Artrite psoriasica, conferme per ixekizumab da dati fase di estensione P2-SPIRIT

Presentati nel corso dell'edizione 2017 del congresso ACR i risultati ad interim della fase di estensione del trial registrativo SPIRIT-P2, relativi all'impiego di ixekizumab in pazienti con artrite psoriasica (PsA) attiva, intolleranti o con risposta inadeguata al trattamento con farmaci anti-TNF. Da questi risultati preliminari sono emerse conferme del prosieguo a lungo termine degli effetti di miglioramento dei segni e dei sintomi di malattia, grazie all'impiego del farmaco anti-IL17A. Inoltre, stato confermato il profilo di sicurezza del farmaco, che si dimostrato sovrapponibile con quello osservato nei pazienti del trial nella fase in doppio cieco dello studio (popolazione intent-to-treat).

Presentati nel corso dell'edizione 2017 del congresso ACR, in corso a San Diego i risultati ad interim della fase di estensione del trial registrativo SPIRIT-P2, relativi all'impiego di ixekizumab in pazienti con artrite psoriasica (PsA) attiva, intolleranti o con risposta inadeguata al trattamento con farmaci anti-TNF (1).

Da questi risultati preliminari sono emerse conferme del prosieguo a lungo termine degli effetti di miglioramento dei segni e dei sintomi di malattia, grazie all'impiego del farmaco anti-IL17A. Inoltre, è stato confermato il profilo di sicurezza del farmaco, che si è dimostrato sovrapponibile con quello osservato nei pazienti del trial nella fase in doppio cieco dello studio (popolazione intent-to-treat).

Cosa è ixekizumab?
Frutto della ricerca Lilly, la molecola in questione è un anticorpo monoclonale IgG-4 che fa parte di una pattuglia di nuovi farmaci biologici che hanno come target l’IL-17A e che si affiancheranno agli attuali anti TNF ampiamente usati per la terapia delle patologia su base immunologica. IL17-A è una citochina che promuove sia l'infiammazione che il danno articolare stimolando l'attivazione e il traffico delle cellule immunitarie, inducendo citochine e chemochine pro-infiammatorie. In questo modo, IL17-A agisce da agente chemiotattico di neutrofili e monociti e stimola il rilascio di metalloproteasi di matrice  e di RANKL, che contribuiscono alla distruzione della cartilagine e dell'osso.

Razionale e disegno dello studio
Lo studio SPIRIT-P2 è un trial multicentrico di Fase 3, in doppio cieco. Tutti i 363 pazienti reclutati si caratterizzavano per una risposta inadeguata ad uno o più farmaci anti-TNF o per manifesta intolleranza a questi ultimi. Nel corso della prima fase del trial, in doppio cieco, della durata di 24 settimane, i pazienti erano stati randomizzati, secondo uno schema di trattamento 1:1:1 al trattamento sottocute con ixekizumab, al dosaggio mensile o quindicinale di 80 mg, dopo dose di partenza pari a 160 mg, oppure a trattamento con placebo (2).

Di questi, 310 hanno completato la fase in doppio cieco del trial e sono entrati nella fase di estensione dello studio (da 24 a 156 settimane).

I pazienti randomizzati ab initio al trattamento con ixekizumab hanno continuato il regime di trattamento con il farmaco anti-IL17A allo stesso dosaggio. I pazienti inizialmente allocati a placebo, invece, sono stati nuovamente randomizzati ad uno dei due dosaggi di ixekizumab a 16 (responder insoddisfacenti) o a 24 settimane.

Nell'analisi ad interim presentata al congresso, sono state analizzate sia l'efficacia (valutata fino a 52 settimane) che la sicurezza (fino a 156 settimane) del trattamento nei pazienti entrati nella fase di estensione dello studio, definita da tutti quei pazienti che erano stati trattati almeno una volta con l'inibitore di IL-17A.

I dati mancanti sono stati considerati come indice di non-risposta al trattamento.

