Artrite psoriasica, abatacept migliora gli outcome riferiti dai pazienti

Il trattamento con abatacept migliora molti outcome riferiti dai pazienti (PRO) affetti da artrite psoriasica (PsA). Lo dimostrano i risultati di uno studio di fase 3, recentemente pubblicato sulla rivista Arthritis Research & Therapy, che ha documentato i maggiori benefici del trattamento in questione nella sottopopolazione di pazienti con livelli elevati di CRP al basale e naive al trattamento con farmaci anti-TNF.

Il trattamento con abatacept migliora molti outcome riferiti dai pazienti (PRO) affetti da artrite psoriasica (PsA). Lo dimostrano i risultati di uno studio di fase 3, recentemente pubblicato sulla rivista Arthritis Research & Therapy, che ha documentato i maggiori benefici del trattamento in questione nella sottopopolazione di pazienti con livelli elevati di CRP al basale e naive al trattamento con farmaci anti-TNF.

L’impatto della PsA sulla qualità di vita dei pazienti e il ruolo dei PRO
Come è noto, la PsA è un'artrite cronica infiammatoria associata a psoriasi e ad altre manifestazioni quali le artriti periferiche, le spondiliti, l'entesite e la dattilite.

I pazienti che ne sono affetti riferiscono dolore significativo e problemi relativi alla produttività lavorativa e alla presenza sul posto di lavoro. L'impatto negativo della PsA si estende, però, anche ad aspetti fisici ed emozionali della vita dei pazienti, misurabili grazie ad alcuni outcome riferiti dai pazienti (PROs).  Ad esempio, i pazienti con PsA riferiscono un peggioramento della qualità della vita legata allo stato di salute (HRQOL) rispetto sia alla popolazione generale che ai pazienti affetti solo da psoriasi.

Perchè scegliere i PRO come target di efficacia?
Sia ACR che EULAR hanno individuato nei PRO dei fattori importanti  da considerare nella determinazione dell'attività di malattia dei pazienti, raccomandandone la valutazione nella pratica clinica quotidiana quando si considera la risposta alla terapia. Da ultimo, anche gli enti regolatori preposti hanno raccomandato l'impiego dei PRO come misure aggiuntive della efficacia di un trattamento nei clinical trial sulla PsA.

Cosa è abatacept?
Abatacept è una proteina di fusione costituita dalla porzione Fc della immunoglobulina G1 e dal dominio extracellulare dell'antigene 4 del linfocita T citotossico.
La molecola, disponibile in Italia per il trattamento dell'AR dal 2007, è un modulatore selettivo della co-stimolazione delle cellule T, che previene l'attivazione di queste cellule mediante blocco dei segnali di co-stimolazione richiesti per generare una risposta immunitaria alle proteine e agli antigeni peptidici.

A luglio del 2017, la Commissione Europea ha approvato abatacept, da solo o in combinazione con metotrexato, per il trattamento della PsA attiva in pazienti adulti per i quali la risposta alla precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), incluso il metotrexato, si sia dimostrata inadeguata e non fosse richiesta una terapia sistemica addizionale per le lesioni cutanee della psoriasi.

Lo studio: disegno e risultati principali
Lo studio di fase 3 appena pubblicato, noto con l’acronimo ASTRAEA (the phase 3 Active pSoriaTic aRthritis rAndomizEd triAl) ha reclutato 424 pazienti con PsA, randomizzandolo, secondo uno schema 1:1, al trattamento per 24 settimane con abatacept sottocute 125 mg in somministrazione settimanale o con placebo.

Alla fine delle 24 settimane, a tutti i partecipanti allo studio era somministrato abatacept in aperto. Il protocollo dello studio consentiva una transizione precoce al trattamento con abatacept (a partire dalla 16sima settimana) per quei pazienti che non avevano sperimentato almeno un miglioramento del 20% della conta delle articolazioni dolenti e tumefatte.

E' stata effettuata una valutazione, sia sulla popolazione generale dello studio (analisi intent-to-treat pre-specificata) che su sottogruppi stratificati in base ai livelli iniziali di CRP e al trattamento pregresso con farmaci anti-TNF, delle variazioni medie dal basale a 16 settimane (tutti i pazienti) e a 24 settimane degli outcome seguenti: punteggi relativi ai domini “fisico” e “mentale” del questionario SF-36; punteggio HAQ-DI di disabilità, punteggi DLQI (Dermatology QoL Index) e FACIT-F (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue).

Inoltre, è stata analizzata nella popolazione totale dello studio la proporzione di pazienti che ha sperimentato un miglioramento a 16 settimane, rispetto al basale, di dimensioni uguali o superiori alla differenza minima clinicamente importante (MCID) del punteggio SF-36 totale (≥2,5) e dei relativi domini (≥5,0), del punteggio FACIT-F(≤−4,0), e HAQ-DI (≤–0,35).

Passando ai risultati, il 35,7% dei pazienti trattati con abatacept e il 42,2% di quelli del gruppo placebo sono risultati eleggibili per la transizione precoce al trattamento attivo a 16 settimane.

Quanto ai PRO, questi sono risultati migliori nel gruppo trattato con abatacept vs. placebo (p<0,05), con un numero maggiore di miglioramenti di questi outcome riferiti a 16 settimane risultati superiori alla MCID del punteggio SF-36 totale e dei relativi domini, nonché dei punteggi FACIT-F e HAQ-DI.

Non solo: i partecipanti allo studio i cui livelli di CRP erano al di sopra del limite superiore di normalità al basale hanno mostrato miglioramenti dei PRO a 16 settimane di portata più ampia, mentre quelli naive ai farmaci anti-TNF hanno sperimentato miglioramenti di entità maggiore dei punteggi SF-36 e dell’indice FACIT-F rispetto a quelli non naive al trattamento.

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori non hanno sottaciuto alcuni limiti metodologici intrinseci del loro lavoro, quali l’esecuzione post-hoc di confronti di alcuni punteggi, nonché la presenza di un ampio numero di pazienti che è andato incontro a switch precoce in aperto con abatacept.

Inoltre, è stata anche documentata una riduzione nel tempo di alcuni PRO, causa di effetti tardivi del trattamento, dei quali probabilmente non è stato tenuto il giusto conto.

Ciò detto, nel complesso, i risultati sono positivi e “…dimostrano che i benefici clinici sui segni e i sintomi di PsA, ottenuti grazie ad abatacept, si estrinsencano anche in un miglioramento clinicamente significativo di alcune PRO.

Nicola Casella

Bibliografia
Strand V et al. Improved patient-reported outcomes in patients with psoriatic arthritis treated with abatacept: results from a phase 3 trial. Arthritis Research & Therapy201820:269
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