Artrite psoriasica, bene upadacitinib in fase 3

Ortopedia e Reumatologia

Upadacitinib, inibitore di Jak chinasi prossimamente disponibile per il trattamento dell'artrite reumatoide (AR) in pazienti con risposta insoddisfacente o intolleratanti a MTX, si č dimostrato efficace e sicuro anche nel trattamento dell'artrite psoriasica (PsA), stando ai risultati principali del trial di fase 3 SELECT-PSA resi noti in anteprima da Abbvie, l'azienda che sta curando lo sviluppo clinico del farmaco.

Upadacitinib, inibitore di Jak chinasi prossimamente disponibile per il trattamento dell'artrite reumatoide (AR) in pazienti con risposta insoddisfacente o intolleratanti a MTX, si è dimostrato efficace e sicuro anche nel trattamento dell'artrite psoriasica (PsA), stando ai risultati principali del trial di fase 3 SELECT-PSA resi noti in anteprima da Abbvie, l'azienda che sta curando lo sviluppo clinico del farmaco.

Lo studio, multicentrico e in doppio cieco, ha messo a confronto l'efficacia e la sicurezza di upadacitinib vs. placebo e un farmaco anti-TNF (adalimumab). I pazienti sono stati randomizzati a trattamento giornaliero con upadacitinib 15 o 30, adalimumab 40 mg ogni 15 giorni, o placebo seguito da upadacitinib 15 o 30 mg in monosomministrazionbe giornaliera a 24 settimane.

L'endpoint primario del trial era dato dalla proporzione di pazienti che aveva raggiunto la risposta ACR20 a 12 settimane.

Risultati positivi sia per l'endpoint primario che per alcuni endpoint secondari di efficacia
Dai dati è emersa la non inferiorità di upadacitinib, ad entrambe le dosi testate, a 12 settimane rispetto ad adalimumab. Inoltre, dallo studio è emersa anche la superiorità del dosaggio più elevato del Jak inibitore (30 mg).

I pazienti trattati con upadacitinib 15 mg e 30 mg hanno raggiunto, a 12 settimane, le seguenti risposte ACR rispetto a placebo:
- ACR20: 71% vs. 79%, rispettivamente, vs. 36% (p<0,0001)
- ACR50: 38% vs. 52%, rispettivamente, vs. 13% (p<0,0001)
- ACR70: 16% vs. 25%, rispettivamente, vs. 2% (p<0,0001)

Non solo: ad entrambi i dosaggi testati, upadacitinib è risultato associato a miglioramenti statisticamente significativi di alcuni endpoint secondari chiavem quali:
- la variazione del punteggio di disabilità HAQ-DI a 12 settimane: -0,42 e -0,47, rispettivamente, rispetto a -0,14 con placebo (p<0,0001)
- il raggiungimento della risposta PASI75 a 16 settimane: 63% e 62% di pazienti, rispettivamente, rispetto al 21% dei pazienti trattati con placebo (p<0,0001)
- il raggiungimento delle minima attività di malattia (MDA) a 24 settimane: 37% e 45% di pazienti, rispettivamente rispetto al 12% di pazienti del gruppo placebo (p<0,0001)

Da ultimo, entrambi i dosaggi del farmaco hanno mostrato un'inibizione significativa della progressione radiografica di malattia, misurata come variazione, rispetto al basale, del punteggio Sharp/van der Heijde modificato per la PsA vs. placebo (p<0,01).

Per quanto riguarda la safety, invece, upadacitinib ha mostrato un profilo di eventi avversi paragonabile a quello visto negli studi clinici precedenti.

“I risultati dello studio SELECT-PsA1 hanno mostrato che entrambi i dosaggi del farmaco si sono dimostrati significativamente efficaci rispetto al placebo sui sintomi articolari e cutanei tipici della malattia psoriasica, come pure sull'inibizione della progressione radiografica di malattia – ha commentato il prof, Iain McInnes dell'Università di Glasgow -. I dati sono incoraggianti e si aggiungono al corpus crescente di evidenze sul potenziale di upadacitinib nel miglioramento degli outcome delle persone affette da PsA”.

NC