Artrite psoriasica, attivitā di malattia contenuta tempestivamente e in modo duraturo con secukinumab

I pazienti con artrite psoriasica (PsA) trattati con secukinumab raggiungono un'attivitā minima di malattia in modo tempestivo e duraturo (2 anni), insieme al miglioramento di alcuni outcome riferiti dai pazienti (PRO). Questi i risultati di FUTURE 2, un trial, ancora in corso, i cui risultati a 2 anni di terapia sono stati pubblicati sulla rivista Arthritis Care & Research.

I pazienti con artrite psoriasica (PsA) trattati con secukinumab raggiungono un'attività minima di malattia in modo tempestivo e duraturo (2 anni), insieme al miglioramento di alcuni outcome riferiti dai pazienti (PRO). Questi i risultati di FUTURE 2, un trial, ancora in corso, i cui risultati a 2 anni di terapia sono stati pubblicati sulla rivista Arthritis Care & Research.

Secukinumab e interleuchina-17A (IL-17A)
Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina 17A (IL-17A) circolante.

Il secukinumab è il primo inibitore di IL-17A che ha conseguito risultati positivi negli studi di Fase III per il trattamento della  PsA e della SA, ed è approvato in Europa e negli USA per queste patologie. Il secukinumab è approvato per il trattamento della SA e della AP in Ecuador e in Bangladesh, e per il trattamento della AP in Giappone.

Inoltre, più di 50 Paesi hanno approvato il secukinumab per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa, inclusi i Paesi dell’Unione europea e Giappone, Svizzera, Australia, USA e Canada. In Europa il secukinumab è la prima terapia biologica di prima linea approvata per il trattamento sistemico della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti. Negli Stati Uniti il secukinumab è approvato come trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia.

Razionale dello studio
Il trial FUTURE 2 è uno studio multicentrico randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, controllato vs. placebo, che sta studiando l'efficacia e la sicurezza di secukinumab sottocute in sottopopolazioni di pazienti con PsA naive ai farmaci anti-TNF o con risposta inadeguata a questi farmaci.

Lo scorso mese di settembre sono stati pubblicati su Rheumatology risultati lusighieri di efficacia e di sicurezza del farmaco in questo setting di pazienti (2).

In quest'ultima pubblicazione, invece, ci si è focalizzati sulla capacità del farmaco di raggiungere e mantenere l'attività minima di malattia e su alcuni PROs.

Disegno dello studio
FUTURE 2 aveva reclutato pazienti con PsA attiva, randomizzati al trattamento con secukinumab 300 mg, 150 mg, 75 mg o a placebo.
I pazienti sono stati sottoposti a trattamento settimanale per le prime quattro settimane, e poi a trattamento mensile per le altre. I pazienti del gruppo placebo sono stati nuovamente sottoposti a procedura di randomizzazione al trattamento con secukinumab 300 mg o 150 mg sulla base della loro risposta clinica a 16 settimane.

La minima attività di malattia era raggiunta, in base al protocollo dello studio, se venivano soddisfatti più di 5 dei criteri seguenti: 1) conta articolazioni tumefatte ≤1; conta articolazioni dolenti ≤1; punteggio PASI ≤1; punteggio dolore percepito dai pazienti ≤15 su scala VAS; punteggio attività globale di malattia percepita dai pazienti ≤20; punteggio HAQ-DI (Health Assessment Questionnaire Disability)  ≤0,5; o punti entesici dolenti  ≤1.

Risultati principali
I risultati a 16 settimane hanno mostrato che il 28% dei pazienti del gruppo trattato con secukinumab 300 mg e il 23% dei pazienti trattati con il farmaco a dose dimezzata aveva raggiunto la minima attività di malattia, rispetto al 10% dei pazienti del gruppo placebo.

In particolare, nella coorte di pazienti naive ai farmaci anti-TNF, una proporzione maggiore di questi ha raggiunto lo stato di minima attività di malattia a 16 settimane con secukinumab ad entrambi i dosaggi testati (34% e 32%, rispettivamente), vs. placebo (13%).

Invece, nella coorte di pazienti che non rispondevano in modo adeguato ai farmaci anti-TNF, la percentuale di pazienti trattati con secukinumab che ha raggiunto la minima attività di malattia è stata pari, rispettivamente, al 15% e all'8% rispetto al placebo (3%).

Non solo: la condizione di minima attività di malattia è rimasta sostenuta durante i 2 anni di terapia e, da ultimo, sono stati osservati miglioramenti di entità maggiore degli outcome di QoL legati allo stato di salute (PRO) nei pazienti che avevano raggiunto la condizione di attività minima di malattia rispetto agli altri.

Riassumendo
In conclusione, i ricercatori hanno concluso che, sia nei pazienti naive ai farmaci anti-TNF che in quelli non respoder a questi farmaci, il trattamento con secukinumab ha permesso di raggiungere un'attività minima di malattia precoce e sostenuta nel tempo, insieme ad un miglioramento di alcuni PROs quali la QoL, l'astenia e la vita sociale.

NC

1) Coates LC, Mease PJ, Gossec L, et al. Minimal disease activity among active psoriatic arthritis patients treated with secukinumab: 2-year results from the FUTURE 2 study [published online February 6, 2018]. Arthritis Care Res (Hoboken). doi: 10.1002/acr.23537
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2) https://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/artrite-psoriasica-con-secukinumab-miglioramenti-clinici-rilevanti-dati-a-2-anni-su-rheumatology-24833