Artrite idiopatica giovanile severa, dati "real world" eccellenti per etanercept

Ortopedia e Reumatologia

I risultati di uno studio pubblicato su Rheumatology e condotto su una coorte di bambini affetti da artrite idiopatica giovanile severa (JIA) e provenienti dalla pratica clinica reale quotidiana, hanno documentato il raggiungimento di un' eccellente risposta ACR Pedi e dell'outcome MDA (minima attività di malattia), in un'ampia percentuale di questi pazienti, entro un anno dall'inizio del trattamento con etanercept. Inoltre, lo studio ha documentato il raggiungimento di una risposta eccellente al trattamento soprattutto nei bimbi più piccoli rispetto a quelli di età più avanzata, nonché in quelli non necessitanti del trattamento con corticosteroidi.

I risultati di uno studio osservazionale britannico, pubblicato online ahead-of-print su Rheumatology e condotto su una coorte di bambini affetti da artrite idiopatica giovanile severa (JIA) e provenienti dalla pratica clinica reale quotidiana, hanno documentato il raggiungimento di un' eccellente risposta ACR Pedi e dell'outcome MDA (minima attività di malattia), in un'ampia percentuale di questi pazienti, entro un anno dall'inizio del trattamento con etanercept.

Nello specifico, metà dei piccoli pazienti con JIA trattati con etanercept hanno raggiunto l'outcome MDA entro i primi 12 mesi dall'inizio del trattamento. Inoltre, lo studio ha documentato il raggiungimento di una risposta eccellente al trattamento con etanercept soprattutto nei bimbi più piccoli rispetto a quelli di età più avanzata, nonché in quelli non necessitanti del trattamento con corticosteroidi.


JIA, una malattia multiforme

La JIA, denominata in precedenza artrite reumatoide giovanile, è la malattia reumatica più comune dell'infanzia. Viene definita come una artrite persistente per più di 6 settimane e che insorge prima dei 16 anni.

Si può presentare nel bambino in tre forme:
la forma oligo o pauciarticolare: è la più frequente; interessa al massimo 4 articolazioni e quasi sempre “grandi articolazioni” come ginocchia, caviglia, gomiti e polsi. Durante il corso della malattia il numero delle articolazioni coinvolte può aumentare; in questo caso si parla di forma oligoarticolare “estended”, cioè estesa ad altre articolazioni
la forma poliarticolare: sono colpite più di 4 articolazioni fin dalla diagnosi e in genere anche le piccole articolazioni delle mani o dei piedi
la forma sistemica: in questi bambini prevalgono le manifestazioni di un’infiammazione generalizzata (malessere, febbre elevata, particolari macchie sulla pelle, ingrandimento del fegato, della milza e dei linfonodi). In questa forma, l’artrite può comparire più tardi, anche dopo settimane o mesi di malattia.

Le bambine e le ragazze sono più colpite dei maschi. La JIA è più frequente nel Nord Europa e meno nei paesi mediterranei.


Standard di cura e razionale dello studio

La prima linea di trattamento nei piccoli pazienti affetti da JIA poliarticolare comprende solitamente il ricorso a metotressato (MTX). Nei piccoli non responder e in quelli intolleranti al MTX, è possibile ricorrere ai farmaci biologici.

Etanercept è un farmaco anti-TNFalfa già approvato da tempo dall'EMA nella cura delle AIG che non rispondono in maniera adeguata ai DMARD tradizionali.

Obiettivo del nuovo studio è stato quello di analizzare le variazioni di attività di malattia e di esplorare i fattori associati alla risposta in una coorte di bambini con JIA, provenienti dalla pratica clinica reale, nel corso dei primi 12 mesi dall'inizio del trattamento con etanercept.


Descrizione dello studio e risultati principali

Lo studio ha reclutato 496 bambini con JIA che hanno iniziato il trattamento con etanercept in uno studio osservazionale britannico (the British Society for Paediatric and Adolescent Rheumatology Etanercept Cohort Study).

