Artrite psoriasica, essere in sovrappeso peggiora severitą malattia #EULAR2019

Sono stati presentati ieri, in occasione del congresso annuale europeo di reumatologia (EULAR 2019), i risultati di uno studio che dimostrano l'esistenza di una correlazione significativa tra l'indice di massa corporea (IMC) e la severitą di artrite psoriasica (PsA).

Sono stati presentati ieri, in occasione del congresso annuale europeo di reumatologia (EULAR 2019), i risultati di uno studio che dimostrano l'esistenza di una correlazione significativa tra l'indice di massa corporea (IMC) e la severità di artrite psoriasica (PsA).

Razionale  e disegno dello studio
L''associazione tra l'IMC e la condizione di obesità e sovrappeso è nota da tempo anche se le cause patogenetiche che sottendono questa relazione non sono state ancora completamente chiarite.

L'obesità è risultata associata ad una cattiva risposta terapeutica nonché a tassi più elevati di abbandono terapeutico in pazienti con PsA trattati con farmaci anti-TNF. Recenti dati confermano l'effetto favorevole  della riduzione del peso su questi fattori, ma, fino ad ora, non c'erano molti dati disponibili sull'impatto della condizione di sovrappeso sulla PsA in pazienti utilizzatori di farmaci biologici diversi dai farmaci anti-TNF, come ustekinumab.

Il lavoto presentato al congresso ha incluso 917 pazienti provenienti da 8 Paesi europei, facenti parte dello studio PsABio, uno studio osservazionale prospettico, attualmente in corso, avente l'obiettivo di valutare pazienti con PsA in terapia con ustekinumab (n=450) o farmaci anti-TNF (n=467).
I pazienti avevano un'età media di 49,7 anni (±12,5), con una leggera prevalenza di donne (55,5%) e un valore medio di IMC al basale pari a 28,1 kg/m2.

Gli autori dello studio hanno raccolto i dati relativi alla severità di malattia e al suo impatto, per analizzarli e stabilire correlazioni. Per raggiungere tale obiettivo, hanno utilizzato modelli di regressione lineare multipla, aggiustati in base all'età, al sesso, allo status di fumatore, all'area di superficie corporea coinvolta, ai livelli di proteina reattiva C, alla durata di malattia e al farmaco biologico impiegato.

Risultati principali
I risultati hanno dimostrato che l'IMC correla in modo indipendente con l'attività di malattia (p=0,026), l'impatto di malattia percepito dal paziente (p<0,0001) e la disabilità (p< 0,0001).

L'analisi univariata ha mostrato come un'attività più severa di malattia fosse associata ad un IMC più elevato.

Nell'analisi di regressione logistica multipla, inoltre, è emerso che, nei pazienti con PsA classificati come obesi o non obesi, la misura DAPSAc di attività di malattia è stata pari, rispettivamente, a 33,4 vs.27,7 (range 0-154); la misura dell'impatto di malattia nella percezione del paziente PsAID12 è stata pari, invece a 6,3 vs. 5,3 (range 0-10), mentre la misura di disabilità di malattia è stata pari a 1,36 vs. 1,03 rispettivamente (range 0-3).

Riassumendo
I dati dello studio PsABio hanno confermato la prevalenza elevata della condizione di sovrappeso/obesità in individui affetti da PsA e suggerito l'esistenza di un'associazione indipendente tra  un IMC elevato e l'attività di malattia, come pure tra l'IMC e e l'impatto e la disabilità di malattia riferiti dai pazienti.

I risultati di tale studio, pertanto, sottolineano l'impatto dell'obesità e la necessità di adottare approcci di intervento legati allo stile di vita, come la gestione del “peso in eccesso”, in parallelo con le misure focalizzate sulle manifestazioni articolari e quelle cutanee di PsA.

NC

Bibliografia
Abstract OP0007: EULAR 2019