Artrite psoriasica, minore attività della malattia riducendo drasticamente il peso corporeo

I pazienti obesi con artrite psoriasica (PsA) che hanno seguito per sei mesi una dieta a bassissimo contenuto energetico hanno mostrato miglioramenti in molteplici aspetti dell'attività della malattia a livello di articolazioni, entesi e cute, come emerge dai risultati di uno studio prospettico svedese pubblicato sulla rivista Arthritis Research & Therapy.

I pazienti obesi con artrite psoriasica (PsA) che hanno seguito per sei mesi una dieta a bassissimo contenuto energetico hanno mostrato miglioramenti in molteplici aspetti dell'attività della malattia a livello di articolazioni, entesi e cute, come emerge dai risultati di uno studio prospettico svedese pubblicato sulla rivista Arthritis Research & Therapy.

Dopo essere stati sottoposti per sei mesi a un regime dietetico che apportava non più di 640 kcal al giorno, i pazienti in studio hanno perso una mediana di 18,7 kg, equivalente al 18,6% del loro peso, hanno riportato l’autrice principale Eva Klingberg, dell'Università di Göteborg in Svezia e colleghi. Inoltre la percentuale di pazienti che hanno raggiunto una attività minima di malattia è passata dal 29,3% al basale al 53,7% (p=0,002).
L’endpoint primario era il raggiungimento di una attività minima di malattia (MDA, minimal disease activity) soddisfacendo almeno cinque di sette criteri:
  • massimo 1 articolazione dolente
  • massimo 1 articolazione gonfia
  • non oltre il 3% di superficie corporea interessata da psoriasi
  • dolore del paziente su una scala analogico-visiva di 15 mm o inferiore
  • attività globale della malattia del paziente su una scala analogico-visiva di 20 mm o inferiore
  • punteggio HAQ (Health Assessment Questionnaire) di 0,5 o inferiore
  • non più di una entesi dolorante (l'inserzione dei muscoli, tendini, o fasce sulle ossa)
Gli endpoint secondari includevano i Psoriatic Arthritis Response Criteria (PsARC), che comprendono miglioramenti nei punteggi di attività della malattia valutati sia dal paziente che dal medico, miglioramenti nel numero di articolazioni dolenti o gonfie e nei criteri di risposta ACR20, 50 e 70 dell’American College of Rheumatology.

Uno studio prospettico
L'obesità, intesa come un indice di massa corporea (BMI) ≥ 33 kg/m2, è molto frequente nei pazienti con artrite psoriasica ed è associata a una più alta attività della malattia, un peggiore effetto del trattamento e un aumento della morbidità cardiovascolare.

Dal momento che pochi studi interventistici hanno valutato gli effetti della perdita di peso sull'attività e sui risultati della malattia, i ricercatori hanno arruolato 46 pazienti (41 hanno terminato lo studio), due terzi dei quali erano donne, con una età mediana di 54 anni e una durata della malattia di 17 anni.

I farmaci antinfiammatori non steroidei venivano usati dal 66% dei pazienti, i farmaci antireumatici modificanti la malattia dal 46% e gli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF) dal 37%.

Il trattamento dietetico consisteva in quattro porzioni giornaliere di polvere che venivano sciolte in acqua fredda o calda per essere consumate sotto forma di frullati o zuppe. A seconda che l'indice di massa corporea (BMI) fosse superiore o inferiore a 40, il regime dietetico a bassissimo apporto energetico veniva mantenuto per 16 o 12 settimane, al termine delle quali veniva lentamente reintrodotto il cibo nel corso di successive 12 settimane.

Perdita di peso e miglioramento della malattia
La percentuale di pazienti che hanno raggiunto una attività minima di malattia è passata dal 29,3% al basale al 53,7% (p=0,002).
Tutti i partecipanti hanno perso peso e il BMI è diminuito da una mediana di 35,2 a 29,7 (p<0,001), mentre la circonferenza della vita si è ridotta da 116 a 95,5 cm (p<0,001).

Lo PsARC è stato raggiunto dal 46,3% dei pazienti e le risposte ACR20, 50 e 70 rispettivamente dal 51,2%, 34,1% e 7,3% dei soggetti. «A titolo di confronto, in studi randomizzati e controllati gli inibitori del TNF nella PsA hanno tipicamente riportato risposte ACR20 e 50 rispettivamente del 50-60% e del 30-40%, mentre con il placebo erano del 15-25% e 0-5%», hanno osservato gli autori.

Anche alcuni parametri di laboratorio come l'emoglobina e la proteina C-reattiva hanno mostrato un calo significativo.

In generale, i ricercatori hanno riferito che il trattamento è stato ben tollerato, con alcuni effetti collaterali transitori di entità lieve o moderata come stitichezza, perdita di capelli e ipotensione durante la dieta fortemente ipoenergetica.

Probabili meccanismi
I meccanismi alla base del legame tra obesità e attività della malattia non sono ancora stati completamente chiariti, anche se i ricercatori hanno segnalato che potrebbero essere coinvolti:
  • Fattori immunologici come la capacità del tessuto adiposo bianco di produrre citochine come il TNF-α o le interleuchine 1β, 6 e 23, fattori implicati nella patogenesi della malattia
  • Lo stress biomeccanico sulle entesi
  • Fattori comportamentali tra cui una minore attività fisica
L'obesità è stata anche associata a una maggiore sensibilità al dolore nelle malattie infiammatorie. «Nei pazienti obesi con artrite psoriasica, la perdita di peso dovrebbe essere considerata come un trattamento complementare alla terapia farmacologica, dal momento che può migliorare l'attività della malattia, gli effetti dei farmaci e il profilo di rischio cardiovascolare», hanno raccomandato gli autori.

I pazienti saranno seguiti per 24 mesi per studiare gli effetti a lungo termine del trattamento.

Bibliografia

Klingberg E et al. Weight loss improves disease activity in patients with psoriatic arthritis and obesity: an interventional study. Arthritis Res Ther 2019.

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