Ortopedia e Reumatologia

Artrite psoriasica, secukinumab efficace sugli outcome riferiti dai pazienti indipendentemente dal dosaggio

In pazienti affetti da artrite psoriasica attiva, secukinumab assicura un miglioramento precoce, clinicamente e statisticamente significativo, nonché sostenuto nel tempo, di alcuni outcome riferiti dai pazienti (PRO), a tutti i dosaggi utilizzati. Queste le conclusioni principali provenienti da un'analisi post-hoc dello studio FUTURE 5, recentemente pubblicato sulla rivista Lancet Rheumatology.

In pazienti affetti da artrite psoriasica attiva, secukinumab assicura un miglioramento precoce, clinicamente e statisticamente significativo, nonché sostenuto nel tempo, di alcuni outcome riferiti dai pazienti (PRO), a tutti i dosaggi utilizzati. Queste le conclusioni principali provenienti da un’analisi post-hoc dello studio FUTURE 5, recentemente pubblicato sulla rivista Lancet Rheumatology.

Razionale e disegno dello studio
“Molti trial clinici randomizzati hanno già dimostrato l’efficacia e la sicurezza del farmaco nel migliorare l’attività di malattia considerando tutte le manifestazioni cliniche di PsA, comprendendo anche alcuni PRO (dolore, fatigue, funzione fisica, qualità della vita legata allo stato di salute – ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio”.

“Fino ad ora, però – continuano – non erano stati valutati in modo rigoroso tutti i miglioramenti riferiti dai pazienti con PsA trattati con secukinumab come opzione di prima o di ultima linea di trattamento con il farmaco biologico in questione”.

FUTURE-5, un trial multicentrico, randomizzato, a gruppi paralleli, è uno studio di fase 3 che si è proposto di valutare l’efficacia di secukinumab 300 mg o 150 mg (in presenza/assenza di una dose di carico) rispetto al placebo per il trattamento di pazienti con PsA attiva.

“Il trial originario  - ricordano i ricercatori - aveva dimostrato come il trattamento con secukinumab si accompagnasse con miglioramenti di entità significativamente maggiore dei sintomi clinici e dalla funzione fisica a 16 settimane, nonché ad una riduzione della progressione radiografica di malattia a 24 settimane rispetto al placebo. Non solo: questi effetti persistevano fino a 2 anni dall’inizio della terapia”.

Per esaminare l’impatto di secukinumab sui PRO, è stata condotta un’analisi post-hoc dello studio FUTURE-5.

Il trial in questione aveva reclutato 996 pazienti adulti con sintomi di PsA di grado moderato-severo da almeno 6 mesi, randomizzati ad uno dei regimi di trattamento seguenti:
- Secukinumab 300 mg
- Secukinumab 150 con dose di carico iniziale
- Secukinumab 150 senza dose di carico iniziale
- Placebo

Il protocollo dello studio prevedeva, in una prima fase della durata di un mese, la somministrazione a cadenza settimanale di uno dei trattamenti sopra indicati e assegnati dalla randomizzazione. A questa faceva seguito una seconda fase che prevedeva la somministrazione a cadenza mensile dei trattamenti sopra indicati.

In tutto, 222 pazienti erano stati randomizzati a trattamento con secukinumab 300 mg, 220 a trattamento con secukinumab 150 g con dose di carico, 22 a trattamento con secukinumab 150 mg in assenza di dose di carico e 332 a placebo.

I PRO prespecificati nel trial e valutati nel corso dell’analisi sono stati i seguenti:
- Valutazione globale dello stato di attività di malattia da parte del paziente (PtGA)
- Punteggi VAS relativi a psoriasi ed artrite
- Punteggio VAS relativo al dolore percepito
- Punteggio di disabilità (HAQ-DI)
- Punteggio SF-36 relativo alla qualità della vita
- Punteggio FACIT-F relativo alla fatigue
- Punteggi riportati a diversi questionario sulla qualità della vita

In questo studio, I ricercatori hanno riportato le variazioni medie rispetto al basale e la proporzione di pazienti andati incontro a miglioramenti di entità pari o superiore alle differenze minime clinicamente importanti (MCID), o a punteggi pari o superiori ai valori considerati nella norma.

Inoltre, è stata operata una stratificazione e analisi dei pazienti in base all’impiego o meno di farmaci anti-TNF – naive o con risposta insoddisfacente a questi ultimi.

