Artrite idiopatica giovanile sistemica, OK ai FANS... ma non per tutti

Stando ai risultati di uno studio pubblicato online su Pediatric Rheumatology, che comunque necessita di conferme in trial clinici futuri, il trattamento monoterapico con FANS è in grado di portare a malattia clinicamente inattiva parte della popolazione pediatrica affetta da artrite idiopatica giovanile sistemica (sJIA). Esiste, tuttavia, una controindicazione, evidenziata nello studio, a questa opzione di trattamento nei bambini con sJIA di età superiore agli 8 anni, con più di 5 articolazioni coinvolte o con livelli di proteina reattiva C >13 mg/dL.

Stando ai risultati di uno studio pubblicato online su Pediatric Rheumatology, che comunque necessita di conferme in trial clinici futuri,  il trattamento monoterapico con FANS è in grado di portare a malattia clinicamente inattiva parte della popolazione pediatrica affetta da artrite idiopatica giovanile sistemica (sJIA).

Esiste, tuttavia, una controindicazione, evidenziata nello studio, a questa opzione di trattamento nei bambini con sJIA di età superiore agli 8 anni, con più di 5 articolazioni coinvolte o con livelli di proteina reattiva C >13 mg/dL.

Razionale dello studio
Nel corso degli ultimi 20 anni si è assistito ad un marcato miglioramento degli outcome di JIA, ricordano gli autori nell'introduzione allo studio.

Nel caso specifico dell'artrite idiopatica giovanile sistemica (sJIA), l'introduzione di nuove opzioni farmacologiche ha trasformato il trattamento della malattia.

“Nel recente passato – continuano i ricercatori -  molti reumatologi pediatrici hanno trattato la sJIA ricorrendo ad un approccio a piramide, con la base costituita dai FANS e/o dagli steroidi, per poi salire fino alla cima, rappresentata di DMARDs o dai farmaci biologici”.

Ciò detto – la Consensus del 2012 del gruppo CARRA (the Childhood Arthritis and Rheumatology Research Alliance) sui protocolli di trattamento delle artriti in età pediatrica non include in nessun caso il ricorso alla monoterapia con FANS (2), contrariamente alle raccomandazioni del 2011 (con relativo aggiornamento nel 2013) relative al trattamento dell'artrite idiopatica giovanile, che prevedono 4 opzioni di trattamento iniziale della sJIA: FANS, corticosteroidi, DMARDs e farmaci biologici (3).

L'assenza di trial comparativi impedisce la possibilità di implementare dei suggerimenti relativi al trattamento del singolo pazienti pediatrico sulla base dei dettami della evidence-based medicine: “Per questo motivo – spiegano i ricercatori – le raccomandazioni di trattamento ad oggi disponibili al riguardo si basano fondamentalmente su un consenso di esperti”.

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di passare in rassegna e di analizzare il trattamento e gli outcome dei bambini affetti da sJIA e di determinare il ruolo, in questo contesto, della monoterapia con FANS.

Disegno dello studio e risultati principali
In questo studio di coorte sono stati reclutati 87 soggetti in età pediatrica (da 0 a 18 anni con diagnosi di sJIA posta tra il 2000 e il 2014). Su questa popolazione è stata effettuata dai ricercatori una recensione dei dati sulla demografia dei pazienti e le caratteristiche di malattia allo scopo di identificare i predittori di risposta alla monoterapia con FANS.

Cinquantuno pazienti (degli 87 iniziali) erano stati sottoposti a monoterapia con FANS: nello specifico, il 69% era stato trattato con naprossene, il 24% con indometacina, il 6% con sulindac e il 2% con ibuprofene.

Dai risultati dell'analisi è emerso, innanzi tutto,  che 13 bambini dei 51 sottoposti a monoterapia con FANS avevano raggiunto la condizione di malattia clinicamente inattiva (CID), in assenza di trattamenti concomitanti.

La conta iniziale alla diagnosi è risultato essere il solo predittore indipendente di raggiungimento della CID (p=0,01), mentre l'età alla presentazione della malattia (
Dallo studio è emerso che i medici erano più restii a provare il trattamento monoterapico con FANS se il paziente era affetto da sierosite o da sindrome da attivazione macrofagica alla diagnosi.
 
I ricercatori hanno anche osservato che, nei soggetti non responsivi alla monoterapia con FANS, l'81% di questi ha raggiunto la CID rispetto all'82% di quelli che non erano stati sottoposti al trattamento con questa opzione farmacologica (p=0,89).

Da ultimo, i pazienti che avevano risposto al trattamento con FANS hanno raggiunto la CID molto più velocemente di quelli che non avevano tratto beneficio da questa opzione di trattamento (p=0,004).

Riassumendo
Pur con alcuni limiti metodologici intrinseci (disegno osservazionale, numero limitato di pazienti), i risultati dello studio hanno documentato la capacità della monoterapia con FANS di raggiungere la CID in un piccolo sottogruppo di pazienti con sJIA.

“Questo studio, pertanto – concludono i ricercatori – può essere di aiuto ai reumatologi pediatrici per indirizzarli alla stratificazione del rischio dei propri pazienti alla diagnosi, quando si decide di tentare l'approccio terapeutico con FANS in monoterapia”.

Ciò detto, gli stessi ricercatori suggeriscono la necessità di validare i risultati ottenuti in una coorte più ampia di pazienti, auspicabilmente ricorrendo all'implementazione di trial clinici randomizzati ad hoc.

Nicola Casella

Bibliografia
Sura A et al. Patient characteristics associated with response to NSAID monotherapy in children with systemic juvenile idiopathic arthritis. Pediatric Rheumatology201816:2
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