I risultati di un’analisi integrata di due trial clinici di registrazione, presentati a San Diego nel corso della sessione annuale del Congresso dell’American College of Rheumatology, hanno mostrato come, in pazienti affetti da artrite psoriasica attiva, il trattamento con ustekinumab abbia determinato una inibizione del danno strutturale significativamente maggiore rispetto al placebo. In particolare, le analisi dei dati relative ai trial PSUMMIT I e II hanno mostrato come il trattamento con il farmaco ai dosaggi di 45 mg o 90 mg abbia determinato, rispetto al placebo, variazioni meno significative rispetto al basale, a 24 settimane, del punteggio radiografico totale dell’artrite psoriasica, espresso mediante il punteggio van der Heijde-Sharp (vdH-S) modificato.

Inoltre, nei pazienti trattati con ustekinumab, considerati per l’analisi combinata dei dati di entrambi i trials, è stato documentato il mantenimento dell’inibizione del danno strutturale fino a due anni di follow-up.

“I dati provenienti dall’analisi integrata degli studi registrativi PSUMMIT I e II mostrano l’efficacia di ustekinumab nell’inibire la progressione del danno strutturale in pazienti con artrite psoriasica attiva – ha dichiarato il prof. McInnes, docente di Medicina e Direttore presso the Institute of Infection, Immunity and Inflammation di Glasgow, Scozia, autore principale dello studio.”
“Queste nuove scoperte sono significative in quanto l’inibizione della progressione del danno articolare è parte integrante della gestione a lungo termine di questa malattia infiammatoria”.

Dettagli dello studio
In questa analisi integrata dei due studi PSUMMIT (Phase 3 Multicenter, Randomised, Double-blind, Placebo-controlled trials of Ustekinumab, a Fully Human anti-IL-12/23p40 Monoclonal Antibody, Administered Subcutaneously, in Subjects with Active Psoriatic Arthritis), 927 pazienti con artrite psoriasica attiva, nonostante il trattamento con DMARDs, FANS e farmaci anti-TNF, sono stati randomizzati al trattamento con ustekinumab 45 mg, 90 mg o a placebo all’inizio dello studio, dopo 4 settimane e poi ogni 12 settimane. I pazienti “non responders” al placebo (caratterizzati per un miglioramento percentuale inferiore al 5% della conta delle articolazioni dolenti e di quelle tumefatte rispetto alle condizioni di partenza) sono passati nel corso della sedicesima settimana al trattamento con ustekinumab 45 mg, mentre tutti gli altri pazienti del gruppo placebo sono passati al trattamento con il farmaco allo stesso dosaggio nel corso della 24esima settimana. I pazienti inizialmente allocati al trattamento con ustekinumab 45 mg che risultavano “non responders” al trattamento, invece, sono passati al dosaggio maggiore nel corso della sedicesima settimana. L’inibizione della progressione radiografica è stata valutata sulla base della variazione rispetto al basale del punteggio radiografico totale dell’artrite psoriasica, espresso mediante il punteggio van der Heijde-Sharp (vdH-S) modificato, una misura radiografica della distruzione articolare. Con questo metodo, la rilevazione di punteggi elevati è indice di maggior danno strutturale, mentre punteggi bassi sono espressione di un danno strutturale minore.

Nell’analisi integrata, alla 24esima settimana, i pazienti in trattamento con ustekinumab 45 mg o 90 mg mostravano una variazione media (± DS) dal basale del punteggio totale vdH-S pari a 0,40 (± 2,11) e a 0,39 (± 2,40) rispettivamente, rispetto ad una variazione media di 0,97 (± 3,85), osservata nel gruppo placebo (P=0,017 e P<0,001, rispettivamente).
I dati fino alla 52esima settimana hanno documentato il mantenimento dell’inibizione della progressione radiografica, con una variazione media dal basale pari, rispettivamente, a 0,58 (± 2,60) e a 0,65 (± 3,68) per i pazienti randomizzati ad ustekinumab 45 mg e 90 mg. I pazienti inizialmente randomizzati al trattamento con placebo passavano al trattamento con ustekinumab alla 16esima o alla 24esima settimana mostravano, invece, una variazione media pari a 1,15 (± 5,41) dal basale alla 52esima settimana.

I risultati del trial PSUMMIT I, considerati separatamente da quelli di PSUMMIT II, erano consistenti con l’analisi integrata, a dimostrazione dell’inibizione significativa del danno strutturale con ustekinumab a 24 settimane per entrambe le dosi testate del farmaco. Non è stato possibile, invece, discernere gli effetti del farmaco sull’inibizione della progressione del danno strutturale nel trial PSUMMIT II, più piccolo del precedente, nonostante un numero elevato di pazienti trattati con placebo fosse privo di documentazione radiografica (23%).