La risposta al trattamento è stata valutata come variazione del punteggio JADAS-71 (Juvenile arthritis disease activity score-71), un'eccellente risposta (ACR Pedi 90) e il raggiungimento dell'outcome MDA ad un anno.

Le variazioni del punteggio JADAS-71 sono state valutate nel corso del tempo. Inoltre, sono state condotte analisi di regressione logistica per identificare i fattori associati con gli outcome “ACR Pedi 90” e “MDA”.

Nel corso del reclutamento nello studio, e a distanza di 6 e 12 mesi, sono stati raccolti dati demografici, sulla durata e l'attività di malattia, sulle terapie in corso, nonché dati anamnestici relativi alla presenza di uveite cronica anteriore.

La maggior parte dei partecipanti allo studio era di sesso femminile (67%), con un'età mediana di 11,2 e una durata mediana di malattia pari a 3 anni. Il sottotipo di JIA maggiormente rappresentato era costituito dalla poliartrite sieronegativa per il fattore reumatoide (36%).

Inoltre i pazienti, al reclutamento, si caratterizzavano per un valore mediano di 6 articolazioni attive, una valutazione globale dello stato fisico pari a 4,2 su 10 e punteggi relativi al dominio “dolore” pari a 4,8 su 10.
Più della metà del campione assumeva MTX in concomitanza con etanercept (55%), mentre il 28% del campione assumeva corticosteroidi orali in concomitanza con il farmaco anti-TNF.

Nel corso dello studio, il 3% dei pazienti ha interrotto il trattamento con etanercept per mancanza di efficacia, il 2% in ragione della sviluppo di eventi avversi (AE) e l'1% per altre ragioni.

I risultati ad un anno dall'inizio del trattamento con etanercept hanno documentato il raggiungimento della risposta ACR Pedi 30, 50 e 70, rispettivamente, nel 74%, 69% e 56% dei pazienti. Inoltre, il punteggio mediano JADAS-71 si è ridotto da 16,6 (valore iniziale) a 3,7 (p<0,001).
L' analisi multivariata ha indicato nella ridotta durata di malattia (OR=0,91; IC95%=0,85-0,97), nella malattia che non necessita di ricorso ai CS (OR=0,48; IC95%= 0,29-0,80) e nell'anamnesi positiva di uveite cronica anteriore i fattori predittivi indipendenti di raggiungimento della risposta ACR Pedi 90 ad un anno.
E' probabile, a quest'ultimo riguardo, che l'associazione della risposta Pedi 90 con la durata di malattia rifletta condizioni peggiori di limitazione o di dolore articolare, caratteristiche che potrebbero essere meno responsive alla terapia con farmaci anti-TNF, secondo gli autori.
Infine, l'analisi multivariata dei fattori associati con la maggiore probabilità di raggiungere l'outcome “MDA” ad un anno, ha documentato la presenza di associazioni significativa con la più giovane età (OR=0,60 per un'età uguale o superiore a 9 anni; IC95%= 0,38-0,95) e con il mancato utilizzo di CS orali (OR=0,57; IC95%= 0,35-0,93).


Implicazioni dello studio

In conclusione, i risultati di questo studio condotto su una coorte di bambini affetti da JIA severa, provenienti dalla pratica clinica reale, evidenziano come una proporzione significativa di questi piccoli pazienti abbia raggiunto l'outcome della risposta ACR Pedi 90 e l'outcome MDA entro 12 mesi dall'inizio del trattamento con etanercept. L'osservazione di una risposta più ampia nei pazienti più giovani e in quelli con una storia di uveite sollecita la messa a punto di nuovi studi che siano in grado di determinare se quanto osservato possa dipendere da differenze relative al fenotipo di malattia, alla farmacocinetica o all'aderenza al trattamento prescritto.

Nicola Casella


Bibliografia
Kearsley-Fleet L, et al "Factors associated with improvement in disease activity following initiation of etanercept in children and young people with juvenile idiopathic arthritis: results from the British Society for Pediatric and Adolescent Rheumatology Etanercept Cohort Study" Rheumatology 2015; DOI: 10.1093/rheumatology/kev434.
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