Artrite idiopatica giovanile, accertato legame con l'aumento dell'infiammazione alle gengive

Ortopedia e Reumatologia

Rispetto agli adolescenti in buone condizioni di salute, quelli affetti da artrite idiopatica giovanile (AIG) si caratterizzano per un incremento della gengivite, indipendentemente dall'igiene orale. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Pediatric Rheumatology che suggerisce l'esistenza di differenze del microbiota orale specifiche per questa popolazione di pazienti alla base dell'associazione sopra indicata.

Rispetto agli adolescenti in buone condizioni di salute, quelli affetti da artrite idiopatica giovanile (AIG) si caratterizzano per un incremento della gengivite, indipendentemente dall’igiene orale. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Pediatric Rheumatology che suggerisce l’esistenza di differenze del microbiota orale specifiche per questa popolazione di pazienti alla base dell’associazione sopra indicata.

I presupposti dello studio
L’artrite idiopatica giovanile (AIG) rappresenta una condizione reumatologica di frequente riscontro, che può portare a disabilità significativa. “Per quanto le cause non siano note, rendendo ad oggi impossibile la prevenzione o la guarigione da questa condizione – ricordano i ricercatori nell’introduzione al lavoro – si ipotizza che alcuni fattori stimolanti ambientali interagiscono con alcuni geni specifici legati all’antigene umano HLA e al sistema immunitario innato associati con la malattia”.

L’esistenza di un legame tra il microbioma e il sistema immunitario non è una novità assoluta in Reumatologia, essendo già stato implicato nella patogenesi di alcune malattie infiammatorie croniche ad insorgenza nell’adulto, come l’artrite reumatoide (AR): ”Alterazioni della composizione del microbiota orale sono state documentate nella malattia parodontale – ricordano i ricercatori – e questa condizione è stata associata, in alcuni studio, proprio all’AR”.

L’espressione genica nell’AIG ricalca meccanismi di attivazione del sistema immunitario innato e adattativo simili a quelli osservati nella malattia parodontale, pur in assenza, allo stato attuale, di una chiara documentazione a favore dell’esistenza di un legame meccanicistico tra le due malattie.

“Per quanto la malattia parodontale sia osservata molto raramente nella popolazione pediatrica – spiegano i ricercatori – la gengivite, un processo infiammatorio precursore dell’insorgenza di malattia parodontale, si manifesta nel 70% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, con tassi di prevalenza ancora più elevati durante l’adolescenza. Alcune gengiviti pediatriche sono associate ad uno shift della composizione della flora batterica orale a batteri anaerobi patogenici gram-negativi e a spirochete. Alcuni, ma non tutti gli studi che hanno riportato tassi elevati di gengivite e di carie in bambini affetti da AIG non hanno potuto escludere la possibilità che la cattiva igiene orale osservata fosse dovuta a disabilità per la presenza di artralgia alle dita o alle articolazioni temporo-mandibolari”.

L’obiettivo del nuovo studio, pertanto, è stato quello di distinguere i segni di malattia parodontale o di gengivite da altri parametri legati all’igiene orale, e di descrivere la composizione del microbiota orale associato con l’AIG, ipotizzando la possibilità di identificare alcuni segni di malattia parodontale e pattern distinti di disbiosi batterica in alcuni sottotipi specifici di AIG.

Disegno e risultati principali
Lo studio ha preso in considerazione i dati relativi a 85 adolescenti, aventi un’età compresa tra i 10 e i 18 anni, affetti da un particolare sottotipo di AIG (malattia oligoarticolare, oligoarticolare estesa o poliarticolare), nonché quelli relativi a un gruppo di controllo, costituito da 62 pazienti pediatrici sottoposti a cure odontoiatriche e da 11 volontari sani.

I medici odontoiatri coinvolti hanno effettuato l’ispezione del cavo orale,  mappando una serie di indici che ci permettono di valutare la condizione generale del cavo orale (indici gengivali, di placca, di flora batterica parodontale, di sanguinamento delle gengive).

Al contempo, gli sperimentatori hanno raccolto informazioni anche su  alcune caratteristiche legate allo stato di salute, riferite dagli stessi pazienti o dai loro genitori, tra i quali la conoscenza di alcuni fattori che giocano un ruolo nella salute orale.

Inoltre, è stato fatto un approfondimento analitico dei profili microbici su alcuni campioni di placca sopra-gengivale, utilizzando il sequenziamento genico di 16S rRNA.

Da ultimo, è stato utilizzanto un modello statistico matematico ad hoc per misurare la differenza della composizione del microbiota orale nei pazienti affetti da AIG e nella popolazione pediatrica del gruppo di controllo.
Passando ai risultati, è emerso che, rispetto ai pazienti pediatrici sottoposti a cure odontoiatriche, i pazienti con AIG mostravano un significativo sanguinamento gengivale, indicativo di aumento di gengivite anche dopo aggiustamento dei dati per alcune caratteristiche demografiche (p=0,02).

L’analisi di regressione lineare ha mostrato che la differenza aggiustata del sanguinamento gengivale rilevato tra la coorte di pazienti con AIG e la coorte di controllo non era statisticamente significativa, anche se suggeriva un trend ad un maggior sanguinamento nella coorte di pazienti con AIG.

Sulla base degli indici dentali, invece, è emerso che i pazienti con AIG non mostravano una peggiore igiene orale rispetto agli altri, e che non vi era un’associazione tra l’attività di malattia e gli indici in questione.

L’analisi della composizione del microbiota orale nei pazienti con AIG ha rivelato, invece, l’esistenza di una maggiore diversità di composizione rispetto a quanto osservato nei volontari sani.
In particolare, mentre la flora batterica dei pazienti con AIG era particolarmente ricca di specie batteriche appartenenti ai generi Streptococcus, Haemophilus e Kingella, i controlli mostravano livelli elevati di batteri appartenenti ai generi Actinomyces e Corynevacterium.

Non solo: nel gruppo di pazienti con AIG poliarticolare si sono avuti livelli più elevati di batteri appartenenti ai generi Porphyromonas e Rothia, mentre nel gruppo di controlli si sono avuti livelli più elevati di batteri del genere Prevotella.

Riassumendo
Lo studio ha documentato che l’elevata infiammazione gengivale osservata nei pazienti pediatrici con AIG è indipendente dall’igiene orale e, in generale, dallo stato di salute del cavo orale, mentre la variazione della composizione microbica del microbiota orale dei pazienti con AIG suggerisce l’esistenza di un’associazione tra la gengivite e l’infiammazione sinoviale.

Pertanto, “…la comprensione del ruolo dei patogeni orali come stimolo e fattore di “cronicizzazione” dell’infiammazione nell’AIG potrebbe condurre a migliori approcci di prevenzione e trattamento, a condizione che si faccia un ulteriore lavoro a “monte”, finalizzato ad approfondire il ruolo delle risposte immunitarie alle singole specie microbiche sopra elencate”.

Nicola Casella

Bibliografia
Grevich S, Lee P, Leroux B, et al. Oral health and plaque microbial profile in juvenile idiopathic arthritis. Pediatr Rheumatol. 2019;17(1):81.
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