Risultati principali
Nella prima fase del trial (quella in doppio cieco) era stata verificato il raggiungimento della risposta ACR20 a 24 settimane in una popolazione più ampia di pazienti trattati mensilmente (53%) o ogni 2 settimane (48%) rispetto a quanto documentato nel gruppo placebo (20%). L'età media dei pazienti che sono entrati nella fase in aperto dello studio era pari a 52, con una leggera prevalenza di soggetti di sesso femminile (53%), un tempo medio di insorgenza di malattia pari a 12 anni e una media di articolazioni dolenti e tumefatte all'inizio della studio pari, rispettivamente, a 23 e a 12 articolazioni coinvolte.

Nei pazienti della fase di estensione del trial che erano stati randomizzati inizialmente a trattamento mensile o quindicinale con ixekizumab, i dati di efficacia a 52 settimane sono stati i seguenti:
- la risposta ACR20 è stata raggiunta dal 68% dei pazienti randomizzati ab initio a trattamento mensile con ixekizumab e dal 59% di quelli randomizzati ab initio a trattamento quindicinale
- la risposta ACR50 è stata raggiunta dal 46% dei pazienti randomizzati ab initio a trattamento mensile con ixekizumab e dal 38% di quelli randomizzati ab initio a trattamento quindicinale
- la ACR70 è stata raggiunta dal 29% dei pazienti randomizzati ab initio a trattamento mensile con ixekizumab e dal 21% di quelli randomizzati ab initio a trattamento quindicinale

Nei pazienti della fase di estensione del trial inizialmente randomizzati a placebo, i dati di efficacia a 52 settimane, invece, sono stati i seguenti:
- La risposta ACR20 è stata raggiunta dal 61% dei pazienti randomizzati a trattamento mensile e dal 50% dei pazienti randomizzati a trattamento quindicinale con ixekizumab durante la fase di estensione
- La risposta ACR50 è stata raggiunta dal 44% dei pazienti randomizzati a trattamento mensile e dal 35% dei pazienti randomizzati a trattamento quindicinale con ixekizumab durante la fase di estensione
- La risposta ACR70 è stata raggiunta dal 24% dei pazienti randomizzati a trattamento mensile e dal 15% dei pazienti randomizzati a trattamento quindicinale con ixekizumab durante la fase di estensione

Nel corso della fase di estensione del trial SPIRIT-P2, i ricercatori hanno confermato il mantenimento, già documentato nella fase in doppio cieco, di alcuni endpoint chiave secondari con il trattamento con ixekizumab, quali la clearance cutanea e funzione fisica, misurati mediante gli indici PASI (the Psoriasis Area Severity Index) e il punteggio di disabilità HAQ-DI (the Health Assessment Questionnaire Disability Index) (HAQ-DI), rispettivamente.

Passando ai dati di safety, il profilo osservato nei pazienti trattati è risultato consistente con quanto già osservato nella fase in doppio cieco del trial, senza emersione di nuovi eventi avversi (AE).

Nello specifico, durante la fase di estensione, la maggioranza degli AE legati al trattamento è stata di severità lieve-moderata, includendo eventi di reazione al sito di infezione, infezioni a carico delle vie respiratorie superiori, nasofaringiti e sinusiti.

Inoltre, sono stati documentati seri in 15 pazienti durante la fase di estensione dello studio.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno sottolineato come i dati fin qui ottenuti siano molto promettenti per i pazienti che soffrono di malattia psoriasica a coinvolgimento articolare e cutaneo.

Lo scorso anno, la Commissione europea ha approvato ixekizumab per la terapia della psoriasi, sulla base dei risultati del programma di sviluppo clinico UNCOVER, recentemente pubblicati su NEJM.
Se i dati di questo trial di Fase III saranno confermati, ixekizumab diventerà, a breve, all'interno della area UE, il secondo farmaco anti IL-17 ad avere indicazioni anche nella PsA.

NC

Bibliografia
1) Genovese MC et al. Efficacy and Safety of Ixekizumab in Patients with Active Psoriatic Arthritis and Previous Inadequate Response to TNF Inhibitors: 52-Week Results from a Phase 3 Study. ACR 2017; Abstract n. 2969
Leggi

2) https://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/artrite-psoriasica-dal-spirit-p2-nuove-conferme-di-efficacia-per-ixekizumab-24497