Artrite psoriasica e dieta pro-infiammatoria, esiste una relazione?

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of the American Academy of Dermatology ha dimostrato l'assenza di relazione tra l'adozione di una dieta pro-infiammatoria e l'incremento del rischio di incidenza di psoriasi, artrite psoriasica (PsA) o di dermatite atopica, nelle pazienti di sesso femminile. Mentre, dunque, il regime dietetico in questione potrebbe essere associato ad altri problemi di salute, non esistono, allo stato attuale, evidenze tali da consigliarne la sostituzione in ragione di un suo possibile impatto sulla malattia psoriasica o la dermatite atopica.

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of the American Academy of Dermatology ha dimostrato l’assenza di relazione tra l’adozione di una dieta pro-infiammatoria e l’incremento del rischio di incidenza di psoriasi, artrite psoriasica (PsA) o di dermatite atopica, nelle pazienti di sesso femminile.

Mentre, dunque, il regime dietetico in questione potrebbe essere associato ad altri problemi di salute, non esistono, allo stato attuale, evidenze tali da consigliarne la sostituzione in ragione di un suo possibile impatto sulla malattia psoriasica o la dermatite atopica.

Razionale e obiettivi dello studio
Che la dieta rappresenti un fattore di rischio modificabile implicato nell’infiammazione cronica sistemica e nello sviluppo/progressione di alcune malattie croniche è cosa nota da tempo: “Recenti metanalisi sottolineano il beneficio della dieta Mediterranea in termini di riduzione dei livelli circolanti di CRP, IL-6 e delle concentrazioni di adiponectina, in aggiunta alla riduzione del rischio di diabete e di cancro, due note patologie sostenute da meccanismi pro-infiammatori – ricordano i ricercatori nell’introduzione al lavoro -.

“Altrettanto recente  - continuano i ricercatori – è lo sviluppo di EDIP (The Empirical Dietary Inflammatory Pattern), una misura validata che, se si esprime con punteggi elevati, è indicativa di pattern dietetici associati a livelli elevati di TNF-alfa, CRP, IL-6 e adiponectina”.

La malattia psoriasica (declinata nelle sue manifestazioni più frequenti – psoriasi e PsA – è una condizione mediata da Th1 e Th17, che si caratterizza per la presenza di livelli sierici elevati di IL-6, CRP e TNF-alfa – marker noti di infiammazione sistemica, elevati anche in presenza di altre condizioni infiammatorie croniche come il diabete, le malattie CV e le malattie infiammatorie intestinali.

A differenza della malattia psoriasica, invece, la dermatite atopica è una malattia della pelle fondamentalmente Th2 mediata, caratterizzata da un minor coinvolgimento delle citochine infiammatorie Th1/Th17.

L’obiettivo di questo studio è stato quello di verificare se l’adozione di  regimi dietetici pro-infiammatori fosse in grado di aumentare il rischio di incidenza di psoriasi, PsA e dermatite atopica in un’ampia coorte di pazienti statunitensi di sesso femminile.

L’ipotesi di partenza era che l’adozione di una dieta pro-infiammatoria, misurata da punteggi EDIP più elevati, fosse in grado di innalzare il rischio di insorgenza di malattia psoriasica, al contrario del rischio di dermatite atopica, sostenuto da un meccanismo patogenetico differente, e pertanto atteso prossimo allo zero.

Disegno dello studio e risultati principali
Lo studio, un ampio studio retrospettivo di coorte, condotto su donne di età compresa tra i 25 e i 42 anni, ha analizzato i dati sui fattori di rischio e le patologie di interesse raccolti dallo studio NHS-II (the Nurses’ Health Study II), grazie all’utilizzo di questionari, somministrati a cadenza biennale a partire dal 1989.

Le diagnosi cliniche di psoriasi e di PsA (rispettivamente 1.432 e 262 casi) sono state confermate mediante lo strumento PST (the Psoriasis Screening Tool) e il questionario PASE  (the Psoriatic Arthritis Screening and Evaluation), rispettivamente. In questo modo, sono stati presi in considerazione solo i casi validati di psoriasi e di PsA per un totale di 85.185 pazienti.
Quanto ai casi di dermatite atopica, sono stati presi in considerazione 63.443 pazienti che avevano auto-riferito la diagnosi di malattia in un questionario somministrato nel 2013.

I ricercatori hanno effettuato la valutazione del regime alimentare adottato, utilizzando questionari sulla frequenza di assunzione di determinati alimenti a cadenza quadriennale, a partire dal 1991. Hanno calcolato, inoltre, i punteggi EDIP sia all’inizio del periodo di osservazione che a cadenza quadriennale, parametrandoli ad un valore medio cumulativo, più vicino alle abitudini alimentari mantenute nel lungo termine.

Risultati principali
I ricercatori non hanno trovato l’esistenza di associazione significativa tra l’adozione di una dieta pro-infiammatoria e l’incidenza di psoriasi.

E’ stata invece osservata l’esistenza di un’associazione diretta tra punteggi EDIP elevati per la PsA. Questa associazione, tuttavia, non è rimasta a lungo statisticamente significativa in due modelli di analisi multivariata (il primo aggiustato in base all’età, all’etnia, al BMI, allo status di fumatore, all’assunzione di alcol, al consumo di calorie e all’esercizio fisico; il secondo aggiustato anche per la presenza di malattia CV, ipertensione, ipercolesterolemia e diabete tipo 2).

Da ultimo, come atteso in base all’ipotesi formulata dai ricercatori, non è stata documentata l’esistenza di un’associazione tra i punteggi EDIP e l’incidenza di dermatite atopica in modelli di analisi aggiustati in base all’età (univariata) o a più fattori (multivariata), né i risultati sono cambiati dopo stratificazione delle pazienti in base ad una storia pregressa di asma.

Riassumendo
Nonostante alcuni limiti metodologici intrinseci (disegno osservazionale e possibili bias da errata classificazione legati alle diagnosi auto-riferite dalle stesse pazienti), lo studio non ha dimostrato l’esistenza di associazione tra l’adozione di una dieta pro-infiammatoria e l’aumento del rischio di incidenza di malattia psoriasica o di dermatite atopica.

Va però anche detto, con riferimento alla dermatite atopica, che non si può escludere che l’adozione di un indice dietetico associato maggiormente all’infiammazione Th-2 anziché a quella Th1/Th17 avrebbe potuto dare risultati differenti.

Sono necessari, pertanto, nuovi studi che tengano conto di questi limiti metodologici intrinseci, al fine di confermare i risultati ottenuti.

Nicola Casella

Bibliografia
Bridgman AC, Qureshi A, Li T, Tabung FK, Cho E, Drucker AM. Inflammatory dietary pattern and incident psoriasis, psoriatic arthritis, and atopic dermatitis in women: a cohort study [published February 21, 2019]. J Am Acad Dermatol. doi: 10.1016/j.jaad.2019.02.038.
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