Considerando la popolazione intention-to-treat dello studio, 697 pazienti erano naive ai farmaci anti-TNF mentre 299 mostravano una risposta insoddisfacente a questa classe di farmaci.

Risultati principali
Dall’analisi dei dati è emerso che i pazienti trattati con secukinumab, indipendentemente dal dosaggio, riportavano a 16 settimane variazioni quadratiche medie significative di tutti i PRO considerati rispetto al placebo, salvo per il punteggio SF-36 relativo alla componente mentale (MCS). Questi risultati sono stati ottenuti indipendentemente dall’impiego di farmaco anti-TNF.

Nello specifico, le differenze vs. placebo osservate sono state le seguenti:
- PtGA nel gruppo secukinumab 300 mg= -12,2 (IC95%= –16,3; –8,1)
- PtGA nel gruppo secukinumab 150 mg con dose di carico = -8,22 (IC95%= –12,4; –4,1)
- PtGA nel gruppo secukinumab 150 mg senza dose di carico = –8,3; (IC95%=  –12,5; –4,2)

- Dolore su scala VAS nel gruppo secukinumab 300 mg (–14.3; IC95% = –18,3; –10,2),
- Dolore su scala VAS nel gruppo secukinumab 150 mg con dose di carico (–11,5; IC95%= –15,6;  –7,5)
- Dolore su scala VAS nel gruppo secukinumab 150 mg senza dose di carico= –11,3; IC95%= –15,3; –7,2)

- Punteggio HAQ-DI nel gruppo secukinumab 300 mg= –0,33; (IC95%=  –0,42;  –0,24)
- Punteggio HAQ-DI nel gruppo secukinumab 150 mg con dose di carico= –0,23; (IC95%= –0,32; –0,14)
- Punteggio HAQ-DI nel gruppo secukinumab 150 mg senza dose di carico= –0,24 (IC95%= -0,33; –0,15)

- Punteggio FACIT-F nel gruppo secukinumab 300 mg= 4,8 (IC95%= 3,2-6,4)
- Punteggio FACIT-F nel gruppo secukinumab 150 mg con dose di carico= 4,2 (IC95%= 2,6-5,8)
- Punteggio FACIT-F nel gruppo secukinumab 150 mg senza dose di carico= 3,5 (IC95%= 1,9-5,1)

Inoltre, la proporzione di pazienti con miglioramenti di entità uguale o superiore a MCID a 16 settimane è risultata maggiore nei pazienti trattati con secukinumab rispetto a quelli del gruppo placebo (eccezion fatta per SF-36 MCS) e, comunque, indipendentemente dall’impiego di farmaci anti-TNF.

“I miglioramenti osservati con secukinumab sono stati tutti statisticamente significativi, indipendentemente dal dosaggio. Le risposte al trattamento sono insorte precocemente e si sono mantenute fino a 2 anni – sottolineano i ricercatori nella discussione del lavoro”.

Considerazioni conclusive
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno notato che “..le risposte osservate in termini di miglioramento degli outcome di entità pari o superiore alle MCID e in termini di punteggi pari o superiori ai valori considerati nella norma si sono avute più frequentemente nei pazienti naive ai farmaci anti-TNF che in quelli con risposta non soddisfacente a questi ultimi”.

“L’entità dei miglioramenti dei PRO, invece, è risultata simile nei pazienti trattati con secukinumab, indipendentemente dall’impiego pregresso o meno di farmaci anti-TNF, anche se bisogna aggiungere che i punteggi al basale erano più bassi nei pazienti con risposta non soddisfacente agli anti-TNF e che le risposte al placebo erano inferiori a quelle osservate nei pazienti naive a questa classe di farmaci”.

Presi nel complesso, dunque, i risultati di questa analisi post-hoc dello studio FUTURE-5 dimostrano è in grado di assicurare un miglioramento sia degli indici clinimetrici che dei PRO nei pazienti con PsA, indipendentemente dalle terapie pregresse effettuate, ampliando le opzioni di trattamento di questa condizione clinica.

Nicola Casella

Bibliografia
Strand PV et al. The effect of secukinumab on patient-reported outcomes in patients with active psoriatic arthritis in a randomised phase 3 trial. Lancet Rheumatol. 2022;doi:10.1016/S2665-9913(21)00354-4.
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