Artrite psoriasica, dati post-hoc confermano: entesite e dattilite migliorano con apremilast

Apremilast efficace nel trattamento dell'artrite psoriasica attiva, soprattutto nei confronti dell'entesite e della dattilite, due manifestazioni chiave della malattia psoriasica. La conferma giunge da un'analisi post-hoc dei dati provenienti dagli studi registrativi di fase III relativi all'impiego del farmaco nella PsA, recentemente pubblicata su RMD Open Rheumatic and Musculoskeletal Disorders.

Apremilast è efficace nel trattamento dell'artrite psoriasica attiva, soprattutto nei confronti dell'entesite e della dattilite, due manifestazioni chiave della malattia psoriasica.

La conferma giunge da un'analisi post-hoc dei dati provenienti dagli studi registrativi di fase III relativi all'impiego del farmaco nella PsA, recentemente pubblicata su RMD Open Rheumatic and Musculoskeletal Disorders.

Razionale e disegno dello studio
L'entesite e la dattilite sono parte integrante dello spettro di manifestazioni di malattia psoriasica ed hanno una notevole importanza in quanto difficili da trattare e in grado di impattare sulla severità complessiva di malattia.

Apremilast, un piccola molecola somministrabile per os che inibisce la PDE4, si è rivelata efficace nel trattamento della PsA nel programma di studi clinici PALACE (the Psoriatic arthritis long-term assessment of clinical efficacy). Gli studi PALACE 1,2 e 3 hanno effettivamente documentato l'efficacia della molecola sui sintomi articolari, la malattia cutanea, l'infiammazione sistemica, la dattilite e l'entesite in pazienti con esposizione pregressa a DMARDcs e DMARDb.

Nessuno di questi studi, tuttavia, preso singolarmente, era stato disegnato per ottenere risultati conclusivi significativi nei pazienti con entesite e/o dattilite.

Di qui il nuovo studio, che ha valutato specificatamente l'impatto del trattamento sull'entesite e la dattilite mettendo in pool i dati dei 3 trial clinici sopra menzionati.

In questo modo, i ricercatori hanno identificato 945 pazienti con entesite e 633 con dattilite al basale (dei 1.493 pazienti totali originariamente reclutati nei 3 studi.

I pazienti avevano un'età media di 50 anni e un”anzianità di malattia” di circa 7,5 anni; il punteggio medio iniziale MASES (the Maastricht Ankylosing Spondylitis Enthesitis Score) era pari a 4.8, mentre la conta media della dattilite era pari a 3,4.

Il trattamento si basava sull'impiego di apremilast al dosaggio di 30 o 20 mg bis die o di placebo. A 16 settimane dall'inizio del trattamento, era consentita l'uscita anticipata dal trial di appartenenza per quei pazienti la cui sintomatologia articolare non era migliorata di almeno il 20%; a 24 settimane, invece, tutti i pazienti inizialmente allocati al gruppo placebo sono passati a trattamento con apremilast.

A coloro i quali avevano completato la fase del trial di appartenenza in doppio cieco era concesso di entrare in una fase successiva di follow-up a lungo termine della durata di 5 anni.

In questa fase era concesso il ricorso a trattamento concomitante con MTX, FANS e prednisone a dosi ridotte.

Risultati principali
A 24 settimane, i pazienti in trattamento con apremilast 30 mg bis die hanno sperimentato un miglioramento significativo sia dell'entesite (variazione media: -1,3 vs. -0,9; p<0,05) che della dattilite (-1,8 vs -1,3; p<0,01) rispetto al placebo.
Non solo: i pazienti trattati al dosaggio maggiore di apremilast hanno mostrato variazioni medie e mediane significativamente più ampie del punteggio MASES (−23,6% vs −7,0%; p<0.05; −50,0% vs −21,1%; p<0,05) rispettivamente.

Quanto alla conta della dattilite, le variazioni medie e mediane di questo parametro sono risultate anch'esse numericamente differenti, anche se non statisticamente significative, nei pazienti trattati con apremilast (indipendentemente dal dosaggio) rispetto al placebo.

Da ultimo, nella popolazione di pazienti rimasta in trattamento con apremilast, il miglioramento medio e mediano osservato sia nell'entesite che nella dattilite si è mantenuto fino a 156 settimane.

Limiti e implicazioni future dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori non hanno potuto esimersi dal sottolineare la presenza di alcuni limiti metodologici intrenseci dello studio, che suggeriscono cautela nell'interpretazione dei risultati (natura post-hoc, eterogeneità delle misure utilizzate per valutare le manifestazioni di malattia chiave – entesite e dattilite.

Ciò premesso, i risultati di questa analisi in pool di dati provenienti dagli studi PALACE fornisce dati a lungo termine che suffragano l'efficacia di apremilast nel migliorate sia l'entesite che la dattilite nei pazienti con PsA attiva.

Apremilast, pertanto, si configura come un'opzione di trattamento efficace per la terapia a lungo termine dell'entesite e della dattilite in pazienti con PsA attiva.

Nicola Casella

Bibliografia
Gladman D, et al "Therapeutic benefit of apremilast on enthesitis and dactylitis in patients with psoriatic arthritis: a pooled analysis of the PALACE 1-3 studies" RMD Open 2018; doi:10.1136/rmdopen-2018-000669.
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