Artrite psoriasica, attività ridotta di malattia predice outcome efficacia con golimumab

I pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) che raggiungono la condizione di ridotta attività di malattia a seguito del trattamento con golimumab in 3 visite consecutive di controllo su 4, hanno una probabilità maggiore di presentare outcome di efficacia a lungo termine migliori nonché una riduzione della progressione radiografica di malattia rispetto ai pazienti che non raggiungono il target sopramenzionato. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato online sulla rivista Arthritis Care and Research.

I pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) che raggiungono la condizione di ridotta attività di malattia a seguito del trattamento con golimumab in 3 visite consecutive di controllo su 4, hanno una probabilità maggiore di presentare outcome di efficacia a lungo termine migliori nonché una riduzione della progressione radiografica di malattia rispetto ai pazienti che non raggiungono il target sopramenzionato.
Queste le conclusioni di uno studio pubblicato online sulla rivista Arthritis Care and Research.

Razionale dello studio                                       
Con l'avvento dei farmaci biologici e lo sviluppo di raccomandazioni treat-to-target per la gestione della PsA, i goal della terapia sono diventati più aggressivi. In questo contesto, la ridotta attività di malattia (MDA) si pone come un target oggettivo di efficacia del trattamento.

“I criteri per il raggiungimento della MDA nella PsA, un insieme composito di 7 strumenti utilizzati per valutare l'attività di malattia, sono già stati validati sia in studi osservazionali che in studi di intervento – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro.”

“Nei pazienti con PsA – continuano gli autori – il raggiungimento precoce della MDA potrebbe evitare, molto probabilmente, lo sviluppo di danno strutturale.

Golimunab è un farmaco anti-TNF utilizzato nel trattamento dell'artrite reumatoide (AR), dell'artrite psoriasica (PsA), sia in associazione con metotrexato (MTX) che singolarmente, nonchè della spondiloartrite assiale (sia spondilite anchilosante che spondilite assiale non radiografica) e della colite ulcerosa.

Obiettivo dello studio è stato quello di valutare la progressione radiografica di malattia a lungo termine e la funzione fisica in pazienti che avevano raggiunto o meno la MDA dopo 5 anni di partecipazione al trial GO-REVEAL, uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha coinvolto 405 pazienti adulti con artrite psoriasica (PsA) da almeno 6 mesi, in fase attiva (≥ 3 articolazioni tumefatte e ≥ 3 articolazioni dolenti) nonostante la terapia con FANS o DMARD.

Sintesi dello studio e dei risultati principali
Lo studio GO-REVEAL prevedeva una prima fase di trattamento in doppio cieco, della durata di 24 settimane, seguita da una fase di estensione, in aperto, con golimumab 50/100 mg, della durata di 5 anni.

In queste analisi post-hoc, la condizione di MDA era considerata raggiunta sulla base del soddisfacimento di almeno 5 misure di outcome su 7 (< o =1 articolazione tumefatta, < o =1 articolazione dolente, indice PASI< o =1, punteggio dolore riferito dal paziente < o =15, punteggio attività globale malattia riferita dal paziente < o =20 (range 0-100), punteggio HAQ-DI< o =0,5 e punto doloroso inserzionale (entesi)< o =1).

In questo modo, i ricercatori hanno osservato che, a seguito del trattamento con golimumab, si sono avuti tassi di risposta MDA significativamente più elevati rispetto ai pazienti randomizzati a placebo a 14 settimane (23,5% vs 1%; p<0,0001), a 24 settimane (28,1% vs 7,7%; p<0,0001) e ad un anno dall'inizio del trattamento (42,4% vs 30,2%; p=0,037).

La condizione di MDA è stata raggiunta almeno una volta da un paziente su due trattato con il farmaco anti-TNF.

Inoltre, indipendentemente dalla randomizzazione al trattamento, il raggiungimento della MDA in corrispondenza di 3 visite di controllo su 4 è risultato associato ad una progressione radiografica di malattia significativamente meno pronunciata e ad un miglioramento più rilevante delle componenti della MDA che permettono una valutazione specifica della funzione fisica (HAQ-DI) e dell'attività complessiva di malattia (valutazione globale dell'attività di malattia riferita dal paziente) a 256 settimane vs quanto osservato nei pazienti che non hanno raggiunto il target MDA.

Le analisi di regressione logistica, infine, hanno mostrato che, ad un incremento unitario del punteggio HAQ-DI, corrispondeva una riduzione significativa della probabilità di raggiungere il target MDA sia dopo 3 (OR=0,514) che dopo 4 (OR=0,480) visite di controllo consecutive.

In conclusione, in pazienti con PsA attiva, il raggiungimento del target MDA come parte della strategia T2T potrebbe assicurare benefici a lungo termine sia in termini di riduzione della progressione del danno radiografico che di riduzione della disabilità associata alla malattia.

Nicola Casella

Bibliografia
Kavanaugh A et al. Radiographic Progression of Patients With Psoriatic Arthritis Who Achieve Minimal Disease Activity in Response to Golimumab Therapy: Results Through 5 Years of a Randomized, Placebo-Controlled Study. Arthritis Care & Research Vol. 68, No. 2, February 2016, pp 267–274
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