Nello studio PSUMMIT I, gli effetti sull’inibizione della progressione radiografica si sono mantenuti fino alla 100esima settimana, con una variazione media dal basale pari, rispettivamente, a 0,95 (± 3,82), 1,18 (± 5,52) e 2,26 (± 12,58) per i pazienti trattati con ustekinumab 45 mg, 90 mg e per quelli inizialmente allocati al gruppo placebo.

Lo studio, inoltre, ha fornito misure ulteriori di risposta clinica al trattamento fino alla 100esima settimana, quali la risposta ACR 20 (56,7% di pazienti in trattamento con ustekinumab 45 mg, 63,6% di pazienti in trattamento al dosaggio maggiore) e miglioramenti dell’indice HAQ-DI (Health Assessment Questionnaire Disability Index), della dattilite e dell’ entesite.
“Ustekinumab si è dimostrato efficace in clinica in molte aree di attività dell’artrite psoriasica, comprese non solo le articolazioni e la pelle, ma anche i tessuti articolari, inclusa la dattilite e l’entesite. I dati di questa analisi ne suggeriscono ora l’efficacia anche nell’inibizione della progressione del danno articolare valutato radiograficamente – ha dichiarato il prof. Kavanaugh, Direttore del Centro di Terapie Innovative e docente di Medicina presso la scuola di Medicina di S. Diego, Università della California, coautore dello studio.”

“I risultati a lungo termine provenienti dal trial PSUMMIT I supportano l’impiego di ustekinumab come nuova opzione di trattamento per i pazienti affetti da artrite psoriasica.”       
In entrambi gli studi PSUMMIT, la proporzione di pazienti in trattamento con ustekinumab o placebo che ha sperimentato almeno un AE o un AE serio nella fase controllata vs placebo (16 settimane) è risultata sovrapponibile. I dati di safety fino alla 52esima settimana dei pazienti in trattamento con ustekinumab 45 mg o 90 mg sono risultati consistenti con quelli osservati nella fase controllata vs placebo, con un’incidenza di AEs pari, rispettivamente, al 66,8% e al 64,7% nel trial PSUMMIT I e al 78,6% e al 77,9% per il trial PSUMMIT II.
L’incidenza di AEs seri nei pazienti trattati con ustekinumab 45 mg o 90 mg è stata pari, rispettivamente, al 5,9% e al 3,4% nel trial PSUMMIT I e al 5,8% per entrambi i dosaggi nel trial PSUMMIT II. Il farmaco è risultato ben tollerato fino a 108 settimane nel trial PSUMMIT I, con un profilo di sicurezza simile a quello osservato nella fase controllata va placebo e fino ad un anno.

Artrite Psoriasica
L’Artrite psoriasica è una malattia infiammatoria immuno-mediata cronica caratterizzata sia da flogosi delle articolazioni che da lesioni cutanee associate a psoriasi che colpisce sino a 37 milioni di persone nel mondo.   Anche se i dati di prevalenza dell’artrite psorisiaca, fra coloro che sono affetti da psoriasi, varino, le stime indicano che sino al 30% di questi soggetti possono sviluppare artrite infiammatoria.1  La malattia causa rigidità e tumefazione intra o periarticolare e solitamente si manifesta tra i 30 e i 50 anni, anche se può insorgere a qualsiasi età.   L’eziologia esatta dell’artrite psoriasica è sconosciuta, ma si ritiene che, allo sviluppo di questa malattia, concorrano fattori genetici, immunitari e ambientali.

Ustekinumab
Ustekinumab, antagonista dell’interleuchina (IL)-12 e IL-23, è approvato per il trattamento di pazienti adulti (dai 18 anni in poi) con psoriasi a placche di grado da moderato a grave, candidati per fototerapia o terapia sistemica. IL-12 e IL-23 sono proteine prodotte normalmente dall’organismo che si ritiene svolgano un ruolo in malattie infiammatorie quali la psoriasi e l’artrite psoriasica.
Recentemente, la Commissione Europea ha approvato l’utilizzo di ustekinumab, in monoterapia o in associazione a metotrexate, come terapia dell’artrite psoriasica attiva in pazienti adulti, nei quali si sia rivelato inadeguato il precedente trattamento con farmaci antireumatici non biologici (DMARD). 

Ustekinumab è stato scoperto da Janssen Biotech, Inc. che è titolare esclusivo dei diritti di commercializzazione del prodotto negli Stati Uniti. Le aziende farmaceutiche Janssen detengono i diritti di commercializzazione in esclusiva mondiale su ustekinumab, che è attualmente approvato per il trattamento della psoriasi a placche di grado da moderato a grave in 74 paesi.