato i risultati di due studi di estensione a lungo termine, combinando i dati ottenuti coin i due diversi dosaggi, e hanno osservato che dopo 24 mesi, il 32,8% dei pazienti aveva un punteggio del DAS28 inferiore a 3,2, indice di una bassa attività di malattia e il 17,9% aveva raggiunto la remissione clinica, definita come un punteggio del DAS28 inferiore a 2,6.

"Trovo davvero notevole che si possa raggiungere e mantenere una bassa attività di malattia in questa popolazione difficile da trattare" ha detto Burmester.

A proposito di tofacitinib, Eric Matteson, direttore del dipartimento di reumatologia della Mayo Clinic di Rochester, ha detto che questo farmaco è molto promettente in termini di efficacia e ha un profilo di sicurezza ragionevole, ma il suo ruolo effettivo dipenderà da come si comporterà nella pratica clinica quotidiana, dalla sua sicurezza a lungo termine e dal costo, che sarà un parametro decisivo. Da questo punto di vista, ha detto il reumatologo, .tofacitinib dovrebbe avere costi simili a quelli dei farmaci biologici.

G. Burmester, et al. Short- and long-term efficacy of tofacitinib, an oral Janus kinas inhibitor, in the treatment of patients with rheumatoid arthritis and an inadequate response to TNF inhibitors: analyses of pooled phase 2, phase 3, and long-term extension studies" ACR 2012; abstract L12.

Alessandra Terzaghi