Artrite psoriasica: cosa succede alle ossa di questi pazienti?

Stando ad uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research, i pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) sarebbero a rischio di perdita sistemica di tessuto osseo, che non Ŕ rilevata utilizzando i metodi tradizionali di scanning.

Stando ad uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research (1), i pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA) sarebbero a rischio di perdita sistemica di tessuto osseo, che non è rilevata utilizzando i metodi tradizionali di scanning.

Lo studio ha preso le mosse dall'esistenza di dati confliggenti in letteratura sull'esistenza di variazioni dell'osso in questi pazienti. Ciò in quanto la malattia è responsabile sia dei processi di depauperamento osseo che di eccessivo accrescimento di questo tessuto in prossimità dei tendini e dei legamenti, la qual cosa rende difficile una valutazione complessiva delle variazioni ossee (prevalenza di perdita o di crescita).

Per affrontare il problema, gli autori del nuovo studio hanno fatto ricorso ad una nuova tecnica, nota come tomografia computerizzata quantitativa periferica a risoluzione elevata (HR-pQCT), una tecnica che, al miglioramento della risoluzione, abbina la capacità di discriminare in modo indipendente tra osso corticale e osso trabecolare.

Sulla base di questi presupposti, gli autori hanno passato in rassegna i risultati di imaging delle ossa relativi a 50 pazienti con PsA non assiale, 30 pazienti con psoriasi della pelle e 70 volontari sani, focalizzando l'attenzione su radio ultradistale e periarticolare.

I risultati hanno documentato una riduzione della densità minerale di osso trabecolare, del volume trabecolare, del numero di osso trabecolare e un incremento della separazione trabecolare nei referti relativi ai pazienti con PsA rispetto ai controlli sani.

Ad esempio, la densità minerale ossea (DMO) nei pazienti con PsA è risultata pari a 162,1 +/- 39,8 mg/cc di idrossiapatite rispetto a 181,5 +/- 39 mg/cc nei controlli sani (p=0,021).

Il volume trabecolare osseo, invece, si è ridotto, in percentuale, del 12% nei pazienti con PsA rispetto ai controlli sani (rispettivamente  0,135  +/- 0,03  e  0,151 +/- 0,03 di volume osseo rispetto al volume totale) (p=0,020).

Infine, il numero di trabecole si è ridotto del 7,1% nei pazienti con PsA rispetto ai controlli (p=0,035) mentre al contrario, la separazione trabecolare è aumentata del 12% (p=0,028).

Lo studio, invece, non ha documentato variazioni di osso corticali tra i pazienti con PsA e i controlli sani, in contrasto con uno studio condotto dallo stesso gruppo di ricerca nel 2014 (2) - che aveva documentato perdite di osso corticale e trabecolare in pazienti affetti da artrite reumatoide - e con uno studio cinese (3).

A tal riguardo, gli autori del nuovo studio ipotizzano che l'etnia di provenienza possa giocare un ruolo nella presenza di risultati contraddittori tra di loro, ricordando come i risultati di uno studio condotto su donne USA di etnia cinese o Caucasica abbiano documentato risultati diversi tra i 2 gruppi.

I ricercatori hanno osservato, infine, come la psoriasi della pelle non sembri essere legata alla perdita di osso: i pazienti affetti da psoriasi cutanea ma non da artrite, infatti, mostravano valori dei parametri ossei sopra menzionati paragonabili a quelli dei controlli sani. Tuttavia, nei pazienti con PsA, la durata dei sintomi cutanei era legata alla severità delle variazioni ossee, a suggerire l'esistenza di un ruolo chiave dell'asse pelle-osso nell'evoluzione della malattia.

Indipendentemente dagli effetti della PsA vs la psoriasi da sola, il nuovo studio suggerisce come la perdita di massa ossea nella PsA possa essere predittiva di complicanze: il 14% dei pazienti con PsA reclutati nello studio, infatti, aveva una storia di frattura ossea a bassa intensità traumatica, a differenza dei soggetti affetti da psoriasi o dei volontari sani, nessuno dei quali aveva un'anamnesi positiva di frattura.

Inoltre, il nuovo studio suggerisce come i DMARD potrebbero non fare abbastanza per prevenire le fratture ossee – non essendo stata documentata l'esistenza di una relazione tra il manifestarsi dell'evento fratturativo e l'impiego di questi farmaci o di glucocorticoidi (GC).

“Non abbiamo documentato degli effetti negativi di questi trattamenti sulla qualità e la quantità di osso – hanno affermato gli autori dello studio – Tuttavia, va anche detto che le evidenze a favore o contro gli effetti positivi di questi trattamenti sono ancora molto limitate...per cui non si può suggerire di trattare la perdita sistemica di osso con farmaci anti-reumatici”.

In conclusione, i risultati dello studio suggeriscono come ci si debba prendere cura sia delle articolazioni che delle ossa dei pazienti affetti da PsA, dal momento che questi pazienti soffrono di perdita di massa ossea sia a livello locale che a livello sistemico.

Nicola Casella

Bibliografia

1. Kocijan R et al., Quantitative and Qualitative Changes of Bone in Psoriasis and Psoriatic Arthritis Patients. J Bone Miner Res 2015, 30: 1775–1783. doi: 10.1002/jbmr.2521
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2. Kocijan R et al. Decreased quantity and quality of the periarticular and non- periarticular bone in patients with rheumatoid arthritis: a cross- sectional HR-pQCT study. J Bone Miner Res. 2014 Apr;29(4):1005–14. 

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3. Zhu TY et al. Density, structure, and strength of the distal radius in patients with psoriatic arthritis: the role of inflammation and cardiovascular risk factors. Osteoporos Int. 2015 Jan;26(1):261–72. 
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