Artrite psoriasica, i benefici di certolizumab si estendono fino a 4 anni

L'efficacia clinica di certolizumab pegol si mantiene fino a 4 anni: lo dimostrano i risultati di uno studio di Fase 3 sull'impiego del farmaco anti-TNF in pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA). Lo studio è stato pubblicato su RMD Open.

L'efficacia clinica di certolizumab pegol  si mantiene fino a 4 anni: lo dimostrano i risultati di uno studio di Fase 3 sull'impiego del farmaco anti-TNF in pazienti affetti da artrite psoriasica (PsA).Lo studio è stato pubblicato su RMD Open.

Razionale e disegno dello studio
“Più della metà dei pazienti affetti da PsA mostra progressione di malattia e alterazioni funzionali - ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro -. Inoltre, la maggior parte di questi è affetta da altri disturbi auto-immunitari, come la malattia cronica intestinale, nonché da altre comorbilità (malattie CV, diabete).

“Le linee guida sul trattamento della PsA (GRAPPA=The Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis international) continuano i ricercatori – hanno sottolineato come sia necessaria l'adozione di un approccio di trattamento integrate per rispondere ai diversi domini clinici della malattia psoriasica (artrite periferica, malattia assiale, entesite, dattilile e malattia ungueale) e alle comorbilità”.

Lo studio RAPID-PsA è un trial di fase 3 che ha documentato l'efficacia e la sicurezza a 24 settimane di certolizumab, un anti-TNF di provata efficacia nel trattamento dell'AR e della PsA, in combinazione con MTX, nonché nella spondiloartrite assiale - sia spondilite anchilosante che spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di spondilite.

Il trial aveva dimostrato l'efficacia e la sicurezza del trattamento in una fase in doppio cieco, controllata vs. placebo, a 24 settimane, in una fase con cecità di dosaggio impiegato a 48 settimane e, infine, in una fase di estensione, in aperto, fino alla 96esima settimana dall'inizio del trattamento.

Nel report finale di questo trial, oggetto della nuova pubblicazione, sono stati presentati i dati relativi all'impiego del trattamento fino a 4 anni (216 settimane).

Dopo la 24esima settimana dall'inizio del trial, tutti i pazienti erano in trattamento con certolizumab al dosaggio di 200 mg (a cadenza quindicinale) o al dosaggio mensile di 400 mg.

In questa analisi finale dei risultati del trial a 4 anni, le due dosi sono state combinate.

I partecipanti al trial erano affetti, all'inclusione nello studio, da malattia attiva e non rispondevano ad almeno un DMARDs, ed eventualmente anche ad almeno un farmaco anti-TNF.

I ricercatori erano stati in grado di reclutare nello studio un totale di 409 da avviare inizialmente alla randomizzazione ad uno dei due dosaggi di certolizumab testati. Di questi, i 2/3 hanno portato a termine i 4 anni previsti dal protocollo dello studio.

Risultati principali
Dai dati a 4 anni è stata documentata la persistenza del beneficio del trattamento con certolizumab, con una proporzione di pazienti soddisfacenti le risposte ACR20/50/70 pari, rispettivamente, all'80,5%, 63,8% e 51,4%.

Inoltre, il 79,6% ha soddisfatto la risposta PASI 75 a 216 settimane.

Il 19% dei pazienti con esposizione pregressa ad un farmaco anti-TNF ha sperimentato il raggiungimento delle risposte ACR20/50/70 a 4 anno in percentuali simili a quelle documentata nella coorte di pazienti in toto (82,4%, 64,7% e 47,1%).

Inoltre, dopo 4 anni, più della metà ha raggiunto la risposta PASI75.

Lo studio prevedeva la valutazione di altri endpoint di efficacia in aggiunta a quelli descritti, quali la minima attività di malattia e l'attività di malattia molto bassa.

La minima attività di malattia era definita in base al soddisfacimento di almeno 5 su 7 criteri proposti per la sua identificazione (conta articolazioni dolenti e tumefatte, PASI, punteggi relativi al dominio dolore, attività globale di malattia, punteggi HAQ non superiori a 0,5, e non più di un punto entesico dolente), mentre l'attività di malattia molto bassa era definita dal soddisfacimento di tutti i 7 criteri sopra menzionati.

Sul totale dei pazienti che hanno completato i 4 anni di trattamento, il 29% ha raggiunto la condizione di attività di malattia molto bassa e il 57,8% quella di minima attività di malattia. Inoltre, il 44,3% di questi pazienti è andato in remissione, stando all'indice DAPSA di attività di malattia.

Sul totale dei pazienti con entesite, dattilite o psoriasi ungueale già dall'inizio del trial, è stata osservata la risoluzione totale di queste condizioni a 4 anni in due pazienti su tre.

Passando ai dati relativi alla progressione radiografica di malattia, misurata in base al punteggio modificato totale di Sharp, è emerso un tasso di non progressione di malattia pari al 65,1%.

Da ultimo, anche i punteggi relativi al dominio dolore sono migliorati in modo significativo (>50% a 4 anni).

Per quanto riguarda la safety, è stata documentata la presenza di eventi avversi seri nel 25,4% dei pazienti che hanno portato a termine lo studio a 4 anni (nel 6,9% questi sono stati causa di abbandono del trattamento).

I più comuni AE registrati sono stati le infezioni (soprattutto polmoniti).

Implicazioni dello studio
L'osservazione della simil efficacia del trattamento in pazienti con o senza impiego pregresso di farmaci anti-TNF suggerisce come certolizumab possa essere efficace nei pazienti che non rispondono in maniera adeguata al primo DMARDb somministrato.

Nel complesso – concludono i ricercatori – i dati a 4 anni dello studio RAPID-PsA, che documentano l'efficacia di certolizumab in un ampio spettro di domini di malattia psoriasica, nel suffragano l'impiego per la gestione terapeutica a lungo termine della PsA”.

NC

Bibliografia
van der Heijde D, et al "4-year results from the RAPID-PsA phase 3 randomized placebo-controlled trial of certolizumab pegol in psoriatic arthritis" RMD Open 2018; DOI:10.1136/rmdopen-2017-000582